Venerdì 18 aprile, alle 5pm (23.00), è andata in onda la 44a puntata di IN ORBITA AMERICAN EDITION su Icn Radio NY. Abbiamo parlato del Record Store Day 2014 e del Trieste Opening Band Music 2014. In collegamento dal Lussemburgo Berardo Moostash Staglianò Sentieri Sonori Radio ARA; dalla Spagna Steven Forti Zibaldone Radiocontrabanda; dall'Italia Elisa Russo "Deliri Americani". Ascolti: Nada, Bud Spencer Blues Explosion, Brazos Black Suit Trio, Vidiam, Hover, Soap Trip e Gavino Riva. La trasmissione è stata replicata Sabato 19 aprile alle 12pm (18.00).
Ecco il testo della mia rubrica radio, Deliri Americani:

 

Quest’anno ho avuto il piacere di lavorare ad un progetto molto bello, ovvero l’Opening Band Music organizzato dai Poli di Aggregazione Giovanile del Comune di Trieste, con la collaborazione della Consulta Giovanile del Comune e della Casa della Musica/ Scuola di Musica 55. Per questo voglio ringraziare Martina, Cristina, Bevitori e Ricky del Toti e in maniera speciale Gabriele Centis della Casa della Musica, una di quelle figure che se a Trieste non ci fossero staremmo molto peggio.

 

Non era la prima volta che collaboravo in qualche maniera a questa manifestazione, giunta alla sua settima edizione. In passato il festival aveva affiancato il concorso di band emergenti ad ospiti del calibro di Paolo Benvegnù, The Niro, Quintorigo, Il Pan del Diavolo, Aucan, Sick Tamburo, We Have Band, B.R. Stylers, Abba Zabba, The Charlestones, Trabant, The Butterfly Collectors, The Mothership e tanti altri… Grazie alle collaborazioni con le associazioni Musica Libera, Tetris e poi con la Casa della Musica, le varie edizioni hanno aggiunto pezzi importanti alla manifestazione.

 

1889191_596274087121040_418680408_nQuest’anno l’Opening ha cambiato formula. Superata la componente che ne faceva soprattutto un concorso per band emergenti, ha potenziato e valorizzato la parte educativa, rendendo il festival un percorso musicale di crescita. I dodici gruppi (e solisti) selezionati tra i 17 iscritti, hanno partecipato ad una serie di workshop divisi tra la Casa della Musica ed il Toti. I partecipanti si sono esibiti e si sono confrontati con una commissione di tutor composta dal soul singer Al Castellana, il letterato (autore, tra gli altri, di un libro sui Radiohead) Gianfranco Franchi, il polistrumentista Francesco Candura (Jennifer Gentle, Boomerangs), il musicista e giornalista Piero Pieri (Rai, Luc Orient) e me medesima.

L’Opening si è confermato come importante laboratorio di crescita, di reciproca conoscenza e confronto per i musicisti emergenti tra i 15 e i 26 anni, residenti o domiciliati nella regione Friuli Venezia Giulia.

 

Ma soprattutto, l’Opening è stata un’occasione di crescita per noi “tutor”.

Per quanto mi riguarda, ho avuto modo di vedere la musica nella sua luce più pura, energica e vitale legata alla gioventù, ad una genuinità che poi magari si perde per strada. Mi ha colpito l’emozione dei ragazzi, la loro serietà e anche la personalità che hanno messo nelle esecuzioni. Cerco di citare tutti: il giovane rapper Kavia con un ottimo flow e testi efficaci, deve solo imparare a respirare (e a portarsi dietro le basi!), i Flaming Heart, con un look glam fighissimo, mi hanno riportata indietro negli anni Ottanta, i Crookset hanno un futuro nel mondo delle colonne sonore e un violino elettrico da paura, i Coarse stanno muovendo i primi passi ma affineranno sicuramente il loro alternative rock con un pizzico di tecnica e convinzione in più. I giovanissimi Heden suonano grunge e sono quindicenni, piccolissimi, con un batterista velocissimo che pesta con una foga atroce e mi hanno davvero spettinata: hanno tutto quello che una band della loro età dovrebbe avere (rabbia compresa), poi si sono fatti prendere dal nervo ma anche questo è il bello; il cantautore Edgar Meis ed il suo cantautorato strambo mi ha colpito per la sua eleganza, educazione e delicatezza: troverà la sicurezza, la sua nicchia di pubblico e farà grandi cose. E ancora: gli Steel Demons con il loro metal potente, i Levisit con un gran gusto applicato all’indie rock con interessanti testi in italiano (ed un brano che ha un finale urlato da paura), gli Amphioxus con un hard rock bello tosto, i Monkey Place un gruppo di amici che non suonavano assieme da sette anni e si sono ritrovati in maniera estemporanea per l’Opening, all’interno membri dei bravi Coloured Sweat e alla batteria il fortissimo Walter Dobrila (A Lone Wolf in the Dark), i Blind Wind una band molto varia che unisce sapori, stili, suggestioni molteplici, con dei musicisti molto validi ed un potenziale commerciale notevole.

 

Alla fine, abbiamo dovuto fare delle scelte e quindi abbiamo selezionato tre nomi che secondo me sono ad uno step in più dalla band emergente, cioè sono (quasi) professionisti: Brazos Black Suit Trio, Hover e Vidiam. Ciascuno di loro si è esibito in un concerto di una ventina di minuti sul palco del teatro del Toti. Tutti e tre hanno dimostrato di sapere tenere il palco in maniera impeccabile.

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I Brazos Black Suit Trio, sono diventati in realtà un quartetto (chitarra, armonica, batteria, contrabbasso), suonano rockabilly/ blues, sono giovanissimi ma hanno le idee chiare sullo stile, il sound e la strada da percorrere, hanno già suonato parecchio in giro raggiungendo la sicurezza che li rende convinti e convincenti.

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Gli Hover propongono un alternative rock molto vitale, sono già vincitori della G.A.S.P, hanno solarità, melodia e personalità: mi mettono di buon umore e le loro canzoni mi restano in testa e le canticchio la mattina appena sveglia, qualcosa vorrà pur dire!

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I Vidiam mescolano metal e rock, con un occhio alla melodia e uno ai suoni più pesanti, hanno già una buona esperienza sia dal vivo che in studio, hanno grande cura dei dettagli, compreso il look. Me li immagino come idoli di adolescenti e non solo.

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Ad aprire la serata una menzione speciale: A Lone Wolf in The Dark come progetto solista più emozionante, coraggioso e comunicativo. A Lone Wolf in The Dark è lo pseudonimo dietro il quale si cela Walter Dobrila, chitarrista, compositore (ma anche armonicista e batterista) dalla creatività vastissima, intenso e lacerante nelle sue live performance. A lui va la mia menzione di personaggio preferito di tutta la kermesse. Mi ha scorticato l’anima ogni volta che ha suonato. Che musica suona? La sua. Di pancia. A me ricorda un John Frusciante nelle sue registrazioni casalinghe, mescolato a J Mascis dei Dinosaur Jr, con una vena blues, un occhio alla psichedelia e la disperazione di un Layne Staley. “Questa canzone parla di un amore semi-corrisposto” ha detto cercando il plettro in tasca ma estraendone l’accendino ed i fazzoletti. E in quel momento io l’ho adorato.

10171642_10202589379508372_4277565065618518794_nVerrà anche segnalato, con una menzione, il chitarrista “più promettente”, al quale verrà assegnato un riconoscimento intitolato a Gabriele Manfioletti, musicista e chitarrista particolarmente attivo nel panorama musicale giovanile della nostra città, scomparso nel 2008. I due finalisti per questa categoria sono Jacopo Tommasini dei Brazos e Matteo Michelutti degli Hover. 10176274_10202589373148213_7380976955695149244_n

 

 

 

 

 

Menzione speciale anche per Skomrah Modern Quartet, gruppo che ha centrato al meglio il tema del crossover.

Skomrah Modern Quartet è un gruppo di modern chamber music che mescola sapientemente classica, jazz, etnica e popolare, in formazione quattro giovani studenti del conservatorio Tartini.

I finalisti avranno modo anche di esibirsi in una serata loro dedicata, all’interno degli appuntamenti previsti per Artefatto 2014, altre occasioni si aggiungeranno al calendario.

Il 6 maggio, dalle 17.30 alla Casa della Musica, proclameremo e premieremo i vincitori, che avranno la possibilità di suonare (anche insieme in una jam session!). I finalisti avranno varie opportunità di suonare in giro, per esempio:

30 maggio nel museo civico Sartorio inaugurazione della mostra con l'esibizione della band vincitrice
31 maggio concerto alla Stazione Rogers con la band vincitrice
6 giugno concerto alla Stazione Rogers con la seconda band 
13 giugno concerto alla Stazione Rogers con la terza band
14 giugno esibizioni delle menzioni speciali (A lone wolf in the dark e Skomrah modern quartet + premio Manfioletti) abbinata prima e dopo una performance teatrale

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Elisa Russo

Elisa Russo

Si occupa di musica e spettacoli su stampa, radio, tv e web. Dal 2004 collabora con il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Spesso lavora in coppia con il fratello Ricky. The Russos hanno ideato, scritto e condotto il programma musicale “In Orbita”, in onda su Tv Capodistria (Slovenia) e su Radio Capodistria.

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