Posted on: 13 Luglio 2014 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

mikaMika, il celebre cantante e artista di origini libanesi e americane, noto in Italia anche come giudice di X Factor, è arrivato a Trieste per l’edizione di ITS 2014 già venerdì, assieme alla sorella Yasmine, per ricoprire il ruolo di giudice nella sezione “ITS artwork” sponsorizzata dalla Swatch.

Nei giorni precedenti tutto faceva presagire l’arrivo di una star che, per motivi di sicurezza e privacy, sarebbe stata blindata e irraggiungibile. Niente di più lontano dalla realtà: il simpatico ed estroverso Mika non si è mai sottratto a chiacchiere e foto con addetti ai lavori e fans, gentilissimo con tutti. Elegante e cordiale, parla ormai un italiano impeccabile: «Abbiamo fatto tante interviste, con persone di Hong Kong, giapponesi, americani… finalmente parlo un po’ italiano e addirittura con una triestina».

Prime impressioni su Trieste?

«Non capisco perché nessuno mi ha parlato prima di questa città! È una cosa stranissima, è custodita come un bellissimo segreto. È come se fosse nel periodo d’oro di Vienna e di Budapest, architettonicamente incredibile. Sul mare, e in Italia… una combinazione di elementi belli e curiosi. Secondo me le persone non si rendono conto della bellezza di questa città. A me piace un sacco Vienna e questa architettura con questo aspetto calmo… non ho mai visto una città del genere, ne sono già innamorato. C’è poesia, qui».

Sa che Joyce se ne innamorò come lei?

«Certo! E immagino quanto dovesse essere romantica quando è stato qui, con tutti quei marinai, le navi, il porto».

E ITS la conoscevate già?

«Ne avevo sentito parlare ed ero molto curioso di vedere con che sentimento è portato avanti. È molto sincero, concentrato sull’idea di valorizzare i talenti senza troppi rumori, senza essere troppo fashion. Vogliono mettere i talenti nell’industria creativa, farli lavorare davvero. Perché di solito a questi eventi ci sono tante chiacchiere ma poi pochi fatti. Qua è tutto più serio. Già il primo giorno in giuria abbiamo discusso per tre ore, con grande serietà. C’è qualità e anche severità nei giudizi».

Avrà notato le differenze tra questo evento e quelli milanesi…

«Qui tutto è concentrato sui lavori, sui disegni e non sulle feste! C’è meno l’aspetto mondano: si vede subito. C’è un clima più meditativo, tranquillo, c’è spazio per pensare. È possibile mettere insieme diversi tipi di creatività. È la fase prima dell’industria, prima che prenda il controllo. A Milano i creativi fanno già parte del sistema. Non che non mi piaccia la settimana della moda a Milano eh, il salone di Milano è uno dei migliori del mondo».

La collaborazione con la Swatch continuerà?

«Sì, faremo un’altra cosa insieme. Ma è un po’ complicato perché io e Yasmine vorremmo fare tutto in famiglia. Ora nostro fratello sta studiando architettura a Londra e anche mia sorella ha terminato gli studi di design di gioielli e allora adesso lavoriamo assieme tutti e quattro. E non vogliamo andare troppo veloce. Il secondo passo con la Swatch sarà la creazione di un gioiello, un pendente. Ho già creato un nuovo protagonista che sarà la star di questo progetto. Noi partiamo dalle storie, dalle illustrazioni».

Ed il tempo per la musica?

«Quella è la mia priorità, mi ci voglio dedicare al 100% da adesso fino ad ottobre».

In attesa del nuovo album ha realizzato un singolo “Boum Boum Boum”, con relativo videoclip molto western, alla Sergio Leone!

«Ma la cosa splendida è che l’ho girato sul set di “Il Buono, il brutto, il cattivo”. La mia compagnia discografica mi ha messo a disposizione un budget ridotto, ma io ho voluto fare comunque qualcosa di bello. Allora sono andato con il mio manager da Swatch e Diadora a chiedere un aiuto. Lavorare con le marche non è un lavoro sporco, anzi dà molte possibilità alla musica che altrimenti non avrebbe soldi di questi tempi».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 13 Luglio 2014

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