“UOMINI”

di Elisa Russo

ODOYA Editore

2 ottobre 2014

22 euro

pagg 464


I RITMO TRIBALE, EDDA E LA SCENA MUSICALE MILANESE

 

 

Il primo libro biografia dei Ritmo Tribale che ripercorre la loro storia, ma anche quella della scena milanese in cui sono nati e cresciuti, fino ad arrivare ai giorni nostri con la carriera solista di Edda e i NoGuru.

 

Frutto di cinquanta ore di interviste ai protagonisti (Ritmo Tribale ma anche Afterhours, Casino Royale, Karma, Shockin’ Tv, Peter Sellers and The Hollywood Party…) riportate in forma diretta. Un racconto (c)orale. Viene ripercorsa la storia dei Ritmo Tribale, dall’incontro sui banchi del liceo negli anni Ottanta fino al successo dei metà Novanta e lo scioglimento. In mezzo alla storia dei Tribali: Manuel Agnelli e gli altri Afterhours raccontano di come passarono dai primi dischi in inglese a quelli in italiano grazie all’esempio di Edda e i suoi Ritmo e di come nacque un album come Hai Paura Del Buio?; vengono analizzati i cambiamenti della discografia (dalle indipendenti come la Vox Pop all’illusione delle major), si narrano le vicende del Jungle Sound (glorioso studio di registrazione fondato da Fabrizio Rioda dei Ritmo Tribale, dove passavano Oasis, Metallica, Iggy Pop e dove si creò la fertile scena milanese degli anni Novanta con Casino Royale, La Crus, Afterhours, Karma…) e molto altro. Fino ad arrivare ai giorni nostri con il ritorno di Edda e la sua carriera solista e i NoGuru (gli ex Tribali con Xabier degli Afterhours e Bruno Romani ex Detonazione).

Ci sono inoltre i testi delle canzoni, stralci di articoli e recensioni e più di 100 fotografie, di cui molte inedite.

Ben tre prefazioni in apertura:

Federico Guglielmi (Il Mucchio, Rumore, Blow Up, Radio RAI)

Christian Zingales (Blow Up)

Vittorio Bongiorno (scrittore e musicista)

 https://www.facebook.com/UominiElisaRussoOdoya

 

 

RASSEGNA STAMPA USCITE:

 

http://www.ithinkmagazine.it/component/content/article/71-comunicati-stampa/10506-quominiq-il-libro-su-edda-e-i-ritmo-tribale-elisa-russo-odoya-2-ottobre.html

ithinkm

 

TEMPI DISPARI segnala l’uscita:

http://www.tempi-dispari.com/archives/36016


tempi dispari

STORDISCO segnala l’uscita:

http://stordisconews.blogspot.it/2014/09/uomini-il-libro-su-edda-e-i-ritmo.html

 

 

stordisco

 

NUMETALZINE segnala l’uscita:

http://numetalzine.it/ritmo-tribale-ad-ottobre-il-libro-sulla-biografia-del-gruppo-crossover-milanese/

newmetal

 

MAG MUSIC segnala l’uscita:

mag music

http://www.magmusic.it/2014/09/20/uomini-i-ritmo-tribale-secondo-elisa-russo/

RISERVA INDIE pubblica un’intervista all’autrice:

riserva ind

 

Pensi che quella scena sia rimasta ancora dentro molte persone perchè è stata l’ultima che ha avuto il “privilegio” di essere tramandata più dai ricordi e dai vinili che dall’invasione”liquida” dei media, dei social e dell’mp3?

«Qui mi rifaccio ad una considerazione che fa Manuel Agnelli nelle pagine di “Uomini”. Lui è uno che è in pista da allora e tuttoggi è totalmente addentro alla musica. Bene, mi ha detto che certe cose legate “a quei tempi” avevano un’intensità e una verità che oggi fatica a trovare. E di musica ne sente, di progetti ne vede. Mi ha detto: “Oggi ci sono cose che mi piacciono ma non mi emozionano. Eppure ogni tanto mi emoziono ancora, quindi non sono io!”. La penso come lui. Non è per fare il/la vecchio/a che dice “ai miei tempi…”. Credo sia davvero così. Un po’ sono cambiate le dinamiche di fruizione, ma sono cambiate anche le spinte, l’urgenza, che ai tempi erano più forti. Quando non avevi nulla (parlo di mp3, internet, Spotify, YouTube…) la spinta a “muovere il culo” era più forte. Questa finta comodità dell’avere tutto a portata di click ci rende a volte più pigri e quindi meno ricettivi, meno efficaci e coinvolgenti. Nulla uccide la poesia più della conta dei like e delle visualizzazioni sui social network!».

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA:
http://riservaindie.blogspot.it/2014/09/elisa-russo-pubblicauomini-e-racconta-i.html

ROCKAMBULA segnala l’uscita:

ROCKAMBULA

ROOTSHIGHWAY segnala l’uscita:
roots highway
IL PICCOLO pubblica un’intervista di Federica Gregori:

ritmo il piccolo 1

 

Se un introduzione fiammeggiante in apertura di una canzone è un gran biglietto da visita, di prefazioni a questo libro se ne contano addirittura tre, con una crema di “penne” musicali, Vittorio Bongiorno, Federico Guglielmi e Christian Zingales, lanciate in apprezzamenti che definire entusiastici è poco. E se questo lavoro “bellissimo e straziante” l’avrebbero voluto scrivere loro, come sottolinea Bongiorno, il merito invece va tutto alla triestina Elisa Russo, collaboratrice del Piccolo e giornalista radiofonica e web. Oggi il suo “Uomini. I Ritmo Tribale e la scena musicale milanese” (460 pagine, Odoya editore. s.i.p.) verrà presentato dal vj Marco Maccarini a Milano in Santeria, spazio artistico di culto nel cuore di Lambrate. Il titolo del libro non è solo una citazione di un brano di questa band-cardine del rock italiano ma attiene all’anima extra musicale del testo: una bella storia di vita oltre che di rock’n’roll, con i protagonisti raccontati attraverso 50 ore d’interviste, e con al centro l’ex front-man Stefano “Edda” Rampoldi e la sua vita travagliata ricca di colpi di scena.

Strana storia, questa di una triestina che scrive un libro dal cuore milanese.

«È una storia costellata di coincidenze, connessioni e flussi che sono andati avanti e indietro per anni. Edda direbbe che è il karma. È vero, tutti pensano che io sia di Milano e restano stupiti quando dico che sono triestina. Ora, conoscendo bene i personaggi che tratto, posso dire che solo io potevo farlo! Testardi, determinati, ognuno dava la sua versione, diversissima l’una dall’altra. A quel punto a Trieste ero nel posto giusto: non avevo vissuto quegli anni, non ero immersa nei racconti del “dopo”. Ero super partes».

In effetti è un amore nato qui un bel po’ di anni fa.

«Più di vent’anni! Nel novembre del 1991 tutta la mia attenzione era dedicata all’arrivo dei Nirvana. Era un sabato; evento enorme per me, allora 15enne. Il giorno dopo avrebbero suonato i Ritmo Tribale. Avevo sentito un loro disco e mi avevano folgorato. Ma era domenica: pigrizia, stanchezza… però ho voluto comunque andarci, trovando una mobilitazione esagerata di forze dell’ordine e un sold out inatteso. All’ingresso mi hanno respinta, come pure lo stesso Edda. Un carabiniere non voleva farlo entrare: ha faticato un bel po’ a spiegare che era lui quello a dover stare sul palco!».

Al di là dell’ovvio entusiasmo di una 15enne, cos’aveva di diverso questo gruppo?

«Fin dal primo ascolto mi colpirono i testi in italiano: esprimevano stati d’animo come non avevo mai sentito, con un uso così intenso e pieno della lingua, come se stessero parlando della tua realtà. Hanno spianato una strada percorsa poi da tanti altri. E poi quella voce urticante, che Edda definisce “difettosa”, che tocca corde particolari. E poi l’incredibile energia live del front-man, che avrei scoperto timidissimo nella realtà di tutti i giorni. Ma sul palco si liberava, senza barriere, senza inibizioni. “Gli altri avevano il talento, ma lui la magia”, dice Manuel Agnelli degli Afterhours. Magia sparita sino al suo ritorno sulle scene nel 2009».

Perchè Edda, alla maniera di John Frusciante, “è uscito dal gruppo” proprio nel momento di spiccare il grande salto.

«Nel 1996 Edda lascia ed è crisi. Da quel momento non si sa più assolutamente nulla di lui, buio fitto. Alcuni dicono che è partito per l’India, altri addirittura che è morto. Fino al 2002 saranno anni pesanti, dominati dall’autodistruzione e dalla dipendenza da eroina. Fino a quel ritorno, incredibile, nel 2009».

La questione delle droghe come l’ha affrontata?

«Non tutti i protagonisti hanno voluto mettersi a nudo su questo tema: dopo una prima lettura mi hanno chiesto di stemperare alcuni interventi, per meglio tutelare la privacy».

La scena di quegli anni? A leggere il suo libro sembra tutto tranne che la “Milano da bere” che ricordiamo.

«Villa Amantea era la sala prove di Baggio in cui militavano tutte le band milanesi anni ’80. Lì c’era una scena molto compatta, la politica non era al centro della cose. C’era amicizia e collaborazione, c’erano scambi e contaminazioni: erano persone che si frequentavano senza competizione. Ci passò Piero Pelù come artisti che non avevano ancora iniziato, come Paolo Benvegnù. Il Jungle Sound, nei ’90, è stata una delle più importanti sale prove e di registrazione italiane, dove passarono Iggy Pop, Metallica, Oasis. Ha catalizzato tutta la scena milanese che prima era in embrione: La Crus, Karma, Casino Royale, Afterhours ora erano professionisti. Nonostante ciò gli scambi continuavano: Giuliano Palma faceva i cori ai Ritmo, Edda cantava nel disco di debutto dei La Crus e così via».

Atmosfera un po’ diversa dall’oggi.

«Questo spirito di condivisione non esiste assolutamente più. Racconta Fabrizio Rioda, ex Tribale e carismatico direttore degli studi, che negli ultimi tempi arrivavano giovani band a provare. Mentre aspettavano non si parlavano, nemmeno tra di loro. Stavano muti e, per tutto il tempo dell’attesa, avevano il volto sempre chino, intenti a scrivere sui cellulari».

http://ilpiccolo.gelocal.it/tempo-libero/2014/10/10/news/tutti-gli-uomini-dei-ritmo-tribale-1.10092134

 

PRESENTAZIONE IN SANTERIA 10 OTTOBRE 2014

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LE FOTO DI CRISTIANO MUGETTI:

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http://www.cristianomugetti.it/events_edda.html

 

[youtube]http://youtu.be/5QRwN8dzeRM[/youtube]

[youtube]http://youtu.be/LkPN0HS_oe4[/youtube]

[youtube]http://youtu.be/8HLM1qa2DkY[/youtube]

UN ARTICOLO DI CRISTIANO PELLIZZARO SUL NTWK

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IL BLOG DI FEDERICO GUGLIELMI:

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http://lultimathule.wordpress.com/2014/09/29/ritmo-tribale/

LA RECENSIONE DI CHRONICA LIBRI:

chronica

Giulia Isaia
ROMA – C’era una Milano da bere e una underground. Lo scenario dal quale prende vita Uomini. I Ritmo Tribale, Edda e la scena musicale milanese è senza dubbio il secondo. La Milano degli anni ’80 – ’90 e la storia di una band fondamentale per il rock italiano sono il fulcro del racconto dell’autrice Elisa Russo, edito dalla Odoyaall’interno della collana Odoya Cult Music. Lo scritto, da oggi in tutte le librerie, ha già in calendario una prima presentazione milanese, a Santeria, il prossimo 10 ottobre. Uomini di Elisa Russo è un racconto orale messo nero su bianco, un mix di interviste che vedono in primo piano gli interventi dei componenti Tribali: Andrea Scaglia (voce e chitarra); Andrea Briegel Filipazzi (basso); Fabrizio Rioda (chitarra); Alessandro Marcheschi (batteria); Luca Talia Accardi (tastiere); Stefano Edda Rampoldi (voce); Alessandro Zerilli (primo bassista dei Ritmo).
Un libro apparentemente riservato a una fascia di stretti conoscitori, amatori del genere e dei tempi narrati; in realtà Uomini si lascia leggere anche da fruitori distanti da quegli anni e dalla musica rock e punk, anima pulsante dei centri sociali di Milano a cavallo degli anni Novanta.

“I Ritmo Tribale mi travolsero, mi entrarono dentro in maniera differente – scrive l’autrice nell’introduzione – è difficile da spiegare, ma è una sensazione fisica, proprio come l’innamoramento”. Questa adorazione di Elisa Russo si percepisce dalle interviste che danno forma al racconto insieme ai testi delle canzoni dei Ritmo, anch’essi riportati proprio a voler dare una continuità, un chiarimento, uno stimolo da cui partire per appassionarsi alla loro storia. Le vicende personali dei giovani liceali che erano soliti incontrarsi a Piazza Grandi per dar vita alle loro canzoni (Uomini è una di queste), l’amicizia che li ha legati e li tiene insieme tutt’oggi, rivestono un ruolo di grande importanza all’interno della narrazione. Gli uomini che Elisa ci fa conoscere sono i giovani Tribali, ma anche tutti coloro che hanno gravitato attorno alla scena milanese di quel periodo proseguendo, sulla scia dei Ritmo, la strada del successo. E allora ecco comparire, tra gli altri, gli Afterhours, i Karma, i Casino Royale tutti testimoni della condivisione di un percorso, concretizzatosi nelle sale prove improvvisate a Villa Amantea o al Caf di via Cadore; fino all’esperienza del Jungle Sound, nella prima metà dei Novanta, studio di registrazione che ha visto passare artisti del calibro degli Oasis, Marco Morgan Castaldi, Jovanotti, Enrico Ruggeri, Vasco Rossi. Gli interventi di giornalisti e addetti ai lavori, discografici e tecnici del suono, manager, amici, fans e fidanzate rendono a tutta la storia dei Ritmo l’onore che merita. A toccare le corde dell’emotività contribuisce in maniera dominante la figura di Stefano Edda Rampoldi, straordinaria personalità che nel libro si racconta e si lascia raccontare. Travolgente voce dei Ritmo; artista dalle mille sfaccettature; debole, forse troppo, tanto da finire nel vortice dell’eroina. La caduta di Stefano rappresentò per l’intera band l’inizio della fine, non riconducibile soltanto all’assenza di un leader sul palco, di un frontman senza paragoni, quanto a ciò che per quegli uomini significò il distacco da un amico e l’impossibilità di aiutarlo. Stefano, a distanza di anni ce l’ha fatta e ora ha intrapreso la strada del solista (è in uscita il 28 ottobre il suo terzo lavoro discografico); gli altri, con una composizione rivisitata, hanno dato vita al gruppo NoGuru.

Il passato rimane nel cuore, ha segnato le vite dei Tribali e attraverso questa imponente raccolta di testimonianze, promette di toccare anche quelle di chiunque si avvicini alla loro storia.

http://www.chronicalibri.it/2014/10/uomini-di-elisa-russo-odoya/

LE SEGNALAZIONI DI SENTIREASCOLTARE

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http://sentireascoltare.com/libri/elisa-russo-uomini-ritmo-tribale-edda/

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http://sentireascoltare.com/news/uominil-booktrailer-edda-ritmo-tribale/

IL BOOKTRAILER NELLA HOMEPAGE DI RAI LETTERATURA:

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http://www.letteratura.rai.it/articoli/uomini-il-booktrailer-del-libro-sui-ritmo-tribale-edda-e-la-scena-milanese/25748/default.aspx

IL BOOKTRAILER DI FABIO CAPALBO:

[youtube]http://youtu.be/8KXEBLOigVo[/youtube]

Una segnalazione di ROCKIT:

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http://www.rockit.it/ritmo-tribale-libro-foto-milano-anni-90-luomini-elisa-russo

 

Nell’intervista a Edda su Music Fan Page è citato il libro:

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http://music.fanpage.it/edda-sempre-nudo-sempre-libero/

LA RECENSIONE DI ENZO CURELLI:

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Ho sempre sperato, anche dopo lo scioglimento, soprattutto dopo, che qualcuno tentasse di ripercorrere e raccontare la loro storia, riportare la band milanese al centro delle cronache musicali, di (ri)dare loro la giusta importanza e visibilità all’interno della scena rock italiana. Il tassello di “gruppo di culto” lo occupano ormai da molti anni ed è sempre più stretto. Ora il capitolo è completo, o quasi. Non crediate che sia finita qui però…

A raccontare quella storia ci è riuscita, e molto bene, Elisa Russo, triestina, attiva come giornalista in campo musicale proprio da quei primi anni novanta fino ad arrivare ai giorni nostri: web, Radio e  TV Capodistria, Il Piccolo di Trieste. Elisa la trovate lì se volete conoscerla. Io, invece, la incontrai via MySpace-ma esiste ancora?-intorno al 2007, quando cercando notizie sullo strepitoso concerto di reunion dei Ritmo Tribale al Fillmore di Cortemaggiore

(il famoso “il ritorno”), chiesi qualche delucidazione che lei mi diede gentilmente. Da allora, la seguo abitualmente grazie a Facebook-ecco perché MySpace non è più quello di prima-ed insieme a Zymbah, il tuttofare della tribù “tribale”, è diventata un piccolo faro che illumina tutti i die-hard fans della band milanese. Seguire i suoi post e gli scambi di battute scritti in dialetto con il fratello Ricky Russo è uno vero spasso. Lo stesso Ricky, che ora vive a New York, ha scritto un intero libro in dialetto (Per Bon, For Real) raccontando le sue avventure turistico/musicali nel “grande pomo”. Capisco tutto-anni di estati passate in Friuli aiutano-ma non oso interagire. Per scrivere nel loro dialetto ci vogliono le scuole!

“Lo misi sul giradischi (parlando dell’LP Kriminale) e fu amore a primo ascolto. Non avevo sentito mai nulla del genere. Di musica ne ascoltavo tantissima mi piacevano i Litfiba e i Negazione, ed entrambi mi emozionavano parecchio, li sentivo in sintonia con ciò che ero. Ma i Ritmo Tribale mi travolsero, mi entrarono dentro ma in maniera differente. E’ difficile da spiegare, ma è una sensazione fisica, proprio come l’innamoramento. Dei Ritmo Tribale mi sono innamorata e la fiamma non si è mai spenta…” racconta Elisa nell’introduzione a pag.25.

Leggendo le 460 pagine si percepisce tutto. Non costruisci un libro del genere se non hai quel vero interesse che nasce dal cuore. Elisa ha fatto un “lavorone”, frutto di anni di ricerca e di passione: tante nuove interviste con i protagonisti e con le persone che li hanno conosciuti nel tempo (fidanzate e mogli, vecchie e nuove, musicisti, amici ed ex amici, collaboratori, giornalisti), vecchie dichiarazioni estrapolate dai giornali dell’epoca, stralci di recensioni dei dischi, testi, tante foto inedite. Non manca nulla. Partiti sotto la spinta del ricco sottobosco hardcore/punk italiano (Negazione, Indigesti, Raw Power, Wretched erano un’istituzione in Italia ma anche e soprattutto all’estero) e poi una lenta e costante acquisizione d’identità grazie all’uso dei testi in italiano che faranno scuola (chiedere a Manuel Agnelli, qui intervistato), un crossover musicale d’impatto, un cantante carismatico, disturbato e fuori da ogni catalogazione-per me è sempre stato il nostro Mike Patton, prima ancora di Mike Patton-e poi uno sguardo approfondito sulla scena musicale milanese degli anni 80/90 (Afterhours, Karma, Casino Royale, La Crus); l’incredibile esperienza dello studio di registrazione Jungle Sound messo in piedi dal chitarrista Fabrizio Rioda; l’affascinante storia, la resurrezione e la carriera solista di Edda-quasi una favola a lieto fine-che prossimamente si arricchirà di un nuovo album ben presentato in un intero capitolo del libro (Stavolta Come Mi Ammazzerai? in uscita il 27 Ottobre); il presente targato No Guru, il gruppo che vede riuniti i restanti Andrea Scaglia, Alex Marcheschi, Andrea “Briegel” Filipazzi, Luca “Talia” Accardi con Xabier Iriondo (Afterhours) e Bruno Romani (Detonazione).

Per presentare un romanzo lungo trent’anni che ha attraversato in corsa le striscie pedonali della Milano degli anni ’80, scalciato i preziosi calici in vetro della “Milano da bere” per approdare sul marciapiede scivoloso della Milano più viva, barricadera e pulsante, quella dei centri sociali dove poter suonare, ma anche quella marcia e insidiosa (le droghe giravano indisturbate e disturbavano) ci sono volute ben tre prefazioni a firma di Federico Guglielmi, Christian Zingales e Vittorio Bongiorno.

Un tuffo al cuore per i fan, una bella storia da conoscere per chi vuole avvicinarsi al gruppo per la prima volta. Nel 1992, io sarò arrivato in ritardo, ma molti non ci sono arrivati ancora oggi. Questo è il momento giusto. Forza.

Uomini cattura. Ho iniziato a divorarlo ingordamente appena l’ho avuto fra le mani, poi ho rallentato. Pure bello e sostanzioso anche solo al tatto e alla vista. Sto centellinando la lettura per godermelo più a lungo, ma mancano una manciata di pagine, due, una, finito. Ma in fondo la vera storia non è ancora giunta a conclusione…giusto? to be continued

http://enzocurelli.blogspot.it/2014/10/recensione-uomini-i-ritmo-tribale-edda.html

LA RECENSIONE DI STEFANO SACCHETTI:

sacchetti

L’energia vitale si diffonde in diverse forme, ognuna di queste con un proprio scopo e in grado di comunicare con la parte più importante e profonda di chi si mette in connessione. La musica svolge indubbiamente un ruolo importante in questo processo.

Gli anni ottanta e novanta sono stati il periodo in cui il concetto di cultura underground ha assunto una risonanza globalizzata, esplosiva e liberatoria. La musica rock ha intercettato stati d’animo inquieti e spaesati ed ha offerto loro una nuova spinta, vitale ed energica.

Elisa Russo, giornalista ed ora anche scrittrice, è riuscita a riassumere questa atmosfera fibrillante nel suo romanzo d’esordio Uomini. I Ritmo Tribale, Edda e la scena musicale milanese, uscito il 2 ottobre 2014 per la casa editrice bolognese Odoya.

Un vero e proprio romanzo corale che descrive la nascita di una scena musicale affidata ai racconti in presa diretta da parte dei protagonisti, come in un documentario. <<Il libro si intitola Uomini, come una bellissima canzone dei Ritmo Tribale perché dentro ci sono le vite e le storie di questi uomini, non soltanto i loro percorsi musicali>> dice Elisa.

Vite a tutti gli effetti fuori dagli schemi, morse fino all’osso, lontane dai riflettori del politicamente corretto ma mai stereotipate secondo gli slogan urlati dalla propaganda più becera e datata.

Si parla del disagio di una generazione costretta a vivere in una metropoli post-industriale con i suoi chiaroscuri, il crollo delle ideologie, la nascita del movimento punk, l’esperienza a volte libertaria, altre volte dogmatica dei centri sociali, il movimento femminista ma soprattutto la voglia di incanalare il proprio disagio in una musica tagliente, adrenalinica ed essenziale. E, perché no, anche ironica.

Partendo da una panchina di piazza Sant’Eustorgio e arrivando alla sala prove di Villa Amantea si formerà il primo nucleo dei Ritmo Tribale che faranno da apripista ai vari gruppi che popoleranno il sottobosco underground degli anni a venire. E’ un periodo di gestazione che consegnerà alla musica i La Crus, i Casino Royale, gli Afterhours e molti altri. Attorno a questa scena si costituirà il Jungle Sound, un futuristico studio di registrazione rimasto attivo fino al 2009 che ha segnato con qualità inaspettate il timbro di diversi progetti musicali. Una scena che ha contribuito ad alimentare la poesia del rock degli anni novanta pur essendo già attiva da parecchio prima del 1991, anno in cui Nevermind dei Nirvana è salito in cima alle classifiche.

La narrazione tocca per forza di cose anche la biografia esistenziale di Stefano Edda Rampoldi, voce magica di quel periodo, in grado di intercettare l’anima di chi ascolta attraverso testi di poesia reale ed espressione dell’anima. È arrivato al suo terzo disco dopo il suo debutto da solista nel 2009, il disco più rock di tutti.

Un romanzo corale, si diceva, biografico, a cui sarebbe giusto aggiungere l’aggettivo epico, perché è proprio di epica che è composto il nucleo vitale del romanzo stesso. Si tratta dell’epica dell’esistenza di persone che hanno deciso di seguire un loro tipo di strada, con tutte le fatiche e gli errori che una scelta di questo genere può comportare, ma era la strada che la loro essenza gli ha dettato. Perché dare voce alla musica della propria interiorità scrivendo una poesia o fondando una rock band è pur sempre una questione essenziale ed esistenziale.

http://eqpress21.blogspot.it/2014/10/tavola-calda-il-rock-lanima-e-la-sua.html

LA RECENSIONE DI ANDREA VALENTINI:

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L’età del “nuovo rock italiano”, che inizia nella seconda metà degli Ottanta e termina in una zona grigia di fine millennio, ha avuto diversi campioni. Alcuni, magari più tagliati e determinati, sono ancora in giro oggi (Afterhours, Litfiba…), altri sono caduti sotto i colpi del mercato, delle difficoltà della vita, del passare del tempo e tutte queste cose qui. Fra gli eroi di quell’epopea ci sono – di diritto e senza alcun dubbio – i Ritmo Tribale di Milano, forse una delle band più dure, personali e non omologate di quell’ondata.
Ebbene, “Uomini” è sostanzialmente una ricca, accorata e a tratti commovente storia orale della loro saga, dagli inizi come gruppo di amici che si riuniva su una panchina con una chitarra, fino ad arrivare al bivio, al momento del salto di qualità… salto che, come in tutte le storie più tragiche e belle, viene sabotato, non avviene e porta a una sequenza di eventi inaspettata. Fortunatamente con un finale che – se non possiamo definire lieto al 100%, è però un manifesto di speranza, a modo suo. Speranza rock forse, se mi si passa la definizione.
In queste 450 pagine abbondanti, Elisa Russo assembla un mosaico con tutte le tessere della Milano rock anni Ottanta e Novanta, dalle più scintillanti e colorate a quelle più luride e tossiche. E lo fa adottando una tecnica che – almeno in ambito di biografie rock – è stata maneggiata per primi da pezzi da novanta come Legs McNeil, Gilian McCain e Clinton Heylin (i primi due con “Please kill me” e il terzo con “From the Velvets to the Voidoids”). Insomma, in un libro così è il vissuto e il narrato in prima persona a essere protagonista e chi scrive si fa – volontariamente e con discrezione raffinata (più è fine, più il libro riesce, come in questo caso) – da parte, per lasciare che sia il concerto di voci a costruire la storia.
Il fulcro di “Uomini” è la band/tribù dei Ritmo Tribale, con le loro storie, lo scioglimento, la “rinascita” parziale come No Guru e il ritorno del cantante Edda in veste solista… ma attorno a queste vicende ora entusiasmanti, ora tristi, è affrescato tutto il sottobosco e il milieu musicale della Milano di quegli anni, grazie agli interventi di musicisti, discografici, addetti ai lavori, conoscenti, compagne, amici e chi più ne ha più ne metta… insomma, il libro è sui Ritmo Tribale, ma non solo su di loro.
Se avete vissuto quell’epoca, con “Uomini” scoperchierete il vaso di Pandora dei ricordi; se non c’eravate, potrete farvi un’idea precisa e viva di quegli anni. E vi verrà voglia di scoprire non solo la musica dei Ritmo, ma anche quella degli altri gruppi della loro scena.
Un libro imponente nel volume e nello sforzo compiuto per portarlo a termine. Ma che si legge d’un fiato.


(Andrea Valentini)

http://www.rockol.it/libri-827/elisa-russo-uomini-i-ritmo-tribale-edda-e-la-scena-musicale-milanese

 

LA RECENSIONE DI LUCA CIRILLO:

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Recensione di Luca Cirillo

“Uomini” (edizioni Odoya) è lo splendido e vastissimo libro che l’autrice Elisa Russo ha dedicato alla storia di una delle band più importanti del rock italiano degli ultimi 25 anni, i Ritmo Tribale, e al suo cantante e leader carismatico, Edda (Stefano Rampoldi), oggi apprezzato solista e in uscita, in questi giorni, con il terzo album intitolato “Stavolta come mi ammazzerai?”.

Chi si aspetta una semplice biografia della band resterà, piacevolmente, sorpreso; il volume infatti analizza con interviste riportate in forma diretta, oltre 100 fotografie (molte delle quali inedite), retroscena, testi delle canzoni, stralci di articoli e recensioni tutta la scena musicale milanese del periodo a cavallo tra gli anni 80 e 90, spostando inevitabilmente l’attenzione anche su molti altri protagonisti che hanno affiancato i Ritmo Tribale in quel periodo magico per il rock italiano (da Afterhours a La Crus, Scisma, Karma, Casino Royale eccetera) avente come principale luogo di incontro creativo il Jungle Sound, glorioso studio di registrazione fondato da Fabrizio Rioda dei Ritmo Tribale, dove passarono anche leggende internazionali come Oasis, Metallica, Iggy Pop e dove si creò la fertile scena milanese degli anni Novanta.

Un racconto corale che appassiona dalla prima all’ultima pagina, “Uomini”, è un libro imperdibile per chiunque abbia amato i Ritmo Tribale e il “mondo” che circondava la band in quegli anni. Consigliatissimo.

http://www.palcoscenico.biz/2014/10/uomini-il-primo-libro-biografia-dei-ritmo-tribale.html

 

LA RECENSIONE DI RENZO STEFANEL:

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Qualche settimana fa avevo scritto che ‘Peccato l’argomento’ di Sandro Paté era forse il miglior libro italiano di musica di quest’anno (se la vedeva però con ‘Fantastic Voyage’ di Francesco Donadio). Ho fatto bene a scrivere “forse”: non per togliere nulla all’ottimo lavoro di Paté su Jannacci, ma ‘Uomini’ di Elisa Russo, dedicato all’epopea dei Ritmo Tribale e alla rinascita di Edda e Noguru, lo batte decisamente.

La giornalista triestina sforna un lavoro che tocca l’eccellenza ed è degno della miglior pubblicistica musicale straniera. Una rievocazione puntuale, puntigliosa e però appassionante della vicenda della band apripista delle realizzazioni rock italiane degli anni 90, decennio che peraltro ha visto il gruppo milanese pienamente protagonista. Cos’ha il libro di Russo per essere così ben fatto? Beh, è un lavoro imponente (462 pagine) condotto in tre anni di ricerche e interviste (da febbraio 2011 a luglio 2014), sicuramente non ripagati in termini economici visto lo stato agonizzante dell’editoria italiana e in particolare di quella musicale, evidentemente sostenuto dalla passione viscerale dell’autrice per la band. E però, ecco il colpo d’ala che fa di questo libro un risultato forse mai prodotto in Italia: Russo semplicemente scompare dietro ai fatti e alle testimonianze, non facendo mai sentire la propria presenza e adorazione per la band. Come nel genere benemerito e ormai praticato largamente nei Paesi anglosassoni della “storia orale”, Russo lascia il campo quasi totalmente alle dirette testimonianze dei protagonisti, da lei abilmente montate, come in un film, per costruire un discorso che fila benissimo e si segue senza sforzo alcuno, anche da parte di chi, come il sottoscritto, i Ritmo Tribale non li ha mai seguiti perché non gli hanno mai detto granché.

E qui sta uno dei motivi della grandezza del libro: è una storia rock fatta e finita, senza fronzoli e (auto)censure. I protagonisti, divenuti adulti e in molti casi padri di famiglia, da veri rocker non stendono veli su nessun eccesso del loro passato, su nessun errore che hanno commesso, su nessuna bravata che non vorrebbero certo che i loro figli commettessero. Cosa che, invece, per gli artisti italiani è ancora e sempre genericamente tabù. Ecco perché il libro è appassionante anche per chi non ha seguito i Ritmo Tribale o non li ha mai trovati particolarmente interessanti: perché è una storia rock in diretta, senza filtri o censure, attraverso le parole dei protagonisti, come mai scritta in Italia su artisti italiani, sempre pronti alla querela che costringe a tenere nei cassetti e a sussurrare nelle serate alcoliche gli aneddoti più piccanti o maudit.

‘Uomini’ è però anche la ricostruzione di un ambiente e di un’epoca, quello della Milano torpida degli anni 80 e del suo rifiorire in meraviglia rock negli anni 90, estremamente accurata e puntigliosa: ci sono tutti, ma proprio tutti coloro che hanno avuto a che fare con i Ritmo Tribale: dagli eredi Afterhours (leggendo il libro capirete perché li chiamo così), capaci di mettere a frutto molto meglio le loro intuizioni, agli amici Casinò Royale, a chi ha lavorato a qualsiasi titolo ai Jungle Studios di Rioda, alle fidanzate occasionali o storiche, ai fans più a contatto con la band… chiunque! Russo interviene in prima persona solo sporadicamente, a intervalli di decine di pagine, per riannodare i fili del discorso. Tutto ben fatto, esauriente, appassionante. Consigliatissimo a chiunque ami il rock. Applausi e chapeau.
Articolo del  29/10/2014 –  ©2002 – 2014 Extra! Music Magazine – Tutti i diritti riservati– See more at: http://www.xtm.it/DettaglioLibriDvd.aspx?ID=15925#sthash.a9p31K5J.dpuf

 

Una citazione del libro su Jam Online:

jam onlinehttp://www.jamonline.it/made-italy/edda

 

Una citazione del libro nell’intervista a Edda su Rockit:

rockithttp://www.rockit.it/edda-stavolta-come-mi-ammazzerai-intervista

RUMORE DI NOVEMBRE
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ROLLING STONE:

rolling stonerolling2
http://www.rollingstone.it/cultura/news-cultura/uomini-il-libro-su-ritmo-tribale-edda-e-la-milano-degli-anni-80-e-90/ 

RADIO CAPODISTRIA:
PODCAST DELL’INTERVISTA DI BARBARA URIZZI

http://4d.rtvslo.si/#!arhiv/interviste-redazione-musicale/174270879

RADIO CAPODISTRIA:
PODCAST DELL’INTERVISTA DI BARBARA COSTAMAGNA:

http://4d.rtvslo.si/arhiv/macguffin/174300914

SENTIERI SONORI (COMING SOON)
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Giornale Coop Nordest
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http://www.jamonline.it/recensioni-libri/uomini

 

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http://tonyface.blogspot.it/2014/11/uomini-di-elisa-russo.html

 

Rockit Libro dell'anno per Renzo Stefanel
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http://www.rockit.it/bookit-libri-recensioni-musica

 

Rock Shock
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http://www.rockshock.it/edda-recensione-stavolta-come-mi-ammazzerai/

 

dlso
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http://www.dlso.it/site/2015/02/25/intervista-con-edda-verdena-sanremo-la-domenica-e-il-libro-di-elisa-russo/

Inside Art
Inside Art

http://insideart.eu/2015/01/18/uomini/

 

estatica

 

http://www.estatica.it/it/letture/articolo/intervista-a-elisa-russo

Elisa Russo

Elisa Russo

Si occupa di musica e spettacoli su stampa, radio, tv e web. Dal 2004 collabora con il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Spesso lavora in coppia con il fratello Ricky. The Russos hanno ideato, scritto e condotto il programma musicale “In Orbita”, in onda su Tv Capodistria (Slovenia) e su Radio Capodistria.

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