Sabato alle 21 il Teatro Miela ospita il live del progetto triestino 6 Pence – Queen Tribute. Una serata in collaborazione con Trieste is Rock per ricordare Freddie Mercury (il 24 novembre ricorrevano i 25 anni dalla sua morte). I 6 Pence proporranno lo storico concerto di Wembley che vide i Queen in una delle loro ultime esibizioni nel 1986. Per la prima volta eseguiranno questo nuovo show che sarà una rappresentazione fedele, con la preziosa presenza di ospiti: il Coro Liceo Oberdan Senior ed il chitarrista triestino Paolo Bembi.

Nel 2010 il batterista Alessandro Colombo, spinto dalla forte passione per il gruppo britannico, entra in contatto con Salvatore Spatafora, musicista profondamente ispirato dalle chitarre di Brian May, racconta Colombo: «Dopo vari cambi di formazione alla ricerca del sound giusto e i primi concerti nelle piccole realtà cittadine, nell’estate 2014 arriva l’evento che ci permette di farci conoscere meglio: il live nel cartellone Triestestate in Piazza Verdi (all’interno del Trieste Rock Summer Festival) davanti a più di 3 mila persone. In quell’occasione debutta alla voce Walter Bosello (già Soundrise) che ha coinvolto la piazza con le sue doti canore. Seguono due ulteriori cambi che portano i 6 Pence all’attuale line up con Francesco Colucci al basso e Daniele Girardelli alle tastiere».

Come nasce l’idea di un tributo ai Queen?

«Il fattore principale è la passione che ognuno di noi ha per la band britannica e le emozioni che si creano ogni volta rendiamo omaggio alla loro carriera. Ciascuno porta sempre in sala prove dettagli, curiosità e ispirazione».

Il concerto al Miela?

«”Remembering live at Wembley ‘86”: vogliamo rendere omaggio a quella che è stata una delle più grandi esibizioni (una delle ultime) dei Queen, a poco più di 30 anni dal concerto a Wembley, attraverso le stesse canzoni, con qualche chicca e qualche ospite».

I prossimi passi?

«Iniziamo la collaborazione con Good Vibrations, un’agenzia triestina con tanta voglia di far conoscere le realtà musicali locali e non (tribute ed inedite). Vogliamo poi spingerci un po’ fuori e calcare altri palchi (anche se suonare nella propria città è sempre motivo d’orgoglio)».

Alcuni di voi portano avanti anche progetti originali. Che differenze ci sono? Bosello: «Il progetto inediti è molto più complesso: si tratta di creare qualcosa che prima non esisteva. Serve estro artistico e compositivo; bisogna saper padroneggiare bene tutti gli strumenti. La sfida sta nel raggiungere le persone pur mantenendo la propria originalità ed integrità. È un esperimento continuo. Il progetto tributo è scevro da molte di queste criticità (stiamo parlando di musica già “pronta”), ma comporta molte sfide di altro tipo. In qualità di cantante, per esempio, devo sempre equilibrare le doti canore del cantante originale e le mie, cercando compromessi e concedendomi alcune interpretazioni». Girardelli: «In un ambiente tribute la difficoltà maggiore la si può trovare nella realizzazione di uno show che cerchi di essere fedele al 100% in tutte le sue vesti all’artista cui si rende omaggio. Nel progetto originale invece sei tu l’artefice della tua carriera musicale, condividendo l’onore e l’onere di creare musica e diffonderla il più possibile».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 2 Febbraio 2017

 

queen tribute il piccolo

Elisa Russo

Elisa Russo

Si occupa di musica e spettacoli su stampa, radio, tv e web. Dal 2004 collabora con il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Spesso lavora in coppia con il fratello Ricky. The Russos hanno ideato, scritto e condotto il programma musicale “In Orbita”, in onda su Tv Capodistria (Slovenia) e su Radio Capodistria.
Close
Close