Posted on: 18 Febbraio 2018 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

Cambio di programmazione per Miela Music Live: il concerto di Tricky (annunciato prima per dicembre e poi per il 10 marzo) è stato annullato per cause indipendenti dal Teatro. Al posto dell’artista di Bristol, il 10 marzo arriva la poetessa e performer americana Akua Naru, acuta sostenitrice della critica sociale alla discriminazione del ruolo femminile nel mondo afro, tra brividi di jazz/nu soul e la forza fisica dell’african hip hop. «Una grande partenza del 2018 con protagoniste alcune donne dalla forte personalità», annuncia Fabrizo Comel: «Il Miela è femmina! A partire da Alsarah & The Nubatones che ha aperto la stagione ottenendo un grande successo con la sua ricerca alle radici della musica nubiana». Ieri sera è stata la volta della tunisina Emel Mathlouthi, venerdì sarà sul palco Sandra Sangiao della Bgbo e il 31 marzo arriva la trasgressiva Lydia Lunch, cantante, scrittrice, attrice, musicista, performer. Può essere definita in mille modi, ma nessuna di queste etichette è in grado di cogliere l’essenza del personaggio. Il suo ruolo – come dice lei stessa – «è di fomentare, di istigare e di mostrare sempre il lato marcio della realtà e del potere». Newyorkese, Lydia Lunch incarna un modello femminile da “angry woman”, spregiudicato, aggressivo, sprezzante dei tabù e delle convenzioni sociali. Iniziò a scrivere alla sola età di dieci anni «per incanalare tutta quell’energia dolorosa» nelle poesie e nei racconti. Fuggita di casa, a 16 anni va a vivere da sola in un appartamentino tetro dell’East Village. A 17 inizia a scaricare le sue paure e i suoi incubi in un microfono, come cantante dei Teenage Jesus & The Jerks, uno dei primissimi gruppi della No Wave newyorkese. Una scena che accelera il discorso nichilista e destrutturante del punk, abbandonando la matrice rock’n’roll e innestando l’improvvisazione del free jazz su una base rumorista. Tra la fine dei Settanta e la metà degli anni Ottanta vive una stagione incredibile, cantando in quattro gruppi diversi (8 Eyed Spy, 13.13, Beirut Slump, Harry Crews) e recitando nei film del regista Richard Kern come “The right side of my brain” e “Fingered”, che inducono a una riflessione senza veli sulla società americana e sul rapporto tra i sessi. Collabora a una miriade di progetti, con artisti del calibro di Nick Cave, Arto Lindsay, Sonic Youth, Henry Rollins, Einstürzende Neubauten, Foetus, Exene Cervenka e tanti altri. Scrive inoltre libri di poesie e romanzi, spesso illustrati da fumettisti underground.

 

Elisa Russo, Il Piccolo 18 febbraio 2018

Lydia Lunch