Posted on: 11 Luglio 2008 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

 

Tiziano Terzani disse che dei suoi articoli i giornali potevano farne quel che volevano: tagliarli, modificarli ché tanto poi lui faceva i libri e ci metteva quel che gli pareva a lui. Anch’io spero che un giorno scriverò i libri, per adesso ci ho il blog.

Qua sotto l’intervista alle Luci, nella sua versione originale. Poi sul Piccolo di oggi, ma un po’diversa.
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Artwork di Andrea Rodriguez

 

 

 

Anche quest’anno il Gruppo Tetris propone dei concerti estivi nel Giardino di Via San Michele. Ad inaugurare il «Green Stage», oggi (venerdì 11 luglio 2008) alle 21.30 ci sarà il cantautore Vasco Brondi. Si cela dietro il moniker Le Luci Della Centrale Elettrica questo ventiquattrenne ferrarese, folgorato da De André, Ciampi, CCCP, Pazienza, Tondelli, Rino Gaetano, Massimo Volume. È uscito «Canzoni da spiaggia deturpata» (La Tempesta/Venus). Intelligente, ironico, crudele e poetico come nessun altro in circolazione al momento.

 

 

 

Sei reduce da 5 concerti in 5 giorni, l’ultima data a Roma con i Tre Allegri Ragazzi Morti, com’è andata?

«Sono andati bene, il mio sistema nervoso è un po’ più provato ma chi c’era ai concerti ne è uscito sgomento e spero contento».

Come si sono evoluti i pezzi dal demo al disco? Giorgio Canali, La Tempesta, Gipi… com’è stato lavorare con loro, cosa hanno perso e cosa hanno guadagnato secondo te i pezzi in questo percorso?

«È stato un passaggio tormentato e tranquillo, non ci sono stati gradini ho continuato a camminare, ho incontrato loro e abbiamo fatto le cose assieme. I pezzi non lo so, io me li porto in giro tutti i giorni in macchina con me per andare ai concerti».

Hai ricevuto ottime recensioni e anche la copertina del mensile Blow Up. Come si sono evolute poi le cose? Come sta andando l’afflusso ai concerti, le vendite, i contatti internet: tangibilmente aumentati?

«Negli ultimi due mesi devo dire che la gente ai concerti è più o meno triplicata, siamo alla quarta ristampa del disco, le prima tremila copie sono state vendute in un mese, ne abbiamo spacciati mille solo al banchetto dei concerti. Il MySpace è diventato ingestibile e attualmente ha quasi 300.000 visite. tutto abbastanza inverosimile per canzoni fatte in camera mia finito di lavorare al bar e registrato a costo zero praticamente tra amici».

Ti ho scoperto tempo fa nel World Wide Waste of Time, affascinata dalle tue passioni, che sono quelle con cui sono cresciuta pure io: Pazienza, Tondelli, CCCP, storie di droghe pesanti. Secondo te perché questo immaginario lontano continua a farci effetto, e a influenzare le nuove generazioni?

«Non credo che sia un immaginario lontano. Penso che la maggior parte delle cose di cui parlavano loro siano ancora attorno e dentro di noi, forse ne parliamo di meno, ne abbiamo meno consapevolezza. Solo che le metropoli ora sono più dentro che attorno a noi come anche le guerre».

Penso che «il Dono», tributo ai Diaframma a cui hai partecipato, sia uno dei più bei ciddì (fuori)usciti in Italia di recente. Che mi dici di questo progetto e di Fiumani?

«Per me è stato veramente un onore, sono letteralmente cresciuto con i Diaframma, sono una delle cose al mondo che mi mette più di buon umore. Anche a me il disco è piaciuto molto, “Verde” rifatta da Dente ad esempio è stupenda».

Fiumani scrive da Dio, ma tu non sei da meno. Come lavori sulla scrittura, da cosa ti fai ispirare? Io spesso rubo il gergo e le frasi agli amici, tu lo fai? È legale?

«Scrivo quando ne ho voglia, cerco di non inventarmi niente cerco di prendere quello che è già nell’aria, le situazioni, gli edifici, le facce dei miei amici e riassumere un po’».

Siccome scrivo per un quotidiano locale ti chiedo se per caso conosci qualcosa della musica del FVG? (bhè ci sono sempre i TARM, ma anche altro)

«Mai sentiti. sono una delle persone meno appassionate di musica che ci sia in Italia, penso di poter contare i gruppi che conosco su tre quattro mani al massimo».

 

 

C’erano anche le domande di riserva, ma non ha voluto rispondere, giustamente. 

Se ci vuol provare qualcuno di voi:

1. hai ancora 24 anni o sei passato ai 25? (io non ci credo che sei così giovane però)

2. ti dà noia quando i giornali fanno quei titoli tipo “il vasco che ancora non riempie gli stadi ma forse un giorno sì”? in caso ti piacerebbe riempirli gli stadi, o non è roba per noi underground?

3. tu le hai trovate le istruzioni per abbracciarsi, e in caso me le giri?

4. hai deciso cosa racconteremo ai figli che non avremo? E se gli raccontassimo la cruda verità come in un fumetto di Paz?

«Le istruzioni per abbracciarsi, per avvicinarsi, per parlarsi non le abbiamo ereditate, stiamo a distanza di sicurezza e in tram e nelle sale d’attesa ascoltiamo la musica».