Posted on: 15 Dicembre 2018 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

«Senza i mostri sacri della canzone d’autore italiana (De André, De Gregori, Paolo Conte) non avrei mai iniziato a cantare; ora i miei ascolti spaziano da Motta a tutta la scena italiana contemporanea, ma mi piace anche scoprire, muovermi tra i generi, non amo le comfort zone, nemmeno da ascoltatore». Andrea Amati, cantautore di Santarcangelo di Romagna è in concerto sabato alle 21 al Loft di Via Economo, in una serata in collaborazione con Trieste is Rock che vedrà anche, in chiusura, il triestino Powlean. Amati, fin da adolescente, ha frequentato le scuole teatrali riminesi, perfezionando il linguaggio del corpo con danza, dizione, canto e narrazione; nel 2014 il suo primo album «Via di Scampo». Quest’anno è stato opening act dei Nomadi: «Beppe Carletti (tastierista e fondatore dei Nomadi ndr) ha ascoltato il mio disco – racconta Amati – e mi ha voluto in apertura per gran parte del loro tour, la cosa mi ha riempito di gioia. Suonare ogni sera davanti a due/ tremila persone non capita tutti i giorni e la cosa più bella per me è stata l’accoglienza del pubblico, sempre attento e generoso. Per qualche mese ho fatto parte della grande famiglia Nomade… mi sono sentito il nipote prediletto». Al Loft presenta il secondo lavoro «Bagaglio a mano»: «È un disco di liberazione, nato in un periodo difficile ma che trasuda speranza, voglia di migliorarsi e soprattutto di abbattere le paure, i muri che ci bloccano e che spesso ci costruiamo da soli. Il concetto di “Bagaglio a mano” è quello di tendere alla vera essenza, tornare a capire cosa amiamo ed è importante per noi. Mi sono ritrovato a dovermi staccare da tante sovrastrutture per comprendere meglio dove volevo andare». «Al Loft sarà un concerto in quartetto – prosegue – con la sezione ritmica e le tastiere; una scelta inusuale, una bella sfida che permetterà ancora più libertà espressiva. Uno show intenso con brani miei e qualche omaggio». «Sono già stato a Trieste qualche anno fa – aggiunge – per un concerto intimo e bellissimo, è una città molto affascinante con alcune persone che mi seguono da tempo con affetto e attenzione quindi sono contento di tornare con questo disco per me così importante». Del 2019 anticipa: «Fino a metà gennaio saremo in tour poi spero di potermi prendere del tempo per scrivere, molto liberamente, sperimentare un po’, buttare giù idee… ovviamente farò anche altri concerti, soprattutto in estate, ma ho voglia di rimettermi a creare e magari uscire con qualcosa già entro l’anno». La serata, a ingresso gratuito, ideata da Trieste is Rock come ultimo evento dell’anno e come occasione per gli auguri pre-natalizi, non si conclude con il set dell’artista della provincia di Rimini, spiegano gli organizzatori: «Abbiamo deciso di includere in finale un vero e proprio idolo locale per uno dei suoi one man show, Powlean, songwriter con la passione per i grandi interpreti americani, da Neil Young a Springsteen e Johnny Cash che ha vissuto 10 anni a Fuerteventura e ora in Croazia».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 15 Dicembre 2018

Amati Il Piccolo Trieste