Posted on: 18 Agosto 2021 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

«È uno spettacolo che nasce dalla commistione tra le mie due grandi passioni, stare sul palco e la musica rock»: Antonio Ornano, comico e attore ligure, volto noto di “Zelig”, “Mai dire”, “Colorado”, “Quelli che il calcio”, “Le iene”, porta il suo “Stand Up Rock” al Castello di San Giusto, giovedì alle 20.15, nella seconda serata del Trieste Calling The Boss (lo precedono i triestini Brazos e lo segue il concerto di Joe Bastianich – il biglietto è unico; alle 17 il festival è in Piazza Verdi con l’omaggio al Boss di Renato Tammi, Carlo Ozzella, Pierpaolo Foti, Angelo Chiocca). «Ci sono pezzi comici – racconta Ornano – che riguardano la mia vita e come filo conduttore c’è la passione per la musica, che è nata da ragazzo. Vado verso i 50 e le canzoni sono state uno spartiacque, al pari di un libro o di un film. Certi artisti mi hanno aiutato a relazionarmi con le mie emozioni e associo tante canzoni a momenti importanti. Non sono un critico musicale né un musicista ma un grande appassionato che anche da adulto continua a idolatrare i suoi idoli, però in maniera diversa perché crescendo ti rendi conto che le rockstar hanno fatto anche delle cazzate pazzesche ma ciò te li fa amare ancora di più, li rende fallibili e quindi più vicini». Nel monologo non può mancare Springsteen, e poi Eric Clapton, Prince, Oasis, Guns N’ Roses… «O i Van Halen, che provengono dall’Olanda ma hanno sangue indonesiano e americano, così mi riallaccio alla mia storia personale, al fatto di avere due figli di cui una bambina adottata che viene dall’Etiopia». Chi lo segue ben conosce gli irresistibili monologhi che vedono protagonista la moglie “Crostatina” e i figli: «Pesco da quello che mi sta attorno – conclude Ornano, che a ottobre pubblica il suo primo romanzo “Niente da perdere” per Solferino –. Cerco di evitare di suonare predicatorio, retorico, sono i due rischi peggiori per un comico. Mi viene più semplice raccontare cose che conosco. Devi instaurare un rapporto con il tuo pubblico e la cosa più semplice è cercare di raggiungere un’empatia e ci riesci quando sei il più possibile sincero, ti metti a nudo. Quello che racconto è romanzato, portato all’estremo però c’è parte di verità».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 18 Agosto 2021