Posted on: 26 Ottobre 2021 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

«Volevo realizzare un disco che fosse un incrocio tra rock e metal anni ‘80, un po’ power con influenze neoclassiche, ma principalmente molto melodico. Secondo me non basta la “cattiveria” e l’aggressività del metal, deve anche restarti in testa un po’ di musica, non solo le distorsioni. Ci devono essere quattro ingredienti: ritmo, melodia, armonia e grinta»: “Straight To The Stars” è il terzo album del chitarrista triestino Arthur Falcone con il suo progetto Stargazer. Vanta ospiti come il cantante svedese Göran Edman (Malmsteen), Mistheria (tastierista di Bruce Dickinson degli Iron Maiden), Rob Rock (vocalist di Chris Impellitteri), Titta Tani (ex batterista dei Goblin), Alberto Rigoni (Vivaldi Metal Project), Mattia Martin (Badass). Undici brani registrati al Track Terminal Studio di Francesco Bardaro, in uscita sulle piattaforme digitali e cd con distribuzione internazionale per la Elevate Records: «È per noi un graditissimo ritorno a casa – commentano i responsabili dell’etichetta – visto che il primo album di Arthur è stato pubblicato nel 1998 su Virtuoso (la nostra parent label dedicata ai chitarristi) e quindi ci lega una vecchissima amicizia». Arthur Falcone è considerato uno dei migliori chitarristi italiani, capace di competere con i colossi d’oltreoceano; ha militato in band come Leghe Metalliche, Devil’s Claws, Halloween, Foxy Lady, La Rox; con gli Stargazer ha aperto per i Deep Purple, John Lawton’s Uriah Heep, L.A. Guns, ha suonato con Ian Paice, Kiko Loureiro degli Angra, Vinnie Moore, Andrea Braido (Vasco Rossi).

«La cosa più importante che impari dai grandi – racconta Falcone – è l’umiltà. Una volta al “Ian Paice day” in Veneto prima di un live con gli Stargazer, in camerino incontrai proprio lo storico batterista dei Deep Purple che si stava scaldando con le bacchette. Le altre band di supporto erano per la maggior parte nel bar adiacente al teatro. Uno come lui, pensi, ma cos’ha ancora da imparare o da esercitarsi? Eppure era lì super concentrato a scaldarsi e a provare convintissimo». Insomma, un professionista non si ferma mai: «Posso confermare – prosegue il chitarrista triestino – che quasi sempre dopo aver imbracciato la chitarra salta fuori qualcosa di nuovo. Armonicamente, tecnicamente e specialmente dal lato compositivo. Altro esempio: un grandissimo batterista, Neil Peart dei Rush, che ci ha lasciati prematuramente, verso i 50 anni pur essendo un mito, umilmente ricominciò a studiare tutto di nuovo andando da un maestro». Falcone è anche insegnante alla Casa della Musica (tra i suoi allievi ha avuto Luca Turilli dei Rhapsody). Il messaggio più importante da infondere? «Ai ragazzi più giovani e non: avere entusiasmo, un motivo per alzarsi al mattino. Nel nostro caso è la musica. Suonate uno strumento, ascoltate tanta musica, andate ai concerti. Divertitevi, create delle band, componete… ma soprattutto fissatevi un obiettivo e un percorso da seguire. Comprate i dischi, non uccidete la musica, sostenetela. In definitiva non serve avere lo strumento costoso, fare i fichi, partecipare ai party, avere stravizi e magari pensare di essere una rockstar. Se non vai sul palco o in studio di registrazione anteponendo una rigorosa disciplina e al massimo della tua concentrazione combini veramente poco». Nell’attuale formazione live degli Stargazer, affiancano la chitarra di Falcone: Masko Masnec alla voce, Fabio Macini al basso, Sergio Sigoni alla batteria, Lucio Burolo alle tastiere, con Edman e Tani eventuali ospiti.

 

Elisa Russo, Il Piccolo 26 Ottobre 2021