CONTROCULTURE/ 8

 

Le band (rock e dintorni): dai successi internazionali di Rhapsody e The Secret alla scena attuale, con uno sguardo ad alcuni gruppi di qualità (senza la pretesa di stilare un elenco completo!)

  

«Trieste se ci sei batti un colpo… di rock!» era il titolo di un documentario di culto realizzato nel 1990 dai registi Pianigiani e Scaramuzza, che coinvolgeva artisti che vantano ora lunghe carriere: Bruno and The Furies (poi Wet-Tones), i Notturna, Lorenzo Fragiacomo (oggi Butterfly Collectors), Arthur Falcone, gli Upset Noise, i Silence (il cui batterista Don Nutz, icona underground per eccellenza, oggi attivo con i Damned Pilots, è il protagonista della foto del paginone). Non meteore, quindi, ma pietre miliari, come è stato poi per i Rhapsody (band di successo planetario) e The Secret (formazione hardcore apprezzata a livello internazionale). Senza voler azzardare quali saranno i nomi di adesso che ricorderemo in futuro, offriamo uno sguardo su alcune delle band di spicco di un panorama troppo vasto per essere mappato con completezza.

TYTUS-bandIl genere hard/heavy ha una lunga tradizione che vede oggi le sue espressioni più efficaci in band come Tytus, ottimo esempio di new wave of traditional heavy metal. Il gruppo nasce dagli ex Gonzales (turbo rock’n’roll in pista per 10 anni) eccetto il batterista Malcolm B. Cobra che attualmente è impegnato in due validi progetti: Old Roger’s Revenge (piratesco sludge metal) e Glory Owl (stoner). Tilen, altro ex Gonzales, è convogliato negli OMZA, interessante hard rock band con un gusto per la melodia dei Beatles ed i suoni potenti dei Black Sabbath. Di ottima fattura lo sludge/grunge/heavy blues dei TSO del talentuoso chitarrista e cantante Andrea Abbrescia (già neTSOi Lume con Franz Valente), un disco all’attivo “In-Sanity” su Irma Records. Sludge metal è alla base anche della ricetta dei taglienti Grime. Elbow Strike, MySpace Invaders, Sinheresy, Paz Manera: tutte heavy band già consolidate, con un nuovo disco in uscita su cui avremo modo di tornare. Tra le formazioni più recenti, i Concrete Jellÿ, in pista dal 2013, mescolano blues, hard rock, prog, stoner; il 7 febbraio esce il loro nuovo album “Getting Noticed”. Irresistibili dal vivo i Beat on Rotten Woods (si sono esibiti anche in apertura di Bob Log III al Miela). Mace (voci, beatbox, warmachine) e Rob (rotten woods, backing vocals) si presentano ironicamente così: «Disporre sopra ad un letto di beatbox, tre tonnellate di riff croccanti ed alcune gocce di cori viscerali. Aggiungere barba e baffi a piacere». Se amate il black metal, cercate l’oscuro Ergot: Riccardo De Piccoli cura songwriting, voce e suona tutti gli strumenti. Se invece vi piace l’hardcore punk “senza storia da rena vecia”, seguite L’Ordegno (il 4 febbraio al Tetris). Sul versante post rock, ottimi i Drømme: Ciro (pianoearthquake) e Pablo (Age of libra) alle chitarre, Alessio (Robert of the square) alla batteria e Nazareno (Onussen/CircoBazooko) al basso e synth.

Spostandoci verso suoni più “leggeri”, (indie e pop rock), ricordiamo BuRniTe, The Rideouts, The Mad Monkeys, dalle sonorità british, Uendi, Limes, The Academy lanciatissimi con l’ultimo “Drunk Yoga Velvet Club”, lo slacker pop di Guido Giorgi con i suoi Beat Degeneration, i Nasty Monroe, influenzati dai classici del rock anni ’60 e ’70, i Hover ph federico sciucapromettenti Hover, premiati al G.A.S.P, Opening Band, Casa della Musica di Cervignano e ora al lavoro su un nuovo disco di pop rock elettronico con testi in italiano. O ancora: il rock alternative dei Welcome Coffee, fondati nel 2012 da Alessandro Pollicardi e Stefano Ferrara, Pollicardi ha intrapreso ora un percorso solista mentre il resto della band, con formazione Hard Lemonaderinnovata, annuncia un imminente album. In ambito rock’n’roll, molto attivi gli Hard Lemonade, 9 elementi attorno alla vulcanica personalità del frontman Luca Bitti, anche dj-mattatore con lo pseudonimo di JackRabbit Slim. La ruspante formazione si riappropria dei classici degli anni ’50 e ’60 e lo fa con suoni sinceri, valvole roventi e una sezione fiati di quelle vere. Altrettanto scanzonati i Bencazzadadiscoparty2 che a maggio hanno realizzato “Not good for education”, undici brani ad alto tasso d’adrenalina, testi dissacranti ed ermetici che si sposano con un groove funk e l’aggiunta di sperimentazioni ben definibili sotto il neologismo da loro coniato di “rock bencazzado”.

Come gli Hover e i BenCazzada, anche i Coloured Sweat si erano fatti notare al concorso Opening Band. Usano suoni di strumenti vintage, come l’organo elettrico Farfisa e sono impegnati nella produzione del primo album.

Tra i più sperimentali: gli Alkene che di recente hanno presentato il loro disco “Etere”, gli Angel’s Egg tra prog e ambient, Acid Frog (psichedelia). Ovviamente c’è molto altro: la musica etnica di Max Maber Orkestar, Banda Berimbau, Wooden Legs, His Trio, il blues di Milazzi, Toro, Sponza, l’r&b/funk di The Topix, il rockabilly dei Brazos e anche meritevoli cover band come il Tributo a Frank Zappa the Enema Bandits, Gabry&Monte, Lady B, Da Capo a coda… Trieste: città di bora e band!

 

Elisa Russo, Il Piccolo 28 Gennaio 2017

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Elisa Russo

Elisa Russo

Si occupa di musica e spettacoli su stampa, radio, tv e web. Dal 2004 collabora con il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Spesso lavora in coppia con il fratello Ricky. The Russos hanno ideato, scritto e condotto il programma musicale “In Orbita”, in onda su Tv Capodistria (Slovenia) e su Radio Capodistria.
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