Il 2020 dei Beat On Rotten Woods è cominciato con l’ingresso nella scuderia Mold Records, l’attiva etichetta discografica cittadina che sta catalizzando tanti talenti locali e non (Fiore, Nomotion, Black Corrida, Bolero Extasy, Løben, Narciso Yepess, Joyce). Esce dunque per Mold anche l’omonimo debutto dei triestini Beat On Rotten Woods, fautori di un personale mix di blues, grunge, beatbox, industrial e lo presentano dal vivo sabato alle 21.30 al Loft; la serata si concluderà con le selezioni musicali di alcuni componenti del collettivo Satisfaction rock’n’roll Nite. «Abbiamo iniziato la collaborazione a gennaio – raccontano i BORW – ed era da un po’ che ci studiavamo a vicenda: ci piace l’idea dietro la Mold e lavoriamo bene con loro. Speriamo che questo live segni un buon inizio per entrambi e che trasmetta energia positiva a chi ci segue e ci verrà ad ascoltare, soprattutto dopo settimane in cui la gente sembra essere stata colta da isteria collettiva… Dobbiamo sì essere attenti, ma anche razionali».

Il loro disco di esordio è intitolato semplicemente “Beat On Rotten Woods”, registrato da Alessandro Giorgiutti (AbbaZabba) e masterizzato da Gabriel Ogrin allo Studio Jork di Villa Decani, Capodistria, contiene 13 tracce originali, disponibile sia in cd che sulle piattaforme digitali. Il gruppo nasce nel 2013 con Mace alla voce, loopsation, beatbox (che permette di produrre con la bocca i suoni di una batteria) e Rob alla chitarra, il primo già visto nel mondo hip hop (con Yane), e poi nei Glory Owl e il secondo in formazioni rock’n’roll come i Bastard Sons of Titty Twister. «Agli inizi – racconta Mace – chiamavo la mia loopstation “warmachine” e la chitarra di Rob “rotten woods” (legno marcio) e da lì in qualche modo è arrivato il nome della band, non banale, che ci rispecchia». Suonano parecchio in giro (anche al Miela in apertura di Bob Log III) e registrano da Jambo Gabri un ep di 5 tracce nel 2016. Finché la coppia si allarga e coinvolge altri nomi noti della scena rock triestina: Tilen (Dorothy, Gonzales, Tytus, Omza) al basso e cori e Nevio (Black Pope) alla chitarra, banjo e cori. Hanno realizzato due videoclip: «Shining People» diretto da Mario Orman e «Spaces» realizzato da Matteo Prodan di Sonicyut e Mold, arrivato in finale di Cortinametraggio 2018. Sono stati anche nel cartellone del Mittelfest, con uno spettacolo tra danza e concerto. «Siamo quattro amici – dicono – requisito fondamentale. Componiamo e suoniamo divertendoci e portando ognuno una parte di sé nelle canzoni. Il nostro marchio di fabbrica è che non abbiamo un batterista e quindi il ritmo viene scandito da una base beatbox con vari arrangiamenti. Altro elemento fondamentale è che non ci poniamo limiti di genere musicale. Amiamo definirci industrial/grunge/blues perché non c’è nessun filone preciso a cui sentiamo di appartenere. I nostri ascolti sono molto vasti ma diciamo che le principali influenze sono Depeche Mode, Alice in Chains, Queens of the Stone Age, Puscifer».

Elisa Russo, Il Piccolo 5 Marzo 2020


Elisa Russo

Elisa Russo

Si occupa di musica e spettacoli su stampa, radio, tv e web. Dal 2004 collabora con il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Spesso lavora in coppia con il fratello Ricky. The Russos hanno ideato, scritto e condotto il programma musicale “In Orbita”, in onda su Tv Capodistria (Slovenia) e su Radio Capodistria.
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