Si definiscono punk’n’roll «La matrice è sicuramente rock e di certo c’è anche l’attitudine punk/hardcore nell’approcciarsi ai pezzi che abbiamo creato; il nostro marchio di fabbrica è suonare sempre al massimo, quindi preparatevi a un volume esagerato e ad essere presi nel nostro vortice incessante» e si chiamano Billy Clubs «Il termine si riferisce agli agenti di polizia e ai loro manganelli utilizzati per sfollare i locali dopo l’orario di chiusura nei pub inglesi: un nome d’impatto come la nostra musica». Tutti già impegnati in altre band avviate, si incontrano proprio nella stessa sala prove, Nicolas Vidmar qui alla voce, Luka Kralj alle chitarre, Jakob Šček alla batteria e Sami Decaneva al basso: «Il bello della musica è che accomuna la gente – raccontano – poi se sei un musicista la cosa è ancora più facile. Gran parte del gruppo provava nella stessa sala a Padriciano, così una sera Sami ha finito prove con i My Space Invaders e Jakob con gli Omza ed è iniziata una jam session. Subito si è aggregato Luka (Once Was Never) con le sue idee e appena arrangiati un paio di pezzi la scelta del cantante è stata d’obbligo, Nicolas (Fuckushima Lager) perfetto per il genere che si stava creando. Il tutto è successo in modo casuale e naturale, niente di più semplice». Nel 2018 hanno pubblicato l’ep di debutto «Creamy Moments in a Foggy Life» e annunciano ora l’uscita del secondo ep «Strange Driving!» per il 17 aprile anticipato il 4 marzo dal singolo “Dope” e giovedì da un videoclip che sarà «una satira sull’autodistruzione e sul delirio di onnipotenza all’interno della nostra società», diretto da Matteo Cracco e Carlo Pacorini come direttore della fotografia.

«Abbiamo scelto la stessa tecnica del primo ep – spiega Šček – cioè registrare la musica in presa diretta per poi aggiungerci le voci. Sette tracce registrate tutte d’un fiato con Alessandro Perosa, al Track Terminal Studio. In venti minuti circa abbiamo raccontato quello che è stato un bel periodo di vita, live e sale prove. Ogni canzone ha un suo significato, è una storia a sé. Tocchiamo temi dal quotidiano vissuto, di donne e ovviamente di festa gioiosa, ci chiediamo se è questa la società che vogliamo. Il senso lo trova ognuno a modo suo, cosa che è sempre stata una nota magica nella musica, a mio avviso. Ci sono dei pezzi più veloci, alcuni più lenti e pesanti e altri con qualche sentimentalismo. Giacomo Perco ha disegnato la copertina che raffigura un nostro caro amico alla guida, non per niente “Strange Driving”, (lui ne è il maestro!). Karim Decaneva si è occupato del lettering. Per l’uscita siamo stati supportati da Rajko Dolhar e la sua Rocket Panda Management che ci aiuta con tutti gli aspetti della promozione e del marketing».

Concludono con una riflessione sul momento che tutti stanno vivendo: «L’isolamento ci dà la possibilità di pensare e focalizzarci. Sicuramente ci teniamo attivi per preparare tutto il necessario per l’uscita dell’ep, quindi ci dedichiamo alla musica. Quando torneremo alla “normalità” faremo quello che avremmo voluto fare anche prima, suonare assieme e live il più possibile. La voglia è di ripreparare il tour europeo a cui stavamo lavorando già da un po’».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 23 Marzo 2020

Elisa Russo

Elisa Russo

Si occupa di musica e spettacoli su stampa, radio, tv e web. Dal 2004 collabora con il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Spesso lavora in coppia con il fratello Ricky. The Russos hanno ideato, scritto e condotto il programma musicale “In Orbita”, in onda su Tv Capodistria (Slovenia) e su Radio Capodistria.
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