cortex_cover_dig100dpiNuovo disco per il cantautore triestino Cortex: «Cinico Romantico». Il primo maggio Cortex sarà uno dei protagonisti del concerto di Borgo Grotta Gigante (assieme a Butterfly Collectors, Damned Pilots, Momar Gaye&Zaman e tanti altri). Una chitarra jazz anni trenta, un amplificatore valvolare, un’armonica, un pianoforte e una voce distorta sono gli ingredienti che compongono le 10 canzoni di «Cinico Romantico»; tutti gli strumenti sono suonati da Cortex tranne le batterie di «Per avere il tuo cuore» e «Omino Luci Blu» suonate da Francesco Valente (Il Teatro Degli Orrori). Nel 2008, Cortex aveva partecipato al concorso internazionale Tour Music Fest, dove era stato premiato da Mogol con una borsa di studio per il CET (scuola di musica di Mogol), al CET si era diplomato l’anno successivo come “Interprete di musica leggera Italiana”: «per me è stato un privilegio frequentare quella scuola e sopratutto vedere i luoghi dove Battisti e Mogol scrivevano pezzi di storia della musica italiana», commenta Cortex.

Chi è davvero Cortex e quando ha cominciato a scrivere canzoni?


«Cortex è uno pseudonimo di un progetto musicale, è un personaggio creato ed interpretato da me, Enrico Cortellino, per decantare la decadenza dei valori del mondo moderno. Scrivo canzoni fin da quando ero piccolo. Mi ricordo che inventavo temi sulla Bontempi a 7 anni, poi vedendo Kurt Cobain ho cominciato a suonare la chitarra. Ho avuto molti gruppi rock finché nel 2007 nasce il progetto Cortex quando stampo per l’Arab Sheep di Udine il primo disco. I primi a credere in me sono stati AbbaZabba, che nel 2005 mi diede una mano a produrre la prima canzone e Lorenzo Fragiacomo che mi propose la prima data per il progetto al mitico Nutty Iguana».

Scrivere bei testi in italiano è una sfida. La ricetta?

«Il mio segreto è pure il mio tallone d’Achille: cerco sempre di essere sincero e scrivo le emozioni che provo».

Che idea c’è dietro al titolo del nuovo album?

«”Cinico Romantico” perché secondo me oggi il romanticismo non esiste più e per farlo trasparire ci vuole una buona dose di cinismo… poi perché gli opposti si attraggono. E perché io sono un poco così: tanto cinico quanto romantico…».

Com’è nato questo album?


«È nato dalla voglia di ritornare in mezzo ai vecchi amici e dalla voglia di cantare. Anche grazie ad AbbaZabba che mi ha spronato a concretizzare dei provini che avevo in tasca, infatti è stato registrato da me ed AbbaZabba tra casa mia e gli studi Palo Alto. Il tutto è stato masterizzato da dj Color. Tutti gli strumenti sono suonati da me, tranne le batterie suonate da Francesco Valente. Le canzoni che si possono trovare dentro vanno dalla classica canzone d’amore (“Ho di meglio da fare”) dove voglio bruciare il mio cuore, a quella introspettiva (“Bori$”) dove mi chiedo il valore ed il significato del denaro oggi, alla canzone impegnata (“L’era della pietra”) dove descrivo la decadenza del mondo moderno».

È uscito anche un videoclip.

«Il primo video da questo disco è “Complicare”, sceneggiatura di Simone Zampieri, regia di Francesco Sossai e coreografia di Morena Barcone. Il video è sullo stile di Dexter: mi sono messo alla prova interpretando la metafora di un goffo killer che eliminando indifferenza, vanità e perdizione crede di risolvere i suoi problemi con l’amore ma alla fine tutto gli si rivolta contro… 
Ci saranno novità ed altri video».

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Cosa apprezza di Trieste?


«Trieste è una bellissima città situata in un contesto territoriale pressoché paradisiaco siamo un’isola felice, una East Coast Americana in miniatura; di Trieste amo le donne, il vino, il sole, e le giornate di bora quando dal mare si vedono le montagne. È una città che ti fa pensare, è introspettiva ed aiuta la creatività ma l’ispirazione è una cosa che personalmente ricerco nei viaggi, nelle esperienze extra-territoriali, nelle novità, negli esperimenti».

Influenze (oltre ai classici cantautori del passato)?

«Dei contemporanei italiani posso citare Max Gazzè, Daniele Silvestri, Vinicio Capossela, Dente.
Per l’estero i Black Keys, Devendra Banhart, i Black Rebel Motorcycle Club, gli Hellacopters, Ryan Adams, Donovan, Ry Cooder, Pearl Jam, molto blues e sopratutto a me piace la musica fatta bene, con il cuore».


 

Elisa Russo, Il Piccolo 01 Maggio 2013

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Elisa Russo

Elisa Russo

Si occupa di musica e spettacoli su stampa, radio, tv e web. Dal 2004 collabora con il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Spesso lavora in coppia con il fratello Ricky. The Russos hanno ideato, scritto e condotto il programma musicale “In Orbita”, in onda su Tv Capodistria (Slovenia) e su Radio Capodistria.

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