557958_10151745391726912_15908380_nVenerdì 29 novembre 2013, alle 5pm (23.00), va in onda la 24a puntata di IN ORBITA AMERICAN EDITION su Icn Radio NY. In collegamento da Trieste Elisa Russo per i suoi DELIRI AMERICANI e Lorenzo Fragiacomo che ci presenterà in anteprima mondiale il suo secondo album solista "Destino Adriatico". Ascolti: Television, John Grant, Ghost, Vinicio Capossela, Afterhours, Giuda, Afghan Whigs, Coastgaard, Brazos – Black Suit Trio. Replica Sabato 30 novembre, alle 12pm (18.00).

 

Deliri Americani Puntata 14

 

jux_false_tomekDevo assolutamente iniziare la rubrica con una dichiarazione che Manuel Agnelli ha rilasciato durante un’intervista a Linkiesta. Alla domanda:

C’è un modello, anche estero, cui ci si potrebbe ispirare?


Risponde: «Williamsburg, il quartiere di Brooklyn. Prima era un ghetto tossico, oggi è stato rilanciato ed è diventato una delle aree più trendy e richieste di New York. Tutto questo grazie ad una legge: l’amministrazione decretò che chi apriva un’attività a Williamsburg poteva non mettersi in regola per otto mesi. Molti nuovi locali aprirono in poco tempo. Alcuni al termine degli otto mesi chiusero, senza gravi dissanguamenti finanziari; altri ebbero successo e si “ufficializzarono” senza aver rischiato praticamente nulla. Così Williamsburg è diventato sempre più interessante, attirando prima i giovani alternativi, poi i negozi, infine i parchi giochi per i bambini. Il processo ha anche fatto rivalutare gli immobili, tanto che oggi il quartiere è una delle zone più care di New York. La cultura ha alimentato anche un altro tipo di economia. Questo modello, secondo me, potrebbe essere adattato tranquillamente a diverse situazioni del nostro Paese».

L’ho appena letta e non potevo non citarla!

Anche se ho paura che l’Italia, più che a Williamsburg, si ispiri alla Grecia. E a proposito di Grecia, vi segnalo che il 3 dicembre esce nei cinema italiani Indebito, il film di Vinicio Capossela e Andrea Segre che racconta la crisi greca sulle note del rebetiko, la musica popolare greca nata alla fine del diciannovesimo secolo.indebito

Dopo essere stato presentato al Festival di Locarno e a quello di Internazionale a Ferrara, Indebito sarà proiettato nelle sale martedì 3 dicembre alle 20.30, per un solo giorno, con una speciale diretta via satellite dal cinema Anteo di Milano. Durante il collegamento Vinicio Capossela e Andrea Segre racconteranno agli spettatori la nascita del film e la sua realizzazione.

 

Il film narra la crisi del paese culla di tutta la cultura occidentale. Un affresco che racconta le origini dell’uomo. Forse perché, dopo un tramonto, non possiamo che sperare in un’alba nuova e in una luminosa riscossa. Il film è stato scritto da Vinicio Capossela e Andrea Segre con la regia di Segre e la fotografia di Luca Bigazzi.

Sulle tracce del rebetiko, la musica della ribellione greca, Capossela e Segre tracciano il ritratto tragico di un paese in cui la crisi economica ha svuotato di valore tutto ciò che non ha un prezzo. Ma, nonostante la crisi, resta il rebetiko e la voglia di cambiare le cose e di ribellarsi.

“Abbiamo girato tutto con tre camere a mano – racconta Andrea Segre – Inquadrature instabili che cercano di essere stabili. Concerti notturni, parole che diventano musica e musica che ascolta le parole. E le città di giorno. La poesia del cemento. I segni della rabbia sui muri, le vetrine della crisi. La decadenza della crisi. Un film costruito nel solco del cinema-documentario, ma lasciando spazio a momenti di messa in scena teatrale che cercano dialogo anche con il repertorio e la memoria”.

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«Da molto tempo ho a cuore questa musica, oltre che per la sua bellezza e la sua forza, per la carica eversiva interiore che accende. Mantiene vive le parti anti convenzionali di noi stessi, la fierezza, l’avversione al compromesso. Sbatte contro alla verità senza averne paura.

La frase “non siamo mica la Grecia”, dovrebbe essere sostituita dalla più Kennediana, “siamo tutti greci”, perché in Grecia è in questo momento più scoperto ed evidente il meccanismo economico, sociale, politico in via di sperimentazione in tutti gli altri paesi. Per una volta questo paese sembra essere più avanti su una strada che è la stessa per molti.

Mi è venuto quindi il desiderio di informarmi un poco più da vicino, ho fatto qualche viaggio con il registratore e il taccuino, il mio “tefteri“, il quadernetto sul quale il negoziante di alimentari si segna la spesa dei suoi clienti, i debiti che contano di saldare a fine mese. E su quello ho segnato diversi debiti e crediti che ho personalmente riguardo a questa musica e a questo paese. I debiti sono sempre gli insegnamenti umani, i crediti quello che si cerca di restituire. Per restituire il credito ho cercato, per quello che è nelle mie possibilità, di destare curiosità sull’informazione e di fare conoscere maggiormente questa musica, il rebetiko, dalla parola turca Rebet, ribelle.

Il debito economico forse parla dei conti delle banche centrali, ma la musica parla dei conti delle persone, e questa musica soprattutto. Mi sembra importante che siano le persone a parlare più che i loro rappresentanti. Ora perché queste persone non rimanessero soltanto voci nel mio quadernetto del “tefteri“, abbiamo pensato di farne un film che le documentasse, che le facesse conoscere insieme a questa musica che li accompagna, come una colonna sonora lunga ormai una novantina d’anni. Perciò ho chiesto ad Andrea Segre, che in queste cose ha già dato prova di grande maestria, di dare una forma a queste storie, di dare un volto alle persone e alla musica. Ne sono uscite riflessioni sull’identità, nel momento della crisi del consumo, che hanno un carattere esemplare. Parlano in qualche modo di tutti. Ho cercato di infilarmi tra queste storie come nella vita, da viandante, cercando tra il frastuono contemporaneo qualche frequenza dell’antichità, qualche voce di mangas, qualche spettro, qualche indicazione, accompagnato dal minuscolo strumento che i rebetes nascondevano in prigione, il baglamas, usato come una specie di forcina da rabdomante, confidando sullo sguardo esperto di Luca Bigazzi, di Andrea, del lungo microfono del fonico e della piccola compagnia di ventura con la quale ci siamo avventurati per un paio di settimane tra le strade di Atene, di Salonicco, delle isole di Creta e di Ikaria.

Tutto questo per cercare di pareggiare la voce credito a quella debito nel libretto del “tefteri“, che una volta aperto diventa di chi ci guarda dentro. A quel punto si diventa tutti responsabili, o come diceva De André, si è tutti coinvolti».

Vinicio Capossela

Vinicio Capossela_Marinai Profeti e Balene@foto credit_ Elettra Mallaby_ELT8851

«È la classe media che sta scomparendo. I poveri erano nella merda anche prima, ora peggio che peggio. Ma è la classe media che sta impoverendo fino all’estinzione. In Grecia l’85 per cento della gente ha la casa di proprietà. Era l’abitudine, la mentalità: lavorare tutta la vita e avere la casa di proprietà, non buttare soldi nell’affitto. Come in Italia. Ora tutte le nuove tasse sono sulla proprietà. Hanno messo una tassa sulla casa e l’hanno abbinata alle bollette dell’elettricità. Se non la paghi ti tagliano la luce. Questo è illegale. L’elettricità, come l’acqua, è un bene pubblico, non me lo puoi tagliare se non ti pago una tassa sulla proprietà. Ma l’hanno fatto. E poi hanno preso i soldi della tassa e se li sono portati in Svizzera. Costringeranno la gente a vendere le case e a stare in affitto per quello che gli resta da vivere».

 

Vinicio Capossela è un cantautore italiano. Ha pubblicato Non si muore tutte le mattine (Feltrinelli 2004) e In clandestinità. Mr Pall incontra Mr Mall, con Vincenzo Costantino (Feltrinelli 2009).

Elisa Russo, Novembre 2013.

Elisa Russo

Elisa Russo

Si occupa di musica e spettacoli su stampa, radio, tv e web. Dal 2004 collabora con il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Spesso lavora in coppia con il fratello Ricky. The Russos hanno ideato, scritto e condotto il programma musicale “In Orbita”, in onda su Tv Capodistria (Slovenia) e su Radio Capodistria.

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