Posted on: 30 Marzo 2014 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

Venerdì 28 marzo, alle 5pm, va in onda la 41a puntata di IN ORBITA AMERICAN EDITION su Icn Radio NY. Rubriche di Fabio Cerbone "Rootshighway.it" ed Elisa Russo "Deliri Americani". Ascolti: Zucchero & Sting, Elisa, Uendi, Despectre, Drive By Truckers, Robert Ellis, Noah Gundersen, Afterhours+Mark Lanegan+Nic Cester, The Niro e Black Sabbath. La trasmissione verrà replicata Sabato 29 marzo alle 12pm. Streaming: www.icnradio.com
 

 

L’utilizzo dell’italiano nei testi delle canzoni diciamo “rock” è sempre stato oggetto di dibattito. C’era chi diceva non fosse una lingua adatta al genere. Poi sono arrivati i Litfiba e qualcuno ha cominciato a pensare che si potesse fare. Gli stessi Afterhours hanno esordito utilizzando l’inglese e solo dopo qualche album ed ep si sono convinti a passare all’italiano. Ora siamo addirittura nella situazione particolare che dei grandissimi della musica internazionale abbiano re-interpretato delle canzoni degli Afterhours (e sto parlando di gente come gli americani Mark Lanegan, Greg Dulli, Joan as Policewoman e l’australiano Nick Cester dei Jet). Questi sono i nomi che hanno partecipato alla nuova edizione di “Hai Paura del Buio?” e la cosa divertente è che i criticoni di turno hanno scritto che la loro pronuncia è stentata. A parte che sono quasi impeccabili e che al limite quel po’ di accento dà il tocco esotico che male non fa, ma ti pare che un italiano per come parla l’inglese può permettersi di fare un appunto ad un americano per la sua pronuncia italiana? Direi: non osare, né qui né nelle prossime 50 vite. Muto. Che poi c’è gente come noi Russos che ci siamo sempre espressi in dialetto triestino che sicuramente un Mark Lanegan ci dà via con il suo italiano.

Questo fa sempre parte del vizio di criticare di cui parlavo l’altra volta.

La democrazia è una bella cosa. Possiamo coltivare opinioni su tutto e su tutti. Nella nostra cameretta. Il filtro è quello. Coltivare opinioni a caso sì, esprimerle no. Una cosa che ho notato e che non mi piace affatto è la mancanza di rispetto per la professionalità altrui. Quando questa professionalità è provata, intendo. Io non ho studiato musica, non so suonare la chitarra. Ho un orecchio allenato per aver ascoltato tanta musica e quindi so distinguere un chitarrista bravo da uno loffio. Se mi trovo davanti un chitarrista loffio forse posso anche permettermi di dirgli in amicizia: vai a esercitarti un po’. Magari non gli dirò: suona il triangolo va… Ma se ho davanti un chitarrista che va da medio a bravissimo, non mi sognerò mai di andargli a dire che deve suonare così o colà. Certi recinti non vanno superati. Parliamo di recinti della buona educazione.

Tornando alla questione di partenza, inglese italiano, segnalo due interessanti casi di passaggio alla madrelingua dopo un lungo percorso di inglese.

Il primo esempio è il triestino AbbaZabba che per la prima volta si è esibito dal vivo con un repertorio nuovissimo tutto in italiano e lo sentiremo prestissimo. L’altro invece è il romano Davide Combusti, in arte The Niro che molti di voi avranno conosciuto grazie a Sanremo ma che invece noi Russos avevamo avuto il piacere e l’onore di conoscere già un bel po’ di tempo fa, visto che era venuto anche a trovarci nella versione tv di In Orbita in onda su Tv Capodistria.

Elisa Russo, Deliri Americani in onda il 28 e 29 marzo 2014 all'interno di In Orbita American Edition (su ICN Radio Ny).