Posted on: 28 Novembre 2010 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

Esce per Arcana “Neon Angel, memorie di una Runaway” di Cherie Currie. La storia raccontata in queste pagine è una favola rock’n’roll. Come nelle favole, l’equilibrio iniziale si incrina rapidamente, sotto l’incedere di numerose peripezie che porteranno al lieto (o quasi) fine. Non ci sono streghe cattive, incantesimi o mele avvelenate, bensì un manager sfruttatore, canzoni composte in mezz’ora, abusi di stupefacenti, tournée internazionali, tensioni interne, persino un arresto. Ma soprattutto, c’è la protagonista, Cherie Currie, ragazzina di quindici anni tramutata d’un tratto in rockstar. E Joan Jett, Lita Ford, Sandy West e Jackie Fox, sue compagne d’avventura, non sono molto più grandi. Declinazione adolescente e al femminile del “sesso, droga & rock’n’roll”, le Runaways irrompono sulla scena musicale anni Settanta con una spudoratezza senza precedenti. La loro è una parabola breve quanto detonante, che anticiperà di qualche anno le istanze punk d’Oltremanica e cambierà per sempre la storia della musica al femminile. Degli anni all’interno delle Runaways, così come di quelli che seguono la sua uscita dalla band, Cherie Currie offre una testimonianza sbalorditiva, che non risparmia i dettagli più inopportuni e dolorosi. Neon Angel è l’altra faccia della vita sulla corsia di sorpasso, del glamour a base di lustrini, corpetti e zeppe, ma anche il vibrante inno alla vita di una sopravvissuta.

Cherie viene assoldata nelle Runaways soprattutto per il suo aspetto fisico, quello di un irresistibile lolita glam:
“Ero l’aliena, un camaleonte, androgina”
“Presto i miei capelli sarebbero stati identici a quelli di David Bowie. Sarei diventata bella-brutta, orrenda e bellissima. Quel momento, la scarica elettrica al concerto di Bowie, quando mi sentii veramente invincibile, ebbene, quella sensazione volevo provarla sempre. Non volevo sentirmi spaventata. Non volevo sentirmi una ragazzina qualunque di periferia. Cherie Currie, cazzo, la Regina dell’Odio. E nessuno – NESSUNO – avrebbe mai più potuto farmi del male”.

“Ci fu un punto in cui mi resi conto che si poteva farla franca quasi in qualsiasi cosa, purché lo si facesse con sufficiente convinzione”.

“Entrare nelle Runaways era un po’ come la scena all’inizio del Mago di Oz, in cui Dorothy è trascinata dal tornado, gira su se stessa e cade nel caotico mondo di Oz. Dal momento in cui entrai nella band, la mia vita cambiò. Non necessariamente in meglio. Ma cambiò decisamente”.

La storia delle Runaways comincia e finisce in un lasso di tempo ristretto, culmine un delirante tour in Giappone. Poi ciascuna prende la sua strada.
Dal libro è stato tratto anche The Runaways il film del 2010 diretto da Floria Sigismondi e interpretato da Kristen Stewart e Dakota Fanning.

Scrive Joan Jett nell’introduzione del libro: “Durante gli ultimi 15 anni o giù di lì, da quando lavoriamo al business e all’eredità delle Runaways, la nostra amicizia si è riaccesa. Neon Angel è un reportage di un viaggio straordinario, la storia di una donna che ha un incredibile talento per reinventare se stessa: da cantante ad attrice, operatrice per tossicodipendenze, personal trainer, mamma, autrice, pittrice ed artista di sculture con la motosega”.

Perché oggi di professione Cherie fa l’intagliatrice di sculture con la motosega.
Non sapevo neanche esistesse.
Potrebbe essere un ottimo spunto.