Posted on: 12 Settembre 2011 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

Nonostante avessi già improvvisato una puntata la scorsa settimana, diciamo che la puntata 87 ufficiale è questa. Essendo ufficiale, sarò serissima. Dato che l’altra volta ho preso in giro il povero Ricky Russo per aver avuto un approccio un po’ da patella (per chi non lo sapesse è un mollusco più lento, pare, del bradipo stesso che è l’animale più lento del mondo) con l’i-phone… oggi vorrei infierire ancora un attimo, dato che da ieri sono passata anch’io a l’i-phone. E l’ho fatto con una rapidità, leggiadria, e naturalezza che solo le menti superiori possono permettersi! Sì quelle stesse menti sopraffine baciate dal genio divino, che in questi giorni copia-incollano dei messaggi su Facebook dove alcune lettere vengono sostituite da numeri. Il messaggio è: solo le menti superiori riescono a leggere. Ora, prova ad analizzare il caso in cui la vocale “O” maiuscola viene sostituita dalla cifra “0” zero. Cioè, lo vede anche un sottosviluppato che la forma è molto ma molto simile. Prendi una donna con la terza di reggiseno e una con la quinta. La misura cambia, ma sempre tette sono. La forma è quella. Anche un neonato che deve allattare sa dove dirigersi, le riconosce. Senza pensarci più che tanto.

A volte mi sento leggermente e dico, leggermente, intollerante.
Con la stupidità umana, per esempio.
Il problema è che passo le giornate ad occuparmi di musica, spesso intervistando persone che sono interessanti anche quando fanno uno sbadiglio. Ieri ho intervistato Omar Pedrini, per dire. Che in dieci minuti è riuscito a parlarmi del suo amore per i vini, l’enogastronomia e il Friuli (sarà in concerto il 16 a Friuli Doc); anticipazioni sul suo nuovo album che sta registrando; la sua tesi su Italo Svevo, belle parole per la nostra Dorina… Una montagna di passioni, esperienze, interessi. Questo mi alza un po’ le aspettative. Cioè fatico ad accettare la coesistenza di anime nobili e gente noiosa.
Però, grazie ad un articolo letto sull’Internazionale, ho scoperto che non sono intollerante.
No. Io sono malata.
Questa malattia si chiama empatia grado zero.
Ho letto i sintomi e li ho tutti.
L’articolo di Simon Baron-Cohen (uscito per l’Observer) dice:
“Politici e studiosi trascurano il valore dell’empatia e fanno poco per svilupparla. Ma una società in cui si cerca la comprensione reciproca è meno violenta”.
“In campo scientifico l’espressione ‘erosione dell’empatia’ può sostituire il termine ‘male’. L’erosione dell’empatia può manifestarsi a causa di emozioni distruttive come il risentimento, il desiderio di vendetta, l’odio cieco o il desiderio di difesa. Si tratta di emozioni passeggere e quindi, in teoria, il fenomeno dovrebbe essere reversibile”.
“Il concetto chiave è che ognuno di noi è posizionato su un certo punto della linea dell’empatia. Le persone che vengono solitamente definite ‘cattive’ o crudeli, si trovano a un’estremità della linea. Ognuno di noi può essere collocato su questa linea in base al suo livello di empatia. A un estremo troviamo ‘il grado zero dell’empatia’. Se qualcuno si trova in questo punto, significa che non ha consapevolezza di come appare agli occhi del prossimo, di come interagire con gli altri né di come anticiparne sentimenti e reazioni. Di conseguenza, non riesce a capire perché una relazione non funziona e se ne sente ingannato. Da questo nasce un profondo egocentrismo, in cui i pensieri e i sentimenti del prossimo diventano semplicemente invisibili. Così una persona finisce con l’isolarsi in una piccola bolla, ignorando non solo sentimenti e pensieri altrui, ma anche il fatto che possano esistere altri punti di vista. Chi si trova al grado zero dell’empatia è sicuro al 100% che le sue idee e le sue convinzioni siano giuste e pensa che chiunque non le condivida sbagli o sia stupido”.
L’articolo è molto interessante e vi invito ad andare a recuperarlo.
Potreste scoprire che anche voi avete un po’ questo abbassamento preoccupante dell’empatia.
Riscoprirla e coltivarla potrebbe essere importante e risolutivo, ma egoisticamente anche farvi vivere meglio:
“L’empatia è come un solvente universale. Qualsiasi problema, se immerso nell’empatia, diventa risolvibile. È un modo efficace di prevenire e risolvere qualsiasi questione interpersonale: tra marito e moglie, tra due paesi ostili, sul lavoro, tra amici, nella politica, in famiglia o tra vicini di casa. A differenza delle armi industriali, che costano miliardi di dollari, o del sistema carcerario e quello giudiziario, che costano milioni, l’empatia è gratis. E, a differenza della religione, l’empatia non può opprimere nessuno”.
Io già dopo averne parlato, mi sento più empatica.
Mi è salito il livello, sarò già sullo 0,00000000001.
Mi sento molto molto meglio.