Posted on: 29 Settembre 2021 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

«Voglio condividere con voi questo medley dei brani contenuti nell’album “Giorni infiniti”, nato da un’idea del bravo tastierista Francesco Riccardi, che ha coinvolto diversi musicisti di varie cover band dei Pooh»: così scrive Roby Facchinetti sui social, condividendo con i fan il progetto del triestino Riccardi, che in occasione del trentacinquesimo anniversario del fortunato album dei Pooh “Giorni infiniti” ha riunito altri musicisti da tutta Italia per una personale rilettura. «Hanno suonato solo le parti musicali dell’album – scrive Red Canzian – tralasciando le parole e linea melodica dei brani, e ne è uscita una sorta di lunga suite prog. Bravi ragazzi e grazie». «Complimenti veri a tutti – aggiunge Facchinetti – per questa originale versione strumentale dell’intero album eseguita con molta bravura, rispettando anche, per ogni singolo brano, le infinite sonorità originarie». Una bella soddisfazione per Francesco Riccardi, classe ’88: «Ho cominciato a far musica – racconta – al Centro d’Arte Musicale di Via Gallina con Ambra Arena e mi sono appassionato alle tastiere. Da una decina d’anni mi sono trasferito a Brescia, dove si sono ampliati i miei contatti musicali: suono in una cover band dei Pooh, i Regeneration, ufficializzata da Red Canzian perché nel 2014 abbiamo vinto le selezioni per un cd prodotto da lui e registrato nel suo studio». La sua passione per i Pooh risale praticamente all’infanzia: «Nel ’95 ci fu il loro concerto in Piazza Unità, ero andato per accompagnare mia mamma, sono rimasto colpito da un assolo di Roby al pianoforte e da lì ho capito che avrei voluto farlo anche io. Mi sono messo a spulciare la loro discografia, ho cominciato a studiare la loro musica. “Giorni infiniti”, album degli anni ’80 molto elettronico, l’avevo scoperto grazie a una musicassetta in macchina di mio papà, che mi aveva lasciato ad aspettarlo in Via Udine mentre saliva un attimo in ufficio». I suoi idoli ha avuto poi modo di incontrarli e conoscerli: «Sono sempre molto gentili, umili e disponibili, disposti a parlare di musica e di strumenti, dare consigli. Spesso erano loro che facevano domande a me, con genuina curiosità».

«”Giorni infiniti” – parole ancora di Canzian – è stato un album di grandi cambiamenti e di grande musica. L’uso per la prima volta dei fiati, Fio Zanotti ad arrangiare, il vinile bianco… primo disco realizzato interamente nel mio nuovo studio, il Morning al Castello di Carimate, con Renato Cantele, il più grande ingegnere del suono, che da allora ha curato e creato il suono dei Pooh fino all’ultimo lavoro. Insomma un disco importante e andate a sentire cosa ha “combinato” Francesco Riccardi con i suoi amici Alessandro Giubileo, Fabrizio Bresciani, Giovanni Cavallaro, Giuseppe Cerea, Giuseppe Mozzanica, Manuel Miranda, Matteo De Luca, Maurizio Ronca, Stefano Di Stefano, Stefano Foresti». Da ricordare un altro legame con il capoluogo giuliano, come fa notare anche Riccardi: in “Giorni infiniti” le parti di sax furono suonate da Claudio Pascoli, il sassofonista nato a Monfalcone nel ‘47, cresciuto artisticamente a Trieste (collaborazioni con PFM, De André, Mina, Battisti, Guccini, Battiato…).

«Nessuna musica – conclude Riccardi – è fuori moda. Va ascoltata. I Pooh sono conosciuti per “Piccola Katy”, “Tanta Voglia di lei” o “Uomini Soli” però basta vedere un album come “Giorni infiniti”, che può sembrare molto pop, ma in realtà è complesso e sperimentale, sul genere Pink Floyd. La musica è immortale, senza tempo».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 29 Settembre 2021