Posted on: 30 Marzo 2021 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

«”Comete” racconta la mia voglia di evadere, l’esigenza costante di conoscere il mondo, viaggiando e cambiando contesto. Abbracciando questo stile di vita, però, ci si ritrova spesso costretti ad allentare i legami importanti, per colpa della distanza e questo a volte fa male»: appena uscito, supera in poche ore i diecimila ascolti su Spotify, il nuovo singolo pop elettronico della triestina Gaya Misrachi. Un brano davvero riuscito, complice anche la produzione di Big Fish, l’ex Sottotono che nella sua carriera ha messo lo zampino in tanti album hip hop (da Fabri Fibra a Mondo Marcio) e ha collaborato con Morgan, Manuel Agnelli, Max Pezzali. Il mix e il master sono stati curati da Kende, mentre Luca Pasquino ha contribuito alla scrittura. «Il brano – continua Gaya –, è nato la scorsa estate a Opio, in Francia. Dopo la lunga quarantena, avevo bisogno di cambiare aria, allora io e Luca Pasquino, in arte Kuschimaru (artista e produttore con cui collaboro nelle prime fasi di creazione dei miei brani) decidemmo di prenderci una pausa e ritirarci nei boschi della Provenza. È arrivato così uno dei miei pezzi preferiti. Ho cercato di trasmettere più di una sensazione contemporaneamente, facendomi attraversare da immagini ben precise: luci rosse, petardi, dragoni, capodanni cinesi, fuochi d’artificio». La cantante firma il progetto con lo pseudonimo ETT: «È un tag – spiega – che ho iniziato a utilizzare anni fa nei miei dipinti».

Mamma triestina, papà milanese, origini greche, Gaya Misrachi canta fin da piccola, ha studiato alla Scuola di Musica 55 con Silvia Zafret e Alessandra Chiurco e aveva partecipato a X Factor nel 2012, ha vissuto qualche anno a Granada, per spostarsi poi a Milano. Nel 2017 il suo primo inedito “Abyss” (con il videoclip di Eugen Bonta) era stato selezionato da Cortinametraggio. Nel 2019 pubblica l’ep, “Aloe”, che sperimenta l’elettronica in stile Björk ed è seguito “Argento”, il suo primo brano in italiano che ha destato l’interesse di pubblico e addetti ai lavori, permettendole di essere selezionata tra i semifinalisti dell’edizione 2020 del Premio Buscaglione e iniziare la collaborazione con Pulp dischi, con la quale ha pubblicato poi “Diamante”, prodotto sempre da Pasquino. A Trieste Gaya ha lavorato con i Winged Leaves di Andrea Vittori (40 Fingers), i Mash con Jacopo Tommasini, Marco Stroligo, Franco Panizon e Giulio Ladini, la reggae band Wooddrops, Stop The Wheel di Francesco Candura e a livello nazionale ha collaborato con i Delta V.

 

 

Elisa Russo, Il Piccolo 29 Marzo 2021