Posted on: 8 Agosto 2021 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

Due ospiti britannici dal prestigio internazionale, il sassofonista David Jackson (ex Van Der Graaf Generator) e il poliedrico John Hackett (“famiglia” Genesis, fratello di Steve) impreziosiscono il nuovo lavoro del compositore (e giornalista) triestino Giorgio Coslovich. S’intitola “Oz” ed esce sia in cd (alla Lovat e in altre librerie e negozi di dischi), che sulle piattaforme digitali. L’album è diviso in realtà in due concept: il poema sinfonico “Oz” ispirato al celebre racconto di Baum, dall’andamento classico, e “Joyce Suite”, trittico contemporaneo con venature jazzy, dall’annuale “Bloomsday” triestino con cui Coslovich collabora, a cui danno vita i due musicisti inglesi affiancati dalla pianista Rossella Fracaros. Ad accomunare entrambi i momenti musicali, il viaggio interiore dei due protagonisti, Dorothy nel “Mago di Oz” e Leopold Bloom nell’«Ulisse» di Joyce. L’Orchestra San Giusto diretta dal Maestro Jacopo Brusa – include anche solisti che collaborano con la Filarmonica della Scala, la Fenice di Venezia, il Regio di Parma, l’Arena di Verona, la Filarmonica di Lubiana – esalta la vena compositiva dell’autore, particolarmente nell’omonimo “Oz”, quasi un affresco musicale in più quadri, nel trascinante “Lion Waltz”, o in “Upthere Or Elsewhere”, per la struggente voce e il violoncello solista dell’altra ospite speciale, Cristina Nadal. «Sono sempre stato attratto dalla musica, che a casa mia – racconta Coslovich – era nell’aria fin da piccolo: mio papà suonava il mandolino, e sono nipote di un editore musicale socio di Schmidl, quello dell’omonimo museo. Qualcosa, forse, mi è rimasto nel dna… E così ho iniziato a scrivere musica, in forme via via più articolate e complesse. Poi, dato che la Rai e altre realtà me ne commissionavano per documentari, sigle, jingle, ciò mi ha avvicinato gradualmente alla musica strumentale, fino alle produzioni attuali». “Oz” arriva a oltre tre anni di distanza dal precedente, “Winter Tales”: il lavoro ha subìto un notevole ritardo a causa del covid in quanto «Si è trattato di coordinare nella tempistica e logistica – prosegue Coslovich – ben 30 musicisti tra orchestrali, solisti e ospiti d’oltremanica. Questi ultimi, a proposito, promuoveranno il cd in UK». Quale giornalista, Coslovich ha avuto occasione di conoscere e intervistare diversi artisti di fama (alcuni Genesis, il figlio di John e Yoko Sean Lennon, Julia Lennon, Donovan, Vince Tempera…): «Spesso – osserva – i grandi nomi non se la tirano affatto, i veri artisti sono molto professionali e senza divismi. Tra questi, un amico e raffinato compositore, Anthony Phillips, tra i fondatori dei Genesis». Le registrazioni hanno coinvolto ben quattro studi: l’Urban Recording Studio (Casa della Musica), il 2R Produzioni Multimediali, e gli studi nel Norfolk e a Sheffield dei due ospiti inglesi. «Le mie musiche sono finite in Usa e Canada tramite Rai International – conclude l’autore triestino – e in autunno alcuni pezzi del cd verranno eseguiti a Londra».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 8 Agosto 2021