Posted on: 27 Agosto 2021 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

«Dato il luogo e il tempo sono stato un giovane estremista sciocco, stupido e di buon cuore. Non mi rinnego né mi consolo, per quello che oggi sono non posso che accettare quello che sono stato. Infinitesimale, irripetibile individualità, incrocio significante di altri tempi in questo spazio essenziale, solo un valore aggiunto»: niente di meglio che usare le sue stesse parole (tratte da “Reduce” edito da Mondadori) per descrivere un personaggio complesso come Giovanni Lindo Ferretti. Lo storico cantante e paroliere dei CCCP (e successive incarnazioni, CSI, PGR…) oggi alle 20.30 al Music in Village di Pordenone propone il concerto “A cuor contento”, un viaggio che sta intraprendendo da qualche anno in giro per la penisola e include in scaletta classici come “Mi ami?”, “Oh battagliero”, “Curami”, “Amandoti”, “Madre”, “Annarella”, “Per me lo so”, “Emilia Paranoica”, “Spara Jurij”… Lo spettacolo estivo ricalca i tour precedenti: Ferretti torna a raccontarsi con le canzoni del suo repertorio solista e quelle dei CCCP Fedeli alla Linea e CSI. Sul palco con lui: Ezio Bonicelli e Luca Alfonso Rossi, entrambi componenti degli Üstmamò, ad assicurare alle canzoni una nuova veste elettrica.

Cantante, cantautore e scrittore, l’emiliano Ferretti ha segnato la storia del punk (e non solo) made in Italy. Una storia che comincia a Berlino con l’incontro di Massimo Zamboni, con il quale nel 1982 fonda i CCCP Fedeli alla linea. Il progetto traverserà l’Italia e le capitali della nuova Europa, per sciogliersi dopo i concerti di Mosca e Leningrado con la presentazione di “Epica Etica Etnica Pathos” ma lascerà tracce indelebili. Lo stesso si può dire per il Consorzio Suonatori Indipendenti (CSI) fondato sempre con Zamboni nel ’92 e scioltosi nel 2000. Nel 2011, dopo anni di assenza, Ferretti torna con il tour “A cuor contento”, pubblicando nel 2012 il cd dal vivo “GLF in concerto, a cuor contento”. «La scelta oggi del silenzio – conclude Ferretti – dal punto di vista sociale, è un atto di arroganza e di ribellione. Nel momento in cui tutti ti chiedono di essere connesso, il fatto che tu ti disconnetta per entrare in un’altra dimensione quotidiana pare un peccato di arroganza umana».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 27 Agosto 2021