«Accidents» (New LM Records – Crotalo Ed.Musicali) è il cd di debutto dei Go Go Diablos, band nata in regione nel 2011 e composta da musicisti tutt’altro che esordienti: Simone Bertogna alla voce, Federico Spanghero (Crazy Mama, Dance On Fire, Stone Dogs, Water Echoes, Stoneface & The Hijackers, Wild Horses) alla chitarra, Mauro Tolot (Guido Toffoletti, Rudy Rotta, Mike Sponza, Maurizio Solieri, Stefano Zabeo & Tv Mama, Mick Taylor, Ian Siegal, Dana Gillespie, Bob Margolin) al basso, Carlo Bonazza (Elisa, Prozac +, Sick Tamburo, Alberto Fortis, Alan Sorrenti…) alla batteria.

«Siamo quattro musicisti uniti da una grande passione e un grande rispetto per la musica, – spiega Bonazza – suoniamo blues del ventunesimo secolo, con influenze che vanno dal rock’n’roll, country, r’n’b e british invasion all’hard rock, southern rock, blues e jazz. Nel cd, oltre noi quattro, ci sono un paio di amici: la chitarra di Stefano Zabeo su “Elusive” e le tastiere di Cristian “Noochie” Rigano su “Black Kiss” e “Champagne on ice”. Ci sono 12 brani originali e lo si può acquistare su iTunes, Amazon, sul sito della New LM Records e ai nostri concerti».

Avete molte esperienze come “turnisti”, che differenze ci sono a portare avanti un progetto vostro al 100%?

«Musicalmente parlando, la prima differenza è che suonando pezzi propri c’è più libertà in fase creativa, e suonare cose che senti tue è già un grande vantaggio, però non basta… di svantaggi ce ne sono parecchi, una band che suona musica propria ha molta più difficoltà a farsi sentire in giro, per esempio rispetto a una cover band e quindi è difficilissimo trovare i canali giusti e le situazioni live adatte».

La collaborazione dei vostri sogni?

«Tra i nostri miti viventi e probabilmente solo nei nostri sogni: Ron Wood potrebbe aggiungere qualche chitarra slide, ma anche Waddy Wachtel che oltre ad essere un gran chitarrista è un eccellente produttore».

La scena musicale regionale?

«Molto viva a livello di band, non altrettanto a livello di locali in cui suonare, soprattutto musica propria… anche se esistono un paio di eccezioni».

Vivere di musica in Italia è sempre più difficile. Cosa spinge a non mollare e quali sono gli espedienti per restare comunque a galla?

«L’amore per la musica… avere una passione nella vita, qualunque essa sia, significa comunque alimentare un sogno e questo mantiene vivi a livello emotivo e mentale. Per restare a galla a livello pratico invece è utile, almeno nel mio caso, svolgere l’attività d’insegnamento presso una scuola di musica (la Supersonic di Cervignano del Friuli)».

Prossimi progetti?

«Stiamo già registrando i demo acustici di quello che sarà il prossimo album e quest’estate selezioneremo i pezzi che ce la faranno fino al cd, poi in autunno li registreremo live in studio. Rimandiamo al nostro sito web per i dettagli www.gogodiablos.com».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 20 Aprile 2014

go go diablos 20.04.14

Elisa Russo

Elisa Russo

Si occupa di musica e spettacoli su stampa, radio, tv e web. Dal 2004 collabora con il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Spesso lavora in coppia con il fratello Ricky. The Russos hanno ideato, scritto e condotto il programma musicale “In Orbita”, in onda su Tv Capodistria (Slovenia) e su Radio Capodistria.

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