Posted on: 21 Luglio 2021 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

«Abbiamo purtroppo appreso che Enrico Rava ha cancellato tutte le date in calendario per problemi di salute tutt’ora in corso di accertamento. Siamo vicini a Enrico e fiduciosi in una sua pronta ripresa che ci consenta di ascoltare ancora la sua meravigliosa musica»: è Giancarlo Velliscig, direttore artistico di GradoJazz, ad annunciare l’impossibilità del grande jazzista nato a Trieste di essere presente questa sera. Il programma subisce così una modifica e vedrà sul palco alle 21.30 il romano Danilo Rea con lo spoletino Luciano Biondini: i due artisti si conoscono molto bene, avendo già suonato assieme, e si riuniscono all’Arena Parco delle Rose per una performance dedicata ai poeti della canzone italiana. La serata sarà aperta alle 19.30 dall’Ensemble Jazz del Conservatorio Tartini di Trieste formato dall’insegnante Giovanni Maier: Riccardo Pitacco al trombone, Gabriele De Leporini alla chitarra, Stilian Penev al piano, Primož Podobnik alla batteria.

Domani alle 19.30 c’è il giovane affermato contrabbassista toscano Michelangelo Scandroglio, e a seguire Paolo Fresu con “Heroes”, omaggio a David Bowie.

Venerdì il Tigran Hamasyan Trio presenta “The Call Within”, un viaggio epico nel mondo interiore dell’armeno Hamasyan, pianista dall’età di 3 anni, che a 18 vince il primo premio al Montreux Jazz Festival e a 21 l’autorevole premio Thelonious Monk a New York, (consegnatogli da Herbie Hancock). A precederli, gli Huun-Huur-Tu, gruppo proveniente da Tuva, regione della Siberia al confine con la Mongolia, incastonata nel cuore delle steppe dell’Asia Centrale, con i loro canti rituali che sviluppano il suono laringeo, tipico delle antiche tradizioni sciamaniche asiatiche. GradoJazz non poteva avere un evento conclusivo, sabato alle 21.30, più clamoroso di un concerto di un mito della musica: Paolo Conte porterà a Grado, con una Big Orchestra di 11 elementi, il suo “50 Years of Azzurro”, partito nel 2018 per la celebrazione dei 50 anni di “Azzurro”, il primo brano, interpretato allora da Adriano Celentano, che ha portato Conte a essere conosciuto in Italia e nel mondo.

 

Elisa Russo, Il Piccolo 21 Luglio 2021