Posted on: 1 Ottobre 2014 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

ARTISTA: FKA twigs

TITOLO: «LP 1»   

ETICHETTA: Young Turks / XL

fka twigs lp

 

Tahliah Debrett Barnett è uno dei nomi di punta del momento, per quanto riguarda la scena r&b britannica e non solo. Classe ’88, soprannominata “twigs” (ramoscelli) per la sua esile figura, ha poi preso come nome d’arte FKA twigs (dove FKA sta per “formerly known as”). Cantante, compositrice, produttrice e anche ballerina (diciassettenne compariva nei video di Kyle Minogue), FKA twigs è nata nel Gloucestershire da padre jamaicano e madre anglo spagnola, attualmente vive a Londra. Con precisione matematica nella titolazione, ha realizzato un «EP 1» nel 2012, «EP 2» nel 2013 per arrivare nel 2014 al primo album completo, che non poteva che intitolarsi «LP 1» (Young Turks / XL). Recensito con entusiasmo pressoché ovunque, il 10 settembre è stato anche incluso tra i 12 dischi in lista per il Mercury Prize, come album inglese dell’anno. “Un album enorme, monumentale. Che si prende un rischio che pochi artisti pop e pochi artisti sperimentali sono disposti a prendersi”: scrive Pitchfork.

Tra r&b e trip hop, tra pop classico e avanguardia, tra sperimentazione elettronica e beat hip hop, un uso massiccio di riverberi ed una voce suadente (ma che sa essere anche potente): quello che colpisce di FKA twigs è il risultato estremamente originale ottenuto miscelando stili già sviscerati in lungo e in largo da illustri colleghi. I primi album di Tricky, i Portishead, i Massive Attack – insomma il suono di Bristol rivisitato in chiave attuale – certe atmosfere alla Björk che a momenti osano spingersi nei territori pop di Madonna e Beyoncé. E ancora: i Grimes, Aaliyah, Kate Bush, The XX, The Knife, James Blake… I paralleli sono tanti anche se la cantautrice se ne offenderebbe (ha dichiarato in un’intervista: “Non ho mai creduto in questo tipo di correlazioni: mancano di immaginazione”).

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Diversi i produttori coinvolti: Arca, Devonté Hynes, Clams Casino, Emile Haynie (che ha lavorato con Eminem, Lana Del Rey, Kanye West), Sampha, Paul Epworth (Adele, Coldplay, the Rapture).

Il primo brano, «Preface» si apre con una citazione da un sonetto del poeta Sir Thomas Wyatt: “I love another, and thus I hate myself” (amo un altro e quindi odio me stesso). Il leitmotiv dell’album è la frustrazione esistenziale in senso lato ed in particolare quella legata alla sfera amorosa. Desiderio inappagato, lotta di ruoli tra dominante e sottomesso, delusione, passione: un tormento bruciante dopo l’altro, dove l’unico balsamo sembra essere la voce della bella twigs che angustia ma poi culla, scuote ma poi accarezza. 

Una visione futuristica della musica pop, con una creazione di paesaggi sonori da film e strutture di canzoni uniche, con una cura dei dettagli notevole, a cui FKA twigs – tiene a precisarlo – ha partecipato in ogni fase, anche quella produttiva (“Su questo disco non è stato fatto nulla in mia assenza”).

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ARTISTA: Ryan Adams

TITOLO: s/t

ETICHETTA: Sony

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Album in studio numero 14 per Ryan Adams (s/t, Sony), un traguardo non da poco per il cantautore e chitarrista statunitense che compirà quarant’anni questo 5 novembre e quindi conta una carriera decisamente intensa e prolifica. Discontinua, come sottolineano i più, dato che non sarebbe stato semplice inanellare 14 capolavori uno dopo l’altro. Questo nuovo capitolo della sua carriera è sicuramente uno di quelli da leggere. Un bersaglio centrato, con un album più rock rispetto al precedente (acustico) “Ashes & Fire” del 2011. La gestazione è stata più lunga proprio perché Adams non era convinto dei primi risultati ottenuti dalle registrazioni. Ciò l’ha portato poi a farsi carico anche del ruolo produttivo, lavorando nel suo studio analogico casalingo PAX AM coadiuvato da Mike Viola (anche componente della band). “Gimme Something Good”, primo singolo estratto è un brano pressoché perfetto, “Kim” struggente a dir poco, “Trouble” e “Am I Safe” in puro stile Tom Petty, “My Wrecking Ball” una gran ballata. Un disco consigliato agli amanti del classic rock americano. Solido, elettrico e scuro.

 

Elisa Russo, Il Piccolo 01 ottobre 2014

 

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