Posted on: 12 Maggio 2008 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

AFTERHOURS «I milanesi ammazzano il sabato» (Universal)

THE NIRO s/t (Universal)

LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA «Canzoni da spiaggia deturpata» (La Tempesta/Venus)

 

Ritornano gli Afterhours con «I milanesi ammazzano il sabato» (Universal), come il titolo di un romanzo di Scerbanenco. Il sottotitolo è: «14 ricette di quotidiana macabra felicità». La band di Manuel Agnelli si è guadagnata in patria uno status di rispettabilità indiscutibile. Verrebbe da unirsi al coro unanime e parlarne bene di default. Ma ascolti ripetuti del loro nuovo cd lasciano qualche perplessità. Certo è un lavoro maturo, adulto. Ma anche ostico e difficile. Tanti fiati, percussioni, cori, melodie, cambi di genere. Una band compatta, ospiti eccellenti come Greg Dulli, Brian Ritchie (Violent Femmes), John Parish e Cesare Malfatti (La Crus). Temi dominanti: mediocrità, vita di famiglia, invecchiamento, favole e cinismo. Il rock può invecchiare dignitosamente? Dei padri di famiglia possono essere ancora dei rockers convincenti? Forse la risposta si cela in un pezzo come «È dura essere Silvan» (sì proprio il mago, che sorride con “un parrucchino al cuore”).

Rincuora sapere che nuovi e freschi talenti si affacciano sul panorama della musica italiana. Due nomi da tenere d’occhio: The Niro e Le Luci Della Centrale Elettrica.

The Niro, ovvero Davide Combusti è un ventinovenne romano; musicista, cantante e compositore che aveva già un curriculum da paura prima dell’uscita di questo omonimo debutto su Universal. Per esempio aveva aperto i concerti di Amy Winehouse e Deep Purple ed il manager dei Radiohead l’aveva voluto nel progetto «Anti Atlas». È stato l’artista di chiusura del primo maggio in piazza a Roma. Ha una voce da brivido sulla scia di Nick Drake, Tim Buckley, Elliott Smith. A tratti ricorda anche band come Radiohead e Muse. Sicuramente uno dei nomi più esportabili all’estero (è prevista una distribuzione mondiale del suo cd).

Dietro il moniker Le Luci Della Centrale Elettrica si cela il ventiquattrenne ferrarese Vasco Brondi, folgorato da De André, Ciampi, CCCP, Pazienza, Tondelli, Rino Gaetano, Massimo Volume. È uscito «Canzoni da spiaggia deturpata» (La Tempesta/Venus), o come scrive lui stesso: «È fuoriuscito il disco, nei pochi negozi di dischi sopravvissuti e ordinabile dal sito de La Tempesta». Intelligente, ironico, crudele e poetico come nessun altro in circolazione al momento.

Elisa Russo, Il Piccolo 12 Maggio 2008