Posted on: 17 Settembre 2011 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

Artista: Red Hot Chili Peppers
Titolo: «I’m with You»
Etichetta: Warner Bros

Dopo qualche anno di pausa e un po’ di crisi, riecco in pista i Red Hot Chili Peppers, con un disco destinato a vendere parecchio e a riempire gli stadi (e i palinsesti radio). «I’m with You» è il titolo rassicurante (“sono con te/con voi”) per questo decimo capitolo della band californiana. A produrlo, un nome che è una garanzia: il barbuto Rick Rubin. A preoccupare, è la ri-uscita dal gruppo di John Frusciante. Chitarrista, anima e talento compositivo: la sua presenza/assenza ha fatto la differenza nella storia della band. Ma il trio Kiedis, Flea, Smith è troppo compatto per farsi scalfire dagli allontanamenti di Frusciante, ed ecco assoldato il giovane Josh Klinghoffer. Ne viene fuori un album molto vario, in cui si va dal tipico brano alla Red Hot (il singolo “The Adventures of Rain Dance Maggie”) ad episodi funky con accenni psichedelici come “Monarchy of Roses”, al gusto agrodolce della ballata “Brendan’s Death”, fino alla sperimentale “Even You, Brutus?”. Talmente tanta roba, da indurre la sensazione di una valigia troppo piena per essere chiusa. Senza togliere qualcosa, non si parte.

Artista: The Rapture
Titolo: «In The Grace Of Your Love»
Etichetta: DFA

I newyorchesi The Rapture, gruppo simbolo del moderno punk-funk, hanno appena pubblicato, per l’etichetta culto DFA di James Murphy e Tim Goldsworthy (sia negli store digitali, sia in copia fisica: cd e doppio vinile per gli ascoltatori più romantici…), il loro nuovo album«In The Grace Of Your Love»: 11 canzoni prodotte dal francese Philippe Zdar (Cassius, Phoenix, Beastie Boys, Chromeo), in cui le ritmiche dance si uniscono alle chitarre elettriche, tra citazioni new wave e post-punk, slanci rock’n’roll, aperture (white) soul e un mood generale piuttosto malinconico.

La band americana presenterà dal vivo il nuovo disco il 7 novembre ai Magazzini Generali di Milano, in quella che è l’unica data italiana.

Dopo la parentesi sfortunata su major, «Pieces Of The People We Love» (2006), i Rapture rientrati in DFA sembrano aver ritrovato la retta via: quella che li portò alla realizzazione dell’acclamato debutto nel 2003, «Echoes», considerato un classico degli anni zero, grazie anche al singolo bomba «House Of Jealous Lovers».

Anche «In The Grace Of Your Love» contiene un singolo trainante, destinato a restare negli annali e sicuramente da considerare una delle canzoni più intense del 2011: «How Deep Is Your Love?» (nessun legame con i Bee Gees…). Per citare un’autorità assoluta in materia come Christian Zingales, dal mensile Blow Up: «una trascendentale sinfonia di battente piano-house, tamburini, vampate basse, con un cantato spasmodico che prima è perso in fragili “let me hear that song” e poi irrompe orgasmicamente nel dramma finale con gli “how deep is your love?” a diventare preghiera dolorosa, incendiata da un bollente sax free. Senza mezzi termini, una delle più grandi fusioni tra rock e house».

Nessuna delle altre tracce dell’album è all’altezza del primo singolo così straordinario, ma nel nuovo lavoro discografico dei Rapture si percepisce un’urgenza espressiva, che manca troppo spesso nei dischi contemporanei.

L’immagine di copertina, una foto del padre di Luke Jenner (il cantante della band) in versione surfista che sembra camminare sull’acqua, è molto significativa ed è stata scelta per la più pura delle ragioni: «Ho perso mia madre per malattia mentale seguita da suicidio quattro anni fa – spiega Jenner -. Volevo manifestare l’amore per mio padre, finché è ancora su questa terra».

Il cuore, l’anima e l’onestà intellettuale, continuano ad essere questi gli ingredienti che fanno la differenza, in un’epoca in cui è davvero difficile inventarsi qualcosa di nuovo.

Come ha scritto il critico musicale Simon Reynolds nel suo ultimo libro fresco di stampa, «Retromania» (ISBN edizioni): «Non è successo davvero nulla di sostanziale da quando internet è diventata una forza dominante all’interno della cultura musicale. Ecco il paradosso della cultura digitale: velocità e immobilismo convivono».

Anche i Rapture non propongono niente di innovativo, ma il loro «In The Grace Of Your Love», nella sua umana imperfezione, riesce ad emozionare in maniera autentica.


Il Piccolo, Elisa e Ricky Russo 16 Settembre 2011