Posted on: 1 Agosto 2015 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

ARTISTA: Flavio Giurato

TITOLO: «La scomparsa di Majorana»

«Ma è il fratello…?». Non che abbia qualche rilevanza musicale ma togliamoci subito il pensiero: «Sì, è il fratello del Luca giornalista televisivo». E in effetti è fratello anche di Blasco, direttore della fotografia (con Tornatore in «Nuovo Cinema Paradiso»). Flavio Giurato, cantautore romano, classe ’49, straordinario e sensibile compositore ed interprete, dopo aver inciso tra il 1978 e il 1984 tre dischi importanti ed innovativi, ma non premiati dal mercato, è scomparso dalla scena musicale e si è dedicato, come autore e regista, a cinema e televisione. Ma quello con la musica non è un amore che può finire con una separazione. Il silenzio discografico è rotto nel 2007 con “Il Manuale del cantautore”: “Sono ritornato/ ero scomparso ma non ero morto e mi hanno ritrovato/ sono vivo e voglio progettare motori” cantava ne “L’Ufficialino”. E con il nuovo «La scomparsa di Majorana» (un capolavoro, definito da Zingales su Blow Up “un disco che in futuro sarà adorato come un monolite sacro”) torna in primo piano un tema che gli sta evidentemente a cuore: “La possibilità di scomparire, l’opzione di non esserci più volontariamente. Il cambio di identità, il programmato suicidio del talento. Majorana come una chiave usb infilata nel racconto dell’Italia di oggi: si può inserire, si può espellere, l’importante è farlo in cuffia”.

Disco manifesto e apologia della musica organica garantita senza B.P.M. Album dedicato soprattutto alla grande ricerca degli armonici, il più ambizioso dei segreti del suono. La tastiera che si sente accompagnare le chitarre non esiste: quel suono è creato spontaneamente dagli armonici. Dieci tracce per un lavoro pensato come un album analogico e rigorosamente destinato ad un ascolto in cuffia che possa ricreare le complesse atmosfere dello splendido isolamento nel Val d’Arno, dove è stato registrato da Andrea Cozzolino con la produzione artistica di Piero Tievoli. Il titolo è preso dall’omonimo libro di Sciascia, la fascinazione per l’argomento è stata alimentata in Giurato anche dal “Cercando Majorana” di Klein Etienne. “Los Alamos” apre il disco come un sussurro che esplode negli arpeggi di “Sidi Bel Abbès”, solo nel terzo brano “Italia Italia” compare la voce di Giurato, “Tres Nuraghes” è un viaggio in Sardegna, “La scomparsa di Majorana” fantastica sulla misteriosa vicenda del fisico Ettore.

“In caso di cura” si ispira ad un’esperienza di Giurato come musicoterapeuta, dopo un anno il contratto non gli fu rinnovato e a tal proposito ricorda: “In quel momento è successo che mi hanno chiamato per un concerto a Trieste nel teatro del manicomio dove ha lavorato Basaglia, e l’ho visto come un segno”.

“La grande distribuzione” chiude l’album e sembra metterci un punto fermo, un brano di quasi dieci minuti intensi, un racconto struggente e anche ironico dei tempi moderni.

Elisa Russo, Il Piccolo 31 Luglio 2015

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