Posted on: 18 Dicembre 2012 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

 

ARTISTA: Neurosis

TITOLO «Honor Found in Decay»

ETICHETTA: Neurot/Goodfellas

 

«Honor Found in Decay» (Neurot/Goodfellas) è il decimo album in studio per i Neurosis, la band californiana che da sempre si muove con apertura nei territori del (post) metal, con immersioni nell’hardcore, industrial, doom, dark ambient, psichedelia e folk. Ben cinque anni sono passati dal precedente «Given To The Rising», anni riempiti da ciascun componente della band con vari progetti musicali collaterali ai Neurosis. Il brano di apertura «We All Rage in Gold» è un’illustrazione sonica di quanto profondamente questi side-project siano entrati nel disco, in particolar modo le carriere soliste dei cantanti/chitarristi Steve Von Till e Scott Kelly.

«Si dice che la grande arte abbia il potere di condurci fuori da noi stessi riportandoci più vicini a noi stessi al contempo. Poche band hanno portato a compimento in maniera così rara e profonda questo intento. Per tre decenni, la loro musica ha toccato i cuori e le menti degli ascoltatori che cercavano un contatto con qualcosa che fosse al di là del mondo fisico, qualcosa di intangibile, qualcosa che esprimesse il tumulto interiore della condizione umana», si legge nelle note di presentazione a questo nuovo lavoro. Musica ultraterrena, dunque: «oltre lo spazio e il tempo. Qualcosa che non si limiti a sollevare domande ma che suggerisca anche risposte». Premesse che creano aspettative alte attorno alle sette tracce che compongono «Honor Found in Decay». L’onore trovato nella decadenza, ovvero: nei momenti di crisi, personale o mondiale che sia, bisogna guardarsi dentro e ritrovare il valore delle cose semplici e limpide come la sincerità e l’onore. «Nessuna dichiarazione politica. È qualcosa di legato direttamente all’essenza delle persone che se dicono di stare dalla tua parte ci stanno per davvero. Non importa a che prezzo», dichiara Von Till in un’intervista a Guglielmi del Mucchio. È il quinto disco dei Neurosis prodotto da Steve Albini, scarno e preciso. Le differenze dai precedenti album sono il ruolo di primo piano concesso alle tastiere e ai sampler di Noah Landis e all’indugiare più a lungo nei rallentamenti prima delle esplosioni feroci. Strutture più complicate che si perdono nelle vie tortuose del folk psichedelico e dell’oscura americana rendono necessario qualche ascolto in più, prima di entrare davvero in questo album colossale. Per chi è alla ricerca di qualcosa di più semplice e diretto, da segnalare anche l’uscita di «The Forgiven Ghost in me» (My Proud Mountain/Self) terzo album solista del co-leader dei Neurosis Scott Kelly. Kelly si mette a nudo, con ballate di redenzione, convalescenza e guarigione. Con una voce profonda e testi crudi, il co-fondatore dei Neurosis ribadisce il suo senso di onore e pulizia anche nel suo progetto solista: «Ho lavato il sangue dalle mie mani/ e ho perdonato me stesso, nell’anima».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 12 Dicembre 2012