«Il ringraziamento assoluto va a Trieste, per la sua bellezza, il suo fascino malinconico e perché si trova al confine di diversi mondi e culture. È lei il vero motore di questo romanzo illustrato», scrive il “professore del fumetto” Otto Gabos nel nuovo volume «Complici del vento» (Pelledoca, pagg 128, euro 18). Un libro fra mistero e avventura rivolto ai ragazzi tra gli 11 e i 14 anni, che verrà presentato in anteprima venerdì alle 18 alla Libreria Ubik di Piazza della Borsa; l’autore, che quest’anno ha ricevuto il premio Andersen per la miglior collana (Libri Volanti), porterà delle tavole originali e sarà introdotto da Corrado Premuda, ci sarà anche Luca Panzeri di Pelledoca.

«Trieste è un mio amore antico – spiega Mario Rivelli, in arte Otto Gabos, nato a Cagliari nel ’62 –. Perché anch’io vengo da una città di mare, perché è una città di confine e incarna la Mitteleuropa. L’ho visitata più volte e l’estate scorsa sono stato ospite del Lunatico Festival. Mi sono reso conto che, soprattutto nel settore ragazzi, non ci fosse molto con questa ambientazione, a parte i fumetti di Vanna Vinci. Quest’estate sono tornato, ho intrapreso un pellegrinaggio urbano fatto di grandi camminate, prendendo appunti, addentrandomi nei vicoli, cercando di mettermi nei panni dei protagonisti del libro, è stato molto bello. Ho scelto Trieste per un atto d’amore». Trieste non è solo cornice, ma ha un ruolo nella storia raccontata, un’infinita partita a scacchi tra Fausto Crea e Bruno Berg, due studiosi appassionati dei mille misteri triestini, in cui si trova coinvolta Arcangela, ragazzina curiosa e amante dei libri. Compaiono così Massimiliano e Carlotta, i soldati asburgici, il Museo Revoltella, San Giusto, Piazza Barbacan, Via S. Anastasio, la Casa del Fauno al 25 di Via Commerciale…: «La città non è uno sfondo – continua Gabos – ma è un personaggio a tutti gli effetti. Di Piazza Barbacan ricordavo “Nonsololibri” del signor Fontana, non sapevo non ci fosse più e mi sono ritrovato lì a bere spritz…». Il finale è aperto, tanto da rendere possibile uno sviluppo futuro. “Molto spesso quello che faccio coincide anche con quello che sono”, scrive l’autore nelle sue note biografiche: «È un po’ una “maledizione” – commenta –. Ci sono lavori che non riesci a mettere da parte quando torni a casa, per chi opera con le discipline artistiche è così. Per questo tanti anni fa inventai il nickname Otto Gabos, forse per dare una distinzione che alla fine è fallita, faccio fatica a staccare e vivo la vita con una lente deformante». Da molti anni abita a Bologna: «Qui c’era il Dams – ricorda – e diventava la scusa ufficiale per il trasferimento. Era la capitale del fumetto, conobbi di striscio anche Andrea Pazienza, ero molto attratto dal fatto che qui ci fossero i “Valvolinici” Igort, Lorenzo Mattotti, Daniele Brolli, Marcello Jori che coniugavano il fumetto con le avanguardie artistiche del primo Novecento e poi la musica new wave e l’elettronica. Ci siamo trovati per una serie di coincidenze meravigliose alla scuola di fumetto Zio Feininger (dove insegnavano Pazienza, Magnus, Mattotti…), tra gli allievi c’erano tanti che avrebbero proseguito: Stefano Ricci, Menotti, Catenacci, Davide Toffolo, Francesca Ghermandi, Leila Marzocchi… siamo diventati amici e siamo diventati la nuova generazione. Cosa rimane oggi? Restiamo noi bacucchi, ma ognuno per i fatti suoi. Si sta creando però una nuova scena, grazie anche al nostro corso di fumetti e illustrazione all’Accademia delle Belle Arti che è diventato un punto di contatto e di ritrovo, lo spirito è cambiato ma c’è una ripresa». Alla fine di “Complici del vento” cita gli ascolti che lo hanno accompagnato (David Bowie, Paul Weller, R.e.m., James Blake, Nina Simone…): «La musica mi ha salvato la vita da ragazzino – conclude – la scena punk e new wave l’ho beccata al momento giusto e mi ha illuminato. Compagna fedelissima, a volte la scelgo apposta in base al libro su cui sto lavorando, diventa fonte di ispirazione».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 25 ottobre 2018
Otto Gabos Il Piccolo

 

Elisa Russo

Elisa Russo

Si occupa di musica e spettacoli su stampa, radio, tv e web. Dal 2004 collabora con il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Spesso lavora in coppia con il fratello Ricky. The Russos hanno ideato, scritto e condotto il programma musicale “In Orbita”, in onda su Tv Capodistria (Slovenia) e su Radio Capodistria.
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