«Scriviamo canzoni per la festa: l’energia e il groove sono le cose più importanti». Gli inglesi Animanz sono in concerto al Miela sabato alle 21.30 assieme alla cantante argentina – congolese Juanita Euka, nipote del chitarrista Franco Luambo; interprete di grande impatto, canta in inglese, spagnolo e francese. La band nasce nel 2013 dal chitarrista Max Rodriguez con Joshua Brandler (basso) e Marc Goymour (tastiere), in pochi anni cresce accogliendo artisti e ospiti da tutto il mondo, sviluppando un ritmo travolgente. Il frutto della collaborazione con Euka è l’uscita del nuovo album “Exotic Other”, un viaggio dinamico attraverso un mix di funk, sapori di rumba, cumbia e merengue ma con un atteggiamento punk dall’energia elettrica. «Suoniamo in Italia per la prima volta – raccontano gli Animanz – a Londra ci è capitato spesso di suonare con musicisti italiani e speriamo il pubblico del vostro paese sia pazzo per la musica come lo erano loro».

La vostra storia?

«Abbiamo debuttato come un quartetto di genere “thrash funk” e ci chiamavamo… Porno. Abbiamo ottenuto un ingaggio come band resident in un club di Londra e lì abbiamo avuto la possibilità di suonare con musicisti di tutto il mondo: il nostro suono è cambiato e a quel punto anche il nome della band».

Siete diventati quindi Animanz. E la collaborazione con Juanita?

«Dovevamo suonare di supporto ai Wara (fautori di grande sound latino a Londra) e lei era la cantante. Vedendola sul palco abbiamo capito subito che era la fiamma che volevamo alla voce del nostro primo disco».

Come mai avete intitolato l’album “Exotic Other”?

«Gli Animanz sono gli outsider della scena musicale; ”L’altro esotico” è un’espressione presa dall’antropologia, c’è dietro l’idea della brama per un’altra esistenza diversa dalla propria, senza comprendere l’impossibilità di viverla».

Il vostro genere?

«Il suono cambia a seconda di come ci sentiamo e di quello che ascoltiamo. Nella band siamo tutti autori e di conseguenza le influenze sono molto varie. Con “Exotic Other” volevamo creare qualcosa di selvaggio, retrò, futuristico, esotico e industriale».

Il concerto al Miela cosa lascerà al pubblico?

«Più energia del Big Bang. Molta danza e una sensazione di fusione con l’universo. Quasi come i postumi di una sbornia».

Le più grandi soddisfazioni finora?

«Firmare per l’etichetta Tru Thoughts records nel 2018 e suonare al Carnevale di Notting Hill nel 2017».

I piani per il futuro?

«Musica in abbondanza. Un nuovo ep, un nuovo album».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 4 Maggio 2019

animanz

Elisa Russo

Elisa Russo

Si occupa di musica e spettacoli su stampa, radio, tv e web. Dal 2004 collabora con il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Spesso lavora in coppia con il fratello Ricky. The Russos hanno ideato, scritto e condotto il programma musicale “In Orbita”, in onda su Tv Capodistria (Slovenia) e su Radio Capodistria.
Close