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A sei anni di distanza dal precedente “Combo”, tornano i Bluebeaters con un nuovo album, “Everybody Knows”, che uscirà il 13 aprile in contemporanea in tutta Europa, in Giappone ed in Nord America, anticipato dal primo singolo estratto “Roll with it”. L’album sarà presentato in anteprima dal vivo all’Etnoblog di Trieste (seconda data del tour, partito da Roma) venerdì alle 22.30. Racconta il batterista Ferdinando Masi: «Abbiamo suonato alla Barcolana diversi anni fa. Ci eravamo fatti anche dei giri in barca, oltre che nelle vie di Trieste. Siamo contenti di tornarci perché non è una tappa che fai in tutti i tour, anzi capita raramente».

“Everybody Knows”, registrato a Torino all’Andromeda Studio di Max Casacci (Subsonica), esce per la Record Kicks, etichetta italiana cult per gli appassionati di sonorità black. Spiega Masi: «Ci siamo legati ad un appassionato di musica: Nick, titolare dell’etichetta, lavora con grande passione. Con lui abbiamo deciso di portare il progetto anche all’estero, cosa che in vent’anni di Bluebeaters non avevamo fatto. Cercheremo di andare un po’ oltre ai confini nazionali, la Kicks è un’etichetta milanese che però lavora molto con l’estero, di gruppi italiani ha noi ed i Calibro 35».

Più che un cambio di rotta si può parlare di un back to the roots, di un recupero degli stimoli iniziali che avevano fatto nascere la band e ad un ritorno alla formazione originale a cui, dopo la separazione da Giuliano Palma, si è aggiunto Pat Cosmo alla voce.

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La scelta delle cover spazia da classici blue beat e ska come “Somebody has stolen my girl” o “True Confession” a brani scelti tra generi molto diversi, a partire da “Roll with it” degli Oasis, passando per “Toxic” di Britney Spears, per “Hungry Heart” di Bruce Springsteen fino ad arrivare a “La mia geisha” di Luigi Tenco. Continua lo storico batterista di Casino Royale e Bluebeaters: «Il titolo prende ispirazione da “Everybody Knows This is Nowhere” di Neil Young. Ci sono pezzi che vengono dalla tradizione jamaicana che già dai tempi dei Casino Royale avevamo conosciuto attraverso la cassetta di “Caribb Roots – Super Ska” compilata da Gaz Mayall che raccoglieva perle introvabili di ska e blue beat anni ‘60. C’erano un sacco di pezzi che poi nei dischi stiamo rifacendo un po’ alla volta. Quindi ci sono brani “old” di tradizione jamaicana come “I don’t know” (The Blues Busters), “True Confession” (Brooke Benton) e “Somebody Has Stolen My Girl” (Delroy Wilson). Poi però c’è un pezzo di Neil Young, uno dei Kraftwerk quindi ci sono varie epoche e generi rivisitati con il nostro suono, che si rifà un po’ a quello degli Skatalites del ’63-64. L’ultimo brano è una cover di Tenco, unico in italiano. L’abbiamo messo come possibile sviluppo per il futuro: stiamo già scrivendo cose da un po’ di tempo con artisti della scena italiana, brani originali. Sarà un rinnovamento». Sull’abbandono di Giuliano Palma racconta:

«Nel ’94 siamo partiti con uno spirito, nel ’99 abbiamo fatto il primo disco che racchiudeva questo spirito di gruppo anche se c’era un cantante in primo piano, poi il progetto è diventato più “Giuliano-centrico” perché lui voleva fare una carriera solista e negli anni (18 passati con lui) piano piano ha cercato di sviluppare questa cosa. Noi abbiamo puntato sul collettivo, sulla band. Il pubblico è un po’ cambiato, ma abbiamo un entusiasmo rinnovato perché siamo ripartiti con persone che fanno parte del nostro entourage da anni, con lo spirito da band e non da cantante con backing band».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 3 Aprile 2015

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Elisa Russo

Elisa Russo

Si occupa di musica e spettacoli su stampa, radio, tv e web. Dal 2004 collabora con il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Spesso lavora in coppia con il fratello Ricky. The Russos hanno ideato, scritto e condotto il programma musicale “In Orbita”, in onda su Tv Capodistria (Slovenia) e su Radio Capodistria.
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