Band di punta del rap italiano, il Colle Der Fomento si forma a Roma nel 1994 dall’incontro di Masito e Danno con Ice One, tra il 1996 e il 2007 realizzano tre pietre miliari dell’hip hop: “Odio pieno”, “Scienza doppia H”, “Anima e ghiaccio”; condividono il palco con Fugees, Dj Kool Herc, De La Soul, Wu-Tang Clan, Busta Rhymes. Si dedicano a tanti progetti: Masito è writer/grafico, Danno ha lavorato anche in Rai per la trasmissione di Santoro, è conduttore radio di “Welcome 2 the jungle” e nel 2016 ha girato il documentario “Digging New York” dedicato alla ricerca delle radici dell’hip hop. «In 25 anni saremo passati a Trieste solo un paio di volte, siamo contenti di tornare in una città così bella» – afferma Masito, che sabato alle 23 sarà con la metà artistica Danno e Dj Baro alla Casa delle Culture di Via Orlandini, preceduti alle 22 da Dee Jay Park e Toto Nasty e seguiti da dj Color. «Con noi ci sarà anche Alien Dee – continua il rapper romano – che è campione nazionale di beatbox e aggiunge una componente live notevole».

Ha dichiarato: “il concerto è una rivincita con la vita”. Cosa intende?

«È una cosa molto personale, vengo dal basso, ho sempre fatto lavori umili per poter far musica, dal manovale all’edilizia, quindi per anni – e anche adesso che quei lavori non li faccio più – il punto non è il successo, le foto con i fan… la rivincita è che la mia voce interessa e arriva alla gente, è una vittoria ogni volta che salgo sul palco».

“Né per stile, né per fama né denaro”, citandovi.

«Esatto. Per me stesso».

Sabato il vostro ultimo album “Adversus” compie un anno. Un disco che si è fatto attendere ben 11 anni. C’è anche un documentario che ne racconta la storia: dove lo si può vedere?

«”Per tutto questo tempo” è stato presentato nelle principali città italiane, parliamo delle nostre storie, spieghiamo traccia per traccia tutto il disco e volevamo stare davanti alle persone che lo vedevano, rispondere alle loro domande: abbiamo scelto questa formula anziché i firmacopie negli store. Ora è passato un anno e a breve vogliamo metterlo a disposizione di tutti su YouTube».

Oltre ai testi, “Adversus” è curatissimo nei suoni, c’è il rock, il blues, il jazz, Roy Paci ai fiati in “Polvere”…

«Dj Craim (dj di Kaos One), ci ha fatto quasi tutte le basi. Mentre il rap diventa sempre più elettronico – per un problema di campioni usa suoni da discoteca anni ’90 – noi invece siamo voluti andare verso la musica che ascoltiamo tutti i giorni, il soul, il funk, la bossanova, il reggae, il rock».

Anche i cantautori?

«Siamo in fissa per Paolo Conte, Vinicio Capossela, Lucio Dalla, Piero Ciampi, Rino Gaetano ma abbiamo sempre ascoltato anche Vasco Rossi».

I testi sono universali. Avete dichiarato: “non faremo mai un testo su Salvini, casomai sulla tipologia di persone che lo votano”.

«Non è il politico di turno che crea il problema, il problema più grave è nella società, lo vedi nella strada. Le persone abbracciano ideologie senza capirci nulla, in un inutile parlare da bar, con cattiveria verso il prossimo, odio verso gli extracomunitari (anni fa era la gente del Sud). In Italia ci sono cose che avvelenano, e a noi non piacciono».

“Il cielo su Roma” del ’99 è una delle vostre hit. Che momento sta passando la capitale?

«Quello che vediamo oggi, non l’abbiamo visto mai. Il degrado delle strade, la cattiveria della gente, la criminalità; ogni giorno si torna sempre più indietro. E noi siamo a disagio, la città ti trasmette il suo stato d’animo».

Elisa Russo, Il Piccolo 16 Novembre 2019 

Colle Der Fomento

Elisa Russo

Elisa Russo

Si occupa di musica e spettacoli su stampa, radio, tv e web. Dal 2004 collabora con il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Spesso lavora in coppia con il fratello Ricky. The Russos hanno ideato, scritto e condotto il programma musicale “In Orbita”, in onda su Tv Capodistria (Slovenia) e su Radio Capodistria.
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