Posted on: 28 Giugno 2017 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

Unica data estiva in regione per il vincitore dell’ultimo Sanremo: Francesco Gabbani sarà all’Arena Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro venerdì 7 luglio alle 21.30; i biglietti della serata organizzata dalla città di Lignano Sabbiadoro e Zenit srl sono ancora disponibili sul circuito Ticketone. In apertura i Paper Rose.

Trionfatore assoluto del 67° Festival di Sanremo, il cantautore originario di Carrara presenta “Magellano”, il suo album uscito ad aprile che contiene il singolo sanremese “Occidentali’s Karma”, vero e proprio tormentone, da settimane in vetta alle classifiche, ora triplo platino e quasi 140 milioni di views su YouTube.

Gabbani, che concerto propone a Lignano?

«Uno show senza tanti fronzoli ed effetti speciali, molto sincero, all’insegna della spontaneità, concentrato sull’essenza della musica e delle canzoni. Lo definirei quasi rock’n’roll. Io e la mia band suoniamo le canzoni dell’ultimo disco, del precedente e di quello che è stato il mio esordio discografico come solista. Mi alterno in maniera divertita tra l’essere un po’ performer, ballo, mi muovo e cerco di essere il più coinvolgente possibile e dall’altra parte faccio vedere la parte di Francesco Gabbani che è più musicista, suono la chitarra e anche altri strumenti».

Ad un certo punto arriva una canzone (nel suo caso “Occidentali’s Karma”) che svolta una carriera. Come se lo spiega?

«Non ho ben chiaro quale sia il meccanismo, anche perché se conoscessi la formula per fare i tormentoni la applicherei a qualsiasi canzone. Credo sia una somma di piccole componenti che fanno sì che una canzone possa essere ascoltata da più persone, il momento storico giusto, la voglia di ascoltare quel tipo di contenuto, l’esposizione giusta, ci sono tanti motivi…».

Anche il singolo estivo “Tra le Granite e le Granate” è ora disco d’oro e l’album sta andando bene nel suo complesso.

«Ai vertici delle classifiche radiofoniche… Diciamo che quest’anno la congiunzione astrale è stata molto positiva sul mio progetto. La mia proposta artistica non si ferma alla performance sanremese con la scimmia, fortunatamente ho tante altre cose da dire».

I suoi brani hanno due livelli di lettura.

«Questo porta ad una trasversalità di pubblico, il mio intento è di proporre una profonda leggerezza, c’è chi coglie la profondità e chi la leggerezza ma mi sta bene così. Credo che la musica sia prima di tutto condivisione. Se a qualcuno arriva solo la parte divertente mi sta bene comunque».

Quando incontra i fan cosa le dicono?

«I complimenti che mi stupiscono di più sono quelli che vanno oltre la mia proposta musicale, il pubblico è attratto anche dalla persona, apprezza il fatto che io sia spontaneo, che – in parole povere – non me la tiro».

Guardandosi indietro come vede ora la sua lunga gavetta?

«Sono molto contento di averla fatta, ne ho un ricordo bellissimo. Quando tu fai le tue cose e rimangono nella tua dimensione, non succede niente a livello mediatico, impari a godere di quello che fai senza aspettarti delle reazioni particolari. E questo è molto importante per prendere consapevolezza di sé ed aumentare il significato di quello che si fa. Devo molto al percorso che ho fatto, alle porte che ho preso in faccia e alle volte che non ho azzeccato un canestro».
Arriva da una famiglia musicale: suo papà, suo fratello che ora suona con lei, ha respirato la musica fin da piccolo?

«Controbilanciata dal fatto che mia madre non era musicista e non aveva una grande passione per la musica. Quindi da una parte c’era la musica e dall’altra i valori più pragmatici, più realistici sul senso di responsabilità e di posizionamento sociale. Chi fa musica ha un approccio abbastanza sognante alla vita e la componente di mia madre mi ha sempre tenuto anche con i piedi per terra».

Serve sempre una donna che riporti dagli aquiloni ai piedi per terra!

«Le donne sono la salvezza dell’umanità».

Nelle sue canzoni critica spesso gli opinionisti da web/complottisti/tuttologi.

«Seguo i social nei limiti di necessità di utilizzo, probabilmente se facessi un altro lavoro non so quanto frequenterei il web. Credo che ad oggi sia uno degli strumenti di comunicazione più liberi, dove però si lascia anche libertà di espressione a dei soggetti che non sarebbero nelle condizioni di poter esprimere dei giudizi e parlo anche dei famosi haters, però credo che questo faccia un po’ parte della nostra era, purtroppo. Se un artista frequenta troppo e segue assiduamente, poi succede che su dieci commenti positivi poi ti fossilizzi su uno negativo e diventa difficile avere una visione oggettiva di quello che la gente pensa. Si assiste spesso ad una cattiveria innata e gratuita che è inspiegabile umanamente parlando».

Ha pubblicato una foto con Fabri Fibra e Tommaso di Thegiornalisti. Collaborazione in vista?

«Era un backstage a Roma, ci siamo incontrati perché condividevamo la serata. Siamo compagni di classifica, loro con “Pamplona” primi, io secondo: ce la giochiamo un po’».

Con chi le piacerebbe collaborare?

«Con Franco Battiato per amore personale, fonte di ispirazione importante».

La polemica con Manuel Agnelli: fomentata o reale?

«Forse alimentata dai giornali. È stato chiesto ad Agnelli un parere su di me e poi è stato chiesto a me di rispondere. La smorzerei. Credo sia stato interpellato non come leader degli Afterhours ma in quanto giudice di X Factor. Altrimenti non penso gli avrebbero chiesto di esprimersi su chi è ai vertici delle classifiche della musica pop. Lui ha scelto di intraprendere questa strada che è distante, musicalmente parlando, da quello che ha fatto prima ed è normale che si esponga e debba esternare dei giudizi… Questo non cambia tutta la grandezza di quello che ha fatto musicalmente, ma è un certo tipo di musica che giustamente è riferita ad un altro tipo di pubblico».

Magari un giorno vi ritroverete entrambi giudici di X Factor.
«Per ora no, ma non lo escludo».

Elisa Russo, Il Piccolo 28 Giugno 2017

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