«Qualunque sia il tuo Impero, ovunque si trovi, qualsiasi nome abbia, ci deve essere da qualche parte un suono che lo farà crollare»: domani alle 21 Mannarino porta al Rossetti «L’Impero crollerà», concept tour nei teatri, dalla dimensione più intima, ideato da Vivo Concerti e VignaPR dopo «L’Apriti Cielo live» che nel 2017 ha registrato oltre 100 mila presenze. Sul palco con il cantautore romano: Puccio Panettieri alla batteria, Alessandro Chimienti alle chitarre, Renato Vecchio ai fiati, Seby Burgio al pianoforte e tastiere, Lavinia Mancusi alla voce, violino e tamburi, Nicolò Pagani al basso e contrabbasso, Daniele Leucci alle percussioni, vibrafono e suoni.

Per Mannarino è la prima data in regione: «Da bambino ho fatto una vacanza da quelle parti. Ho sempre avuta un’attrazione per Trieste, mi affascina, ho visto dei documentari e ha un’architettura meravigliosa. È una citta di confine, mi intriga e non vedo l’ora di conoscerla: per questo arrivo già oggi per visitarla un po’».

Che spettacolo propone al Rossetti?

«Per l’ultimo disco, “Apriti Cielo” ho fatto due tour, uno estivo, all’aperto, incentrato sull’album e caratterizzato dai ritmi sudamericani e brasiliani, ricco di colori anche sonori, molto festoso. Questa seconda parte del tour si chiama “L’Impero crollerà” ed è sempre legata all’ultimo lavoro, ma rappresenta l’altro lato del cielo (e della storia), ci sono atmosfere teatrali e un discorso che vira più sulle ombre che sulle luci. È necessario per me recuperare anche questa dimensione più cupa per poter andare avanti nella mia ricerca. C’è un filo conduttore nel disco, l’impero, che parte da Roma con un senso di oppressione, quasi di impossibilità che poi si trasforma attraverso una lotta e una ricerca di altre dimensioni umane».

Dopo una stagione intensa di concerti ha annunciato il gran finale per il 25 luglio a Roma, seguirà una lunga pausa. Cosa farà?

«So che voglio scrivere un disco, mi rimetterò sulla strada e vedrò cosa succede».
I suoi quattro lavori in studio sono tutti dischi d’oro, un bel primato…

«Sono contento ma ho sempre seguito la mia libertà, non ho mai fatto un disco per venderlo. L’ho sempre fatto per esprimere quello che avevo dentro. Avere questa risposta di pubblico mi fa pensare che allora si può fare».
Oggi c’è il concertone del Primo Maggio a Roma a cui ha partecipato spesso, lo seguirà?
«Al momento sono così fuori dal mondo che non ho neanche visto il cast».

A marzo è uscito un singolo con Samuel dei Subsonica.

«È stata una bella esperienza sia umana che musicale. Ci eravamo incontrati in America dove avevamo suonato entrambi. Ci siamo rivisti e abbiamo cominciato a suonare in maniera libera e irrazionale; ne è venuta fuori una bella canzone, che si sviluppa in un modo non didascalico. Alcune canzoni che hanno un messaggio, pongono l’impegno sociale prima del risultato artistico e invece noi abbiamo messo l’arte davanti a tutto. Speriamo di fare ancora qualcosa assieme».

Ha suonato anche a New York, Mi Ami… Porta la romanità nel mondo?

«Io sono cresciuto alla periferia dell’Impero. Non porto certo la Roma del potente triumvirato: stato, religione, mafia. Un mondo in miniatura che abbiamo ogni giorno difronte».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 1 Maggio 2018

Mannarino

 

Elisa Russo

Elisa Russo

Si occupa di musica e spettacoli su stampa, radio, tv e web. Dal 2004 collabora con il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Spesso lavora in coppia con il fratello Ricky. The Russos hanno ideato, scritto e condotto il programma musicale “In Orbita”, in onda su Tv Capodistria (Slovenia) e su Radio Capodistria.
Close