parov3170_(c)Jan KohlruschDomenica il No Borders propone il concerto di Parov Stelar, alle 21.15 in Piazza Unità a Tarvisio, unica data del Nord Est per il musicista, produttore e dj austriaco. Marcus Füreder, in arte Parov Stelar, è considerato il re dell’electro swing, si è aggiudicato ben 7 Amadeus Music Awards, i suoi concerti sono richiestissimi in tutto il mondo e sono uno spettacolo che si sviluppa tra luci, suoni e visual. Dopo l’uscita del suo primo ep «Kiss Kiss» e il seguente album «Rough Cuts» nel 2004 per la sua neonata label Etage Noir Recordings, ha segnato un punto di rottura e un nuovo corso nella musica elettronica in ambito internazionale, grazie al suo suono unico, a un approccio molto personale alla produzione musicale e alla combinazione libera da ogni convenzione di più generi. La Parov Stelar Band si è esibita ovunque, registrando parecchi sold out nelle venue più ambite, tra le quali Playstation Theater di New York, Alexandra Palace di Londra, Zenith di Parigi e Columbiahalle di Berlino, e calcando i palchi dei più importanti festival, quali Coachella in USA, Glastonbury in UK, Sziget in Ungheria, Pukkelpop in Belgio.

Viste le sue origini austriache, Parov Stelar commenta: «Conosco bene Tarvisio, sin dalla mia infanzia, da piccoli venivamo spesso in vacanza in Italia proprio da quelle parti, una zona stupenda. Sono stato tantissime volte anche a Trieste, che adoro».
No Borders, musica senza confini: sembra perfetto per lei.

«Mi piace molto come idea, la musica non conosce confini; ho suonato ovunque e, citando la canzone di Madonna: “music makes the people come together” (la musica riunisce le persone”)».

Che spettacolo portate?

«Arriviamo con molte canzoni nuove dal recente album “The Burning Spider”, un sacco di musicisti sul palco, luci, visual: uno spettacolo non solo da ascoltare ma da vedere, una grande festa per tutti i sensi».
Il nuovo album è uscito pochi mesi fa, come sta andando?

«Ero preoccupato perché ha segnato un cambio di stile. Avevo proposto electro swing per tanti anni e questa volta ho deciso di provare qualcosa di nuovo, prendere direzioni diverse. Non sapevo come avrebbero reagito i fan ed è esaltante aver ricevuto solo feedback positivi, è andata meglio di quanto potessi sperare».

Tiene d’occhio i numeri del web (follower, visualizzazioni…)?

«I numeri sono interessanti, puoi vedere come le persone reagiscono alle tue proposte, basta non dargli eccessiva importanza».

Utilizza i social o delega al suo staff?

«Scrivo sempre io i post sulla mia pagina Facebook, perché penso sia un modo per connettersi al pubblico, di questi tempi è importante avere un legame così con l’audience».

Che effetto fa essere considerato l’inventore di un genere, l’electro swing?

«Sono diventato famoso con quello e di sicuro mi ha aiutato e ne sono onorato, ora volevo dimostrare di avere anche altre ispirazioni».

La situazione più strana in cui ha suonato?
«In Kosovo, dopo la guerra nei Balcani arrivarono dei soldati armati e per un attimo pensai “ci uccidono”, semplicemente cercavano di tornare alla vita normale, erano lì per divertirsi ma si sentiva ancora il clima di guerra».

Molti suoi brani sono stati usati per spot pubblicitari, in Italia spopola la sua “All Night” nello spot Tim.

«L’industria musicale è molto cambiata negli ultimi anni, i dischi non si vendono, restare indipendenti è difficile. Devi trovare il modo per raggiungere le persone, e devi pagare l’affitto e le bollette, ho anche un figlio da sfamare! È semplicemente una via diversa per raccogliere i frutti della tua musica».

La parte più dura della sua carriera?

«Nei primi dieci anni nessuno sembrava essere interessato alle mie canzoni, ma ho tenuto duro. Ai giovani dico che se sentono il fuoco nel loro cuore non devono mollare, c’è da lavorare sodo, credere in sé stessi, confrontarsi con gli altri».

E la parte più bella?

«Ai concerti vedi tutte queste persone, e non le conosci direttamente ma noti che sorridono, vedi la loro luce e ti rendi conto che in quel momento sono lì con te, per un attimo dimenticano le loro sofferenze. Un concerto è come fare un bel viaggio con persone che non conosci, ma ti senti legato a loro ed è un sentimento così bello che non riesco neanche a descriverlo, è magico».

Prossimi progetti?

«La mia vita intera è come un tour senza soste, sono pazzo per la musica e non m’importa se domani ci sarà un nuovo album da fare o altro, so che l’arte riempirà il mio futuro».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 29 Luglio 2017

Parov Stelar

 

Elisa Russo

Elisa Russo

Si occupa di musica e spettacoli su stampa, radio, tv e web. Dal 2004 collabora con il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Spesso lavora in coppia con il fratello Ricky. The Russos hanno ideato, scritto e condotto il programma musicale “In Orbita”, in onda su Tv Capodistria (Slovenia) e su Radio Capodistria.
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