Posted on: 13 Febbraio 2015 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

Continuano gli appuntamenti con “hardcore underground” alla Casa delle Culture di Via Orlandini. Sabato, dalle 21.30, protagonisti saranno i Raw Power. In apertura i No Limits di Capodistria e i veneti Corporation of Consumption. I Raw Power sono nati nel 1981 a Poviglio, piccolo comune della bassa reggiana: rimangono la band più longeva nella storia del punk hardcore italiano. Nel corso degli oltre trent’anni di carriera hanno inciso 15 album in studio e hanno diviso il palco con gruppi come Dead Kennedys, GBH, Corrosion of Conformity, Suicidal Tendencies, Motörhead, Cro Mags, Sick of it All, Agnostic Front, Circle Jerks, Scream, Adolescents, Rancid, Poison Idea, Slayer, Venom, D.R.I.; la leggenda narra che nel 1985, in un piccolo club di Seattle, degli esordienti Guns N’Roses aprirono un loro concerto.

“Leggende dell’hardcore made in Italy”: che effetto vi fa essere definiti così?

«I Raw Power sono sulla scena da così tanti anni che la gente finisce per esagerare!», commenta il cantante Mauro Codeluppi, «detto questo fa troppo piacere sentirselo dire, personalmente penso che questi titoli ci vengano dati perchè la gente ci vuole bene».

In poche parole, la vostra storia per chi non vi conoscesse:

«Qualcuno che non ci conosce? Possibile?! Penso che nel bene o nel male il nome è conosciuto… ma se qualcuno proprio non ci conoscesse direi che il miglior modo per descriverci è: “fedeli a noi stessi”, nel senso che quello che suonavamo quando abbiamo iniziato nel 1981 è lo stesso di quello che suoniamo oggi, stesso stile, stessa attitudine, stesse idee, stesso rispetto per quelli che organizzano i nostri concerti e per il pubblico.
Penso che la parola chiave sia divertimento. Ancora oggi come agli inizi ci divertiamo e, ancora più importante, cerchiamo di divertire».

Gli Ottanta sono stati anni d’oro per l’hardcore italiano, le band si sono fatte conoscere e stimare anche all’estero… oggi com’è la situazione?

«Penso che sia ancora come allora… l’unica differenza è che finalmente molti più gruppi italiani si sono messi a girare in Italia e anche all’estero. Anni fa i gruppi italiani tendevano a suonare vicino a casa e basta. Il motivo per cui abbiamo avuto a che fare per la maggior parte con etichette americane è che abbiamo sempre avuto più contatti là».

Tra gli incontri più importanti della vostra carriera, chi ricordate con più piacere?

«Per me i Circle Jerks nel lontano 1984. Poi i Dead Kennedys, Phil Anselmo e Dave Brockie… potrei fare una lista molto lunga».

Che concerto portate a Trieste?

«Saremo sicuramente con due chitarre, dopo la morte di mio fratello la formazione era a quattro, avevamo un altro chitarrista che suonava solo ogni tanto ma ultimamente abbiamo deciso di tornare alla seconda chitarra sempre. Il suono è molto più potente e Paolo (seconda chitarra) è una persona fantastica da avere attorno. La scaletta sarà composta da molti pezzi dei primi dischi, pezzi dal nuovo cd, qualche cover… scaletta killer!».

Il 2015 dei Raw Power: come è iniziato e come proseguirà?

«È iniziato bene, abbiamo diversi concerti, stiamo finendo di preparare il tour in USA (si parte a giugno), abbiamo una nuova agenzia all’estero, stiamo iniziando a metter giù i nuovi pezzi e ci sono un paio di cose molto interessanti che dovrebbero avverarsi».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 13 febbraio 2015

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