Gruppo rivelazione della scena indie-tropical europea, The Mauskovic Dance Band arrivano dall’Olanda ma il loro sound viaggia attraverso i cinque continenti per creare un mix di pura energia condito di psichedelia, tropical e cumbia. Il loro disco di debutto, anticipato dal convincente singolo «Space Drum Machine», esce il 24 maggio per Soundway Records e lo presentano mercoledì alle 21.30 al Teatro Miela. Il batterista e polistrumentista Nicola Mauskovic ha suonato e girato il mondo con la Jacco Gardner Band, gli Eerie Wanda e ultimamente con Altın Gün (di recente al Kino Šiška di Lubiana). Sperimentando con i suoi fratelli Donald (voce, tastiere, effetti), Marnix (chitarra, synth, percussioni) e Mano (basso) è nata questa “dance band” che porta il loro cognome: «È bello essere in famiglia – commentano -. Ci conosciamo molto bene, certo di tanto in tanto discutiamo e ci confrontiamo ma è umano».

Hanno catturato l’attenzione del produttore della scena underground della nuova cumbia Juan Hundred, che ha lasciato la sua casa nelle isole caraibiche per aggiungersi in veste di batterista e permettere così a Nicola di esprimersi liberamente con gli altri strumenti. L’influenza dei producer della scena afro-disco e no-wave della loro attuale base di Amsterdam ha portato un’ulteriore aggiunta di drum machine e sintetizzatori vintage che si fondono con ritmi afro-latini e riff di chitarra per creare uno “strange sound” contemporaneo, ricco di influenze culturali. Stili afro-colombiani come champeta, palenque, cumbia e la cultura del picó sound system… Com’è arrivata a degli olandesi la fascinazione per musica così esotica? «Dai dischi ascoltati – spiegano -. Amsterdam ha dei bei negozi con un’ampia selezione di album tropicali, abbiamo scoperto suoni che ci piacevano e li abbiamo fatti nostri. Il ritmo è la cosa che più ci colpisce e in molta musica africana e caraibica il ritmo è l’elemento dominante. Fa muovere il corpo e “esplodere” la mente. Anche quando siamo in tour, nei momenti liberi puntiamo sempre i negozi di dischi, il modo migliore per esplorare una città, incontrare persone e scoprire la scena musicale del posto. Abbiamo ascoltato anche molte band di New York degli anni ‘70 e ‘80 come ESG e Liquid Liquid. Canzoni con molto groove e ritmo, suonate da musicisti senza una preparazione accademica: proprio questo conferisce qualcosa di strambo ed estremamente ballabile». Per la prima volta a Trieste, hanno però già suonato in Italia: «Il nostro tour tocca il vostro paese per il terzo anno consecutivo. Abbiamo radici famigliari in Sicilia, ci piacciono i paesaggi, il cibo e l’espresso».

«Siamo un’esplosione di groove, incendiato da pesanti percussioni, basso e effetti. Speriamo – concludono – che le persone al Miela si godano l’atmosfera: per noi crearla è fondamentale. Il prossimo mese esce il nostro album e ci aspettano tanti concerti quest’estate. Stiamo anche lavorando a un ep che uscirà in autunno con canzoni dallo stile un po’ più no wave».

 Elisa Russo, Il Piccolo 24 Aprile 2019

Mauskovic

 

 

Elisa Russo

Elisa Russo

Si occupa di musica e spettacoli su stampa, radio, tv e web. Dal 2004 collabora con il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Spesso lavora in coppia con il fratello Ricky. The Russos hanno ideato, scritto e condotto il programma musicale “In Orbita”, in onda su Tv Capodistria (Slovenia) e su Radio Capodistria.
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