Dopo tre anni di pausa (sei dall’ultima uscita discografica), tornano in pista più potenti che mai i triestini The Secret con un ep intitolato “Lux Tenebris”. Nome di culto a livello internazionale per l’hardcore metal, sono stati la prima band italiana approdata all’etichetta americana Southern Lord (con cui esce anche il nuovo lavoro); hanno calcato i palchi di tutto il pianeta al fianco di Converge, Sunn O))), Kvelertak e Toxic Holocaust e hanno suonato a festival come Roadburn e Hellfest.

Un breve riassunto delle puntate precedenti per chi se le fosse perse: le tappe fondamentali della storia della band.

«Ci siamo formati nel 2003 – ricorda Marco Coslovich, frontman e cantante – e nel 2004 è uscito il nostro primo album “Luce”. Nel 2008 è uscito il secondo album “Disintoxication” e due anni dopo abbiamo firmato per l’etichetta Southern Lord che ha fatto uscire “Solve et Coagula”, “Agnus Dei” e da pochi giorni il nostro nuovo ep “Lux Tenebris”. In tutti questi anni abbiamo cambiato svariati membri ma siamo sempre riusciti ad avere una continuità nello scrivere musica e proporla live in tutta Europa, Stati Uniti e Giappone. Il prossimo aprile andremo per la prima volta in Russia rispettivamente a San Pietroburgo e Mosca».

Chi sono i componenti dei The Secret e come siete distribuiti geograficamente?

«Io sono l’unico di Trieste, Michael Bertoldini (chitarrista) che ha abitato a Trieste per una decina di anni ora vive e lavora ad Amsterdam. Il bassista Lorenzo Gulminelli è romagnolo e Tommaso Corte, il batterista, abita in zona Spilimbergo in Friuli. Ad oggi la distanza non è dalla nostra ma abbiamo trovato dei metodi per far funzionare le cose comunque, ci sentiamo regolarmente e pianifichiamo praticamente tutto via email per poi provare tra Rimini e Ravenna».

Tre anni di pausa: come mai?

«Dopo l’uscita del nostro ultimo album “Agnus Dei” abbiamo suonato il più possibile. I due anni successivi eravamo in tour un mese ogni due, certe date andavano molto bene e certe molto meno. Sul lungo periodo le relazioni tra di noi si sono progressivamente deteriorate e fondamentalmente non riuscivamo più a stare bene a stretto contatto. Suonare dal vivo è il sogno di ogni musicista e ovviamente quando le cose funzionano sono esperienze bellissime ma quando il meccanismo si inceppa la cosa può diventare molto frustrante e lentamente l’entusiasmo si trasforma in un senso di insoddisfazione. A quel punto il suonare diventa un qualcosa che fai solo perché “devi” e in questo modo perde completamente il senso. Il periodo prima della nostra interruzione per me è stato il più difficile in assoluto e mi ha portato a quello che chiamano “burnout”. Da quel momento per un lungo periodo abbiamo chiuso i rapporti e ci siamo concentrati sulle nostre vite personali ma non trovando un accordo tra di noi abbiamo in qualche modo “congelato” la band. Poi, quasi per caso, dopo circa due anni Lorenzo si è messo in contatto con ognuno di noi per “tastare il terreno” ed effettivamente il tempo ci ha fatto capire che la musica era ancora parte di noi e che volevamo continuare con questo progetto. In questi anni sono cambiate molte cose e per certi versi siamo cambiati anche noi. Sono convinto però che questi cambiamenti siano stati positivi per noi, sia come individui che come membri della band».

Tornate con un ep, “Lux Tenebris”. Mi racconti tutto quello che c’è da sapere sul nuovo lavoro?

«”Lux Tenebris” è nato dalla voglia di riscrivere musica. Dopo aver riallacciato i rapporti ci siamo resi conto che molte persone erano ancora interessate alla band e forse questa è stata la spinta in più per farci ritornare in studio a registrare nuovi pezzi. Michael aveva lavorato in questi anni di pausa dal gruppo sui pezzi e quando ci siamo rivisti ogni componente ha portato il suo contributo per farli poi diventare il materiale che abbiamo registrato. L’esperienza in studio è stata forse la migliore di sempre, il mood generale era molto rilassato e avendo la possibilità di lavorare con il nostro amico e fonico Steve Scanu nel suo studio di Rimini ha ricreato la situazione perfetta per riformare tra noi quell’alchimia che con il tempo avevamo perso. Sono molto soddisfatto e orgoglioso del risultato finale».

Per chi vi segue da tempo: cosa trova dei The Secret degli anni passati e cosa invece c’è di nuovo a livello di tematiche e sonorità?

«La musica dei The Secret è il nostro catalizzatore di negatività, lo è oggi come lo è sempre stato. Siamo ancora una band aggressiva e il feeling che esprimiamo continua ad essere oscuro e pesante. Rispetto al passato forse ci stiamo lentamente allontanando dall’immediatezza comune all’hardcore e punk per addentrarci ed esplorare maggiormente la nostra vena black metal. “Lux Tenebris” è un lavoro in un certo modo più complesso rispetto agli album passati. Questa volta abbiamo voluto creare più dinamiche, spazio e atmosfere all’interno dei pezzi per ispirare una sorta di percorso per chi ascolta. Pur rimanendo molto oscuri, ho lavorato sui testi in maniera più profonda e astratta per offrire maggiori chiavi di lettura ed enfatizzare il concetto che volevamo esprimere con la musica».

Siete tornati anche sul palco. È previsto qualche live dalle nostre parti?

«Abbiamo deciso di comune accordo di essere più selettivi per quanto riguarda i concerti e vogliamo valorizzarli maggiormente. Non siamo più nella posizione di poterci permettere di fare lunghi tour e non è più quello a cui aspiriamo. Il nostro obbiettivo oggi è far si che ogni live sia un evento in un certo modo speciale. Al momento non abbiamo in previsione niente per Trieste ma essendoci un forte legame con la città di sicuro è nostro interesse suonarci in futuro».

A tal proposito: Trieste ha perso alcuni posti storici dove vi siete esibiti spesso, come Tetris e Etnoblog. Come vedete la situazione attuale, ci sono alternative a riempire il vuoto lasciato da chi ha chiuso?

«Purtroppo al momento no. La chiusura del Tetris è stata l’ennesima prova che in città c’è stato un gap generazionale per quanto riguarda la scena musicale e una certa cultura underground. I ventenni di oggi non sono interessati alla musica live fatta con veri strumenti e persone che li suonano (e se ci sono, sono troppo pochi) perché sono presi bene per musica di merda fatta da sintetizzatori e vocoder. I locali/discoteche dove propongono questo sono pieni. È quindi ovvio che senza linfa vitale, un locale come il Tetris debba chiudere. Il futuro dipenderà dagli attuali giovani e dalle loro scelte. Se ci sarà qualcuno che inizierà ad interessarsi a certi temi, avrà voglia di mettersi in gioco, fare gruppo per poi attivarsi e creare qualcosa di simile a quello che è stato il Tetris o l’Etnoblog ben venga. Io ci spero e non tanto per me o per la mia generazione perché ci siamo già passati quanto per loro».

The Secret sono tornati per restare? Come gestirete nei prossimi mesi impegni musicali e altre attività/impegni?

«Ancora oggi la band è una delle nostre priorità. L’abbiamo sempre vissuta molto seriamente e per questo ci siamo creati delle condizioni il più possibile favorevoli per riuscire a coniugare tutto. Non vogliamo fare previsioni a lungo termine, al momento lo facciamo perché ne sentiamo l’esigenza e continueremo a farlo fino a quando saremo spinti da questa passione».

Venerdì The Secret suonano a Bologna (Krakatoa Festival), il 31 ottobre in provincia di Treviso (al Benicio di Giavera del Montello), il primo novembre a Milano (Santeria Social Club), il 2 a Perugia (Rework Club) e il 3 a Roma (al Traffic).

 

Elisa Russo, Il Piccolo 25 Settembre 2018

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Elisa Russo

Elisa Russo

Si occupa di musica e spettacoli su stampa, radio, tv e web. Dal 2004 collabora con il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Spesso lavora in coppia con il fratello Ricky. The Russos hanno ideato, scritto e condotto il programma musicale “In Orbita”, in onda su Tv Capodistria (Slovenia) e su Radio Capodistria.
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