Posted on: 28 Luglio 2021 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

«Anche l’anno scorso abbiamo cercato in tutti i modi di rimanere vicini alla nostra gente in un periodo pesante per tutti, suonando quando possibile, abbiamo anche fatto un live-documentario in streaming». Non si sono fermati i Tre allegri ragazzi morti e tornano a Trieste, per la prima volta al Castello di San Giusto, giovedì alle 21 in una serata organizzata dal Miela nel cartellone di Trieste Estate (ingresso a pagamento). Inarrestabile su tutti i fronti Davide Toffolo, che quest’anno ha calcato il palco del Festival di Sanremo con gli Extraliscio, ha promosso “Come rubare un Magnus”, uno dei suoi fumetti più belli di sempre, e ha continuato a suonare con i compagni Enrico Molteni al basso e Luca Masseroni alla batteria a ogni occasione (anche al concertone del primo maggio a Roma, seppure collegati da lontano). Era la metà degli anni ’90 quando il gruppo mascherato di Pordenone teneva il primo concerto in città, all’OnAir (ex Princeps) di Grignano con gli stessi organizzatori del Miela (Globogas): «Una data bellissima – ricorda Toffolo –, Molteni ancora non suonava con noi, ma era presente con tutti i suoi amici che erano a Trieste per frequentare la facoltà di Scienze della Comunicazione, i nostri primi seguaci. In quel gruppo di ragazzi c’era addirittura Roberto Fico, che poi è diventato Presidente della Camera. Mi ricordo bene sia la gente che era venuta a vederci, sia il fatto che avevo suonato con addosso un piumino grosso anche se faceva un caldo pazzesco. Non esistono video, all’epoca non permettevamo di riprenderci. Ci sono soltanto i ricordi».

Questa volta cosa proponete?

«Una scaletta varia, cominciamo il concerto con una parte molto lontana, delle origini, abbiamo inserito anche tanti pezzi che non facciamo spesso live. C’è una parte dedicata a “La Testa Indipendente”, il nostro terzo album del 2001 di cui ricorre il ventennale, che racconta un anno in cui ne sono successe di tutti i colori. Ci sono sempre degli ospiti, ma non svelerò chi ci sarà a San Giusto. Abbiamo già fatto alcune date e sono molto contento del nostro gruppo di lavoro, dell’allestimento, dell’esecuzione».

Che effetto le fa vedere il pubblico seduto e distanziato?

«Quello della musica è un pubblico molto educato. Ad un certo punto, l’anno scorso, i concerti erano completamente regolamentati e la vita all’esterno no, tanto che veniva da chiedersi il perché. Vederli seduti un po’ mi dispiace ma cerchiamo in tutti i modi di coinvolgerli, divertirli, dare dei motivi per cui anche così abbia senso. Per adesso ci viene data la possibilità di fare questo e cerchiamo di farlo al massimo. Ci ripaga un entusiasmo molto acceso delle persone».

L’esperienza a Sanremo con gli Extraliscio?

«Contento di aver partecipato, della canzone e della risposta. Ho sentito tanto affetto in quel contesto, che era l’unico palco attivo di tutta Italia in un periodo molto particolare. Un’esperienza splendida, le persone continuano a fermarmi dicendomi che si sono divertite tantissimo e che è stato un momento speciale».

I fumetti?

«Il 31 agosto esce per Rizzoli un libro che ho disegnato quasi completamente a Trieste, si chiama “L’ultimo vecchio sulla terra” disegnato da me e scritto da Remo Remotti, grandissimo artista scomparso qualche anno fa (chi non se lo ricorda: è il personaggio che in “Sogni d’Oro” di Nanni Moretti si fingeva Freud) mi ha molto ispirato negli anni e avevo da tempo l’idea di provare a fare qualcosa sulla sua scrittura. Lo presenterò a PordenoneLegge».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 28 Luglio 2021