Posted on: 17 Marzo 2011 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

JAMES CHANCE & LES CONTORTIONS, Giovedì 17 Marzo Teatro Miela

Giovedì, alle 21.30, James Chance, leggendario sassofonista e vocalist dedito al funk-punk decostruito e schizoide, è in concerto al Miela. La serata fa parte della rassegna “Due teatri in accordo”: una collaborazione tra Bonawentura e Teatro Stabile Sloveno. Il padrino della No-Wave newyorkese, noto anche come James White (ovvero, il James Brown bianco), sarà accompagnato dalla sua band Les Contortions per presentare i brani dell’album «The Fix Is In» appena pubblicato nella versione vinilica da Interbang Records, in collaborazione con l’etichetta francese Le Son du Maquis. Si tratta di una riedizione di quel «Get Down And Dirty» uscito nel 2006 per la nipponica Wind Bell, la nuova uscita è accompagnata anche da un dvd.
James Chance è stato colui che meglio ha rappresentato lo spirito della No Wave NY, movimento nato alla fine degli anni ‘70 e immortalato da Brian Eno nella storica raccolta intitolata «No New York». Di quel periodo James, ricorda: «Tutto quello che fece Brian Eno come produttore fu di portarci in studio. No New York fu registrato live in studio, come se non ci fosse un lavoro di produzione, tanto che avremmo potuto intitolarlo No Production! C’era un loft a Soho, attorno al 1978, dove suonavano tutte le cosidette No Wave bands finite poi nella compilation». Sulla sua formazione musicale, racconta di aver cominciato con il rock’n’roll «Nel 1965 il movimento era al suo apice con band come Rolling Stones e Animals. Attorno al ’68 ho scoperto invece il jazz. John Coltrane è stato il primo amore. E poi Albert Ayler, Cecil Taylor, Monk, Mingus, Charlie Parker. E ho sempre ascoltato la roba della Motown, James Brown». Dell’incontro con Lydia Lunch dice: «Ci eravamo conosciuti al CBGB, poco dopo ha semplicemente bussato alla mia porta e abbiamo convissuto per un anno, anche se non era la mia ragazza. Stava scrivendo dei pezzi per i Teenage Jesus e io la aiutai nella composizione». Per un po’, James fece parte della band della Lunch, ma poi lei stessa lo allontanò. A quel punto decise di fondare anche lui un gruppo, il primo nucleo dei Contortions. Provò ad inserire delle cantanti ma l’esperimento non funzionò, così prese esempio dal punk e si disse che “se cantava Richard Hell potevo cantare anche io”. Con i Contortions, James ha sempre cercato di allestire uno spettacolo teatrale e coinvolgente, a differenza di molti musicisti jazz che si limitano a: «dare le spalle al pubblico e suonare, senza sforzarsi di fare qualcosa di interessante sul palco».

Elisa Russo, Il Piccolo 17 Marzo 2011