Posted on: 28 Aprile 2007 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

 

Una serata magica e fuori dal tempo al Teatro Miela, con i Jennifer Gentle in concerto. Piacevole rivelazione, in apertura di serata, il live della cantante maceratese (bolognese d’adozione) Beatrice Antolini, accompagnata dalla sua band. Ha presentato l’album d’esordio, intitolato «Big Saloon» uscito per Madcap Collective, che vede la partecipazione di Marco Fasolo dei Jennifer Gentle. Un disco insolito, ricco di stili ed influenze: dal jazz all’indie pop, passando per il vaudeville. Pop circense o musica da colonna sonora, forse sono le definizioni più calzanti. Beatrice, con la sua chioma corvina e vestito verde smeraldo, mette in scena uncartoon dalle tinte psichedeliche. Avvincenti «Bread&Puppets» e «Monster Munch», brani di punta del suo cd. Come riferimenti vengono in mente: Tom Waits, Van Dyke Parks, Serge Gainsbourg, a tratti Vinicio Capossela. E poi Charlie Chaplin, Tim Burton, Federico Fellini e Alice nel paese delle meraviglie: non sono musicisti, ma la loro influenza si sente. Ospite ormai assidua dei Jennifer, con cui condivide il palco in numerose date italiane, sarà di nuovo in concerto a Trieste il primo maggio, nell’ambito del festival di Radio Fragola a Prosecco. Ciò che accomuna le due formazioni è uno spirito infantile giocoso ma a tratti inquietante, in bilico tra sogno ed incubo, come esplosioni di mille colori che a momenti si tingono di nero. L’infanzia di un libro di Niccolò Ammaniti o Simona Vinci, o delle bizzarre creature borderline di Tim Burton. Finito il set della band bolognese, sale sul palco il dj Michael Myers per una breve presentazione. Soprattutto per raccontare un aneddoto: come organizzatore dell’Hipsters Expo aveva caldamente voluto in cartellone i Jennifer. La data, che si sarebbe dovuta tenere all’Etnoblog a fine marzo, era fissata da tempo quando il brano «I do dream you» è stato scelto dal governo cinese come colonna sonora per uno spot televisivo per la prevenzione dell’Aids e i Jennifer sono stati chiamati in tour in Cina. Myers, dispiaciuto per la data annullata ma senza biasimarli, invita ad allacciarsi le cinture di sicurezza e finalmente il gruppo entra in scena. «Allacciatevi le cinture. Di castità», esordisce Marco Fasolo come assaggio della sua imperversante ironia. Sul palco, oltre a Fasolo (autore, cantante e chitarrista), anche i musicisti triestini Francesco Candura (basso) e Liviano Mos (tastiere). La formazione si completa poi con Andrea Garbo alla chitarra e Paolo Mongardi alla batteria. Per chi li segue da un po’ è evidente una svolta più marcata nei territori del rock. Eseguono diversi brani da «Valende»: da brivido «Liquid Coffee», suadente e dilatata. Da «Funny Creatures Lane» spiccano le energiche «Locoweed» e «Mad House». Fasolo regala altri sprazzi della sua ironia, piazzando frasi come «Siete un po’meno gialli dei cinesi» o «Questo brano si intitola “muloni alla ribalta”». The Beatles, Syd Barrett e i primi Pink Floyd, The Kinks, Marc Bolan e i T-Rex… le influenze sono tante, eppure rimangono originali quanto eccentrici. Non manca una scoppiettante «I do dream you» e nei bis l’esplosiva «Take my hand», anteprima del nuovo lavoro in uscita il 19 giugno, sempre per la storica Sub Pop di Seattle. Fasolo è semplicemente un genio, il suo timbro di voce è unico. Menzione speciale per Mos e Candura, sempre più integrati nella band e super compatti. Nei prossimi giorni suoneranno a Cardiff, Londra, Newcastle, Manchester: possiamo essere orgogliosi di esportare musica di tale spessore.

 

Elisa Russo, Il Piccolo 28 Aprile 2007