Kalpa: in sanscrito un ciclo cosmico, una teoria secondo cui il tempo non sarebbe lineare ma ciclico. L’ha scelto prima come nome della sua band e ora del suo progetto solista Angelo Mallardo, triestino classe 2001, di origine metà partenopea e metà polacca: «Sono nato a Trieste, ho sempre vissuto qua. È una città che amo profondamente – dice –. Ciononostante, venendo da una famiglia con due culture così piene di tradizioni, c’è stato (purtroppo) poco spazio per la “triestinità”. Forse sono più legato alla cultura napoletana che a quella polacca, mi è stato passato l’amore per Pino Daniele, e poi il calcio». Con l’ausilio della Waves Music Agency esce ora il singolo “Four Kids”, tra alternative e rock-elettronica, mixato e masterizzato da Alessandro Giorgiutti e Federico Stoch, anticipa l’ep di cinque pezzi “A certain feeling”. «“Four Kids” è una canzone arrabbiata, melanconica ma sempre con la consapevolezza che se non fosse per il passato il Kalpa di adesso non esisterebbe». Del brano esce anche il videoclip, realizzato dal regista Pietro Bettini in collaborazione con il direttore della fotografia Arti Merdov e prodotto da Waves. «Ho dato loro carta bianca, principalmente perché sapevo che stavo lavorando con dei professionisti, ma anche come sfida per vedere in che modo loro avrebbero interpretato una canzone che ha come idea di base un concetto molto personale: è il mio modo di vedere la musica e l’arte in genere, ovvero come un qualcosa di intraducibile in maniera universale, può mutare di significato a seconda del fruitore. Il video racconta frammenti di libertà, tolleranza e unione con una potenza dirompente che ti tira dentro e ti fa sentire parte di un tutto. Un video d’impatto di cui sono estremamente fiero». A caratterizzare il brano è l’uso estremo dell’auto-tune (l’effetto vocale molto usato dal genere trap), scelto da Kalpa per omaggiare i gusti della sua generazione: «Volevo trasmettere il senso di modernità ma anche di inadeguatezza che può avere uno strumento che, di norma, serve per correggere qualcosa che non va bene. La voce così effettata, contenuta, compressa, sommersa dalla musica e quasi soffocata, rappresenta appieno quella rabbia adolescenziale di chi grida, di chi cerca di far valere la propria opinione, senza essere mai ascoltato o preso in considerazione. In più l’ho voluto utilizzare un po’ per sfida, inserendo l’auto-tune in un contesto diverso da quello a cui lo si associa di norma oggi, ovvero il mondo (immenso) della trap».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 26 Ottobre 2020

 

Elisa Russo

Elisa Russo

Si occupa di musica e spettacoli su stampa, radio, tv e web. Dal 2004 collabora con il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Spesso lavora in coppia con il fratello Ricky. The Russos hanno ideato, scritto e condotto il programma musicale “In Orbita”, in onda su Tv Capodistria (Slovenia) e su Radio Capodistria.
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