Posted on: 20 Agosto 2020 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

La settima edizione del Lunatico Festival si conclude con una serata dal titolo “Tongue in cheek – tra il serio ed il faceto (music and chat)”, venerdì alle 21.30 al Teatrino Franca e Franco Basaglia di via Weiss 13, nel Parco di San Giovanni. Un’edizione contenuta nel numero di spettacoli e di spettatori ammessi, realizzata quindi nel pieno rispetto delle norme anti-covid. Sarà così anche per la chiusura, all’insegna di musica e parole, del buon gusto e dell’eleganza che, vista la location al riparo, andrà in scena con qualsiasi tempo e che prevede la presentazione in forma di happening del disco “The Little Things” di Christian Bunyan, eclettico artista londinese che vive tra Mallorca e la Francia (a Parigi ha frequentato anche un’esclusiva scuola teatrale), tra le altre cose esperto camminatore e gran conoscitore del Carso triestino. «Con Trieste ho una lunga storia – racconta -. Ho studiato l’italiano ma non conosco bene l’Italia, praticamente conosco solo Trieste. 13 anni fa ci sono venuto per la prima volta, per amore di una ragazza che viveva qui. Ho abitato in Carso, dove mi piace molto camminare e correre». Bunyan, che lavora per “Save The Children”, parla ben nove lingue ed è un talento a 360 gradi. Il disco, registrato in uno studio di Palma de Mallorca, è uscito con il nome del suo gruppo Darksome Burn and the Vast Majoricans nel marzo di quest’anno con un tempismo straordinario: il primo giorno del lockdown spagnolo «Forse un bene – dice – perché la gente era a casa e poteva ascoltarlo». Da maggio l’album è trasmesso dalla radio nazionale francese FIP, le canzoni sono prevalentemente cantate in lingua inglese eccetto un brano in Mallorquino, dialetto Catalano. «Il genere? – riprende l’artista inglese – folk, Americana, songwriting, io ascolto di tutto, jazz, world music, soul, adoro Nina Simone…».

Nell’evento conclusivo di Lunatico Festival, Christian Bunyan sarà accompagnato dai triestini Eleonora Lana alla voce e strumentini, Flavio Davanzo alla tromba, Tiziano Bole alla chitarra. «La serata sarà ricca – spiega Bunyan – noi ci inseriremo con cinque mie canzoni che abbiamo adattato e ci metteremo anche una buona dose di improvvisazione». Considerando che si tratta di uno dei pochi concerti proposti dall’estate triestina «Mi sento privilegiato – conclude – è un onore, viste le poche opportunità per musicisti e ascoltatori in questo periodo difficile». In apertura è previsto un “Aperitivo Stand Up Blues” a cura di Stefano Dongetti e Franco “Toro” Trisciuzzi.

 

Elisa Russo, Il Piccolo 20 Agosto 2020