Artista: Massimo VolumeTitolo: «Cattive Abitudini»Etichetta: La Tempesta Dischi

«Cattive Abitudini» è l’album del ritorno dei Massimo Volume, a distanza di 11 anni dall’ultimo cd ufficiale (nel mezzo: una rottura che sembrava insanabile, fino alla reunion per alcuni live nel 2008). Rieccoli qui, come fratelli di sangue che nonostante tutto non possono stare separati. Il nucleo è pressoché quello originario: Emidio Clementi (voce e basso), Vittoria Burattini (batteria), Egle Sommacal (chitarra) con l’innesto di Stefano Pilia (chitarra). Anche la ricetta musicale non si discosta dalle origini: un robusto post-rock che incontra la letteratura grazie ai testi scritti e recitati da Mimì Clementi. Il percorso della band è raccontato nel libro scritto da Andrea Pomini “Tutto qui – La storia dei Massimo Volume” appena uscito per Arcana. «Cattive Abitudini», registrato in presa diretta in una villa sull’argine del Po, utilizzando solo macchine analogiche, è tutt’altro che un’operazione nostalgica, al contrario è uno dei lavori più ispirati e convincenti del gruppo nato negli anni 90 nella fertile Bologna del Dams e dei centri sociali come l’Isola nel Kantiere. Esce per la Tempesta Dischi, che negli ultimi anni sta raggruppando le proposte più interessanti e vivaci del panorama della musica italiana “indipendente”. I Massimo Volume sono sempre stati unici ed inimitabili, il loro marchio di fabbrica è il (non) cantato/ recitato di Clementi. Declamatore, autore di libri, poeta del quotidiano. Afferma: “Un disco prende sempre la sua strada. Per quanti sforzi si possano fare per renderlo un abito che ci calzi bene addosso -il nostro abito- il risultato non è mai quello che ci si aspettava. La musica e le parole prendono il sopravvento sulle intenzioni, seguono una strada tutta loro, affascinante e rischiosa, lasciandoci ogni volta nel dubbio che ciò che siamo riusciti a dire fosse ciò che avevamo da dire”. Un disco popolato: di personaggi, di citazioni, di luoghi. Ad esempio Faust’O nel brano “Fausto”: “scuoti i tuoi angeli drogati Fausto
stasera ce ne andremo in giro
per le vie del centro
allegri come vecchi bonzi ubriachi
consapevoli che il peso del mondo è un peso d’amore
troppo puro da sopportare” con un omaggio a Ginsberg: “ho visto le menti migliori della mia generazione
mendicare una presenza al varietà del sabato sera”.Ossessionato dal tempo (“Le nostre ore contate”), attaccato al presente, è un disco che ha fretta, anche nei suoi momenti più dilatati. Il paesaggio che crea è un paesaggio mosso, urbano e domestico, di grandi spazi ed esili coatti: il nostro monotono sublime come scrive Lowell. “Chi l’avrebbe mai detto 
di ritrovarci qui,
giugno 2010
in un pomeriggio
di pioggia e di sole
seduti di fronte 
alle nostre parole?”, recita il brano d’apertura “Robert Lowell” dedicato al poeta americano, fondatore della Poesia Confessionale.

Elisa Russo Il Piccolo, Lunedì 29 Dicembre 2010

 

 

Elisa Russo

Elisa Russo

Si occupa di musica e spettacoli su stampa, radio, tv e web. Dal 2004 collabora con il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Spesso lavora in coppia con il fratello Ricky. The Russos hanno ideato, scritto e condotto il programma musicale “In Orbita”, in onda su Tv Capodistria (Slovenia) e su Radio Capodistria.

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