Posted on: 11 Agosto 2021 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

ci rende originali»: suonano spesso per le strade di Trieste, The Holy Smog, e vale davvero la pena fermarsi ad ascoltarli. Hanno qualcosa di speciale, che viene anche dal loro mix di culture. Residenti a Trieste, Lucas Gomez (voce e chitarra) è originario di Santo Domingo e viene dal soul e dal reggae, il triestino Angelo Vardabasso (contrabbasso e basso elettrico) è un nome noto del jazz, Teresa Bisoni (cajon e batteria) ha origini friulane, Andreja Tull (voce) è della minoranza slovena e ha esperienze nel folk e nel jazz. Talento, freschezza e personalità hanno fatto sì che la band triestina si sia classificata prima nel contest organizzato dal Miela nei mesi difficili dello stop ai live e dedicato ai giovani artisti della regione. Ai quattro finalisti giovedì spetta una serata a loro dedicata al castello di San Giusto, nell’ambito di Trieste Estate, con l’organizzazione del Miela. Democraticamente, mezz’ora di live a ciascuno. E simbolicamente un ingresso con biglietto di 4 euro, 1 euro a gruppo; presentano e intrattengono Laura Bussani e Ivan Zerbinati. Si ricorda che le normative attuali richiedono l’ingresso con green pass.

Alle 20 aprono la serata i terzi classificati (ex aequo), nell’ordine di esibizione: i triestini Zima Blue, impeccabile progetto jazz in pista dal 2019, Simone Di Gennaro alla chitarra, Emanuele Goio al contrabbasso, Tinto Maestri al clarinetto, Davide Fradeloni alla batteria, si sono conosciuti al Tartini e hanno cominciato a suonare assieme per le strade, partecipando anche a festival come Muggia Jazz e Friuli Doc con composizioni originali che prendono ispirazione dal repertorio swing, latin, gitano e folcloristico; e a seguire Thanks Welcome Aboard!, formati nel 2018 dall’incontro tra la voce di Marco Vitrotti, nato a Gemona del Friuli e residente a Trieste, e la chitarra del triestino di origine rumena Robert Emanuel Macovei, inizialmente di matrice pop rock, i due si sono successivamente aperti a sonorità elettroniche e indie, aggiungendo tastiere, chitarre di supporto e sassofono, coinvolgendo il romano Damiano Gallo. Spazio poi ai secondi in classifica, il Movimento Cumbiero: direttore artistico è il cantante, chitarrista e compositore argentino Baltazar Avila, già fondatore della band reggae RonDamon, il sound del gruppo triestino (Pietro Ricci alle percussioni, Francesco Pignataro alle tastiere, Andrea Medeot al contrabbasso) è caratterizzato, oltre che dalla componente latina, dall’ispirazione psichedelica della cumbia peruviana. La serata Miela Music Contest si chiude con i vincitori The Holy Smog: «Proporremo – anticipano – i nostri brani originali più un paio di cover. Il contest del Miela è stata una bella occasione e uno stimolo. Era un periodo complicato, a volte la zona rossa impediva perfino Andrej, che abita a Muggia, di raggiungerci per le prove. Ma abbiamo sempre trovato il modo, senza perdere la voglia di fare musica, anzi è venuta fuori ancora di più. Però stare chiusi in casa non è di certo un toccasana per la creatività, che si nutre di esperienze e di contatti con l’esterno e con gli altri. I tempi sono incerti, ma ci godiamo il momento». «Trieste è piena di talenti – concludono – e abbiamo rispetto di tutti quelli che fanno musica con testa e con cuore, stimiamo gli altri che hanno partecipato al contest online del Miela, e con il Movimento Cumbiero abbiamo anche già collaborato».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 11 Agosto 2021