Posted on: 22 Marzo 2021 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

«Abbiamo intitolato il nostro nuovo ep “Wave the brain”: come dire “sventolare il cervello”, fargli prendere aria insomma. Dopo quattro mesi di lockdown era diventato il nostro motto». Si chiamano Murina e sono un esplosivo duo noise rock spagnolo, dal respiro fortemente internazionale. La fondatrice del progetto, qui alla voce e al basso, è Martina de Lugnani, triestina che vive a Barcellona da ormai 15 anni. Ha trovato la sua metà artistica, la batterista Laura Vainio, grazie a un annuncio: «Lei è finlandese – racconta Martina – e dopo tante audizioni mi ha colpita subito. Anche perché abbiamo le stesse passioni musicali». Le fisse in comune sono i Nirvana e i Sonic Youth, e poi le gloriose band femminili come le Hole di Courtney Love, Babes in Toyland, Bikini Kill. Martina de Lugnani, classe ’79, ha studiato all’Accademia di Belle Arti a Venezia: «Arrivata in Spagna, però, ho messo da parte la pittura per la musica, stimolata dalla possibilità di incontri musicali. Qui vivo con il mio compagno, anche lui triestino, e abbiamo avuto un figlio. Ora mi sono presa un anno sabbatico per dedicarmi solo alle Murina». Tanta energia è stata ripagata: «Abbiamo lavorato con un produttore cileno piuttosto conosciuto, Milo Gomberoff, all’Hukot (significa rumore in polacco) Studio, vanta anche un workshop con il guru dell’alternative Steve Albini. Una volta registrate quattro canzoni mi ha aiutata con i contatti, e mi ha spinta a non fermarmi alla Spagna, così alla fine per stampare il vinile siamo riuscite a coinvolgere un’etichetta francese, una polacca e tre spagnole. Collaborare con più etichette che fanno colletta e uniscono le forze è una ricetta vincente. Abbiamo avuto davvero tante risposte positive». de Lugnani, che ha cominciato a suonare la chitarra a 15 anni, ha avuto un’esperienza di cinque anni nella band Sounds Of Death Valley. «Avevo sempre scelto nomi in inglese, ma in Spagna la pronuncia non è delle migliori quindi questa volta volevo qualcosa di facile, ecco perché Murina. In finlandese vuol dire ringhio: è una parola che si sposa perfettamente con il genere di musica che proponiamo e con la nostra attitudine punk, aggressiva». Incuriosisce il titolo dell’ultimo brano: “Mustikkapizza”: si tratta di una “pizza di mirtilli”, (“mustikka” è mirtillo in finlandese), l’autrice spiega sia un omaggio all’origine 50% italiana e 50% finlandese del gruppo. Inevitabile un pensiero alla città di origine: «Mi manca il posto dove sono nata e cresciuta, Piscianzi (Sottomonte/ Roiano), sono vissuta nei boschi e ora sto in una città grande, che offre un sacco dal punto di vista delle relazioni sociali e della musica però mi manca il bosco e la camminata, l’aspetto paesaggistico di Trieste ce l’ho nel cuore. Anche i tramonti nel mare. Non torno a Trieste da più di un anno. Non ci sono collegamenti fino a maggio, aspettiamo migliori la situazione prima di fare uno spostamento». Della musica triestina cita Toni Bruna «Che mi regalò la sua maglietta quando venne in concerto a Barcellona, unico a far suonare così bene il dialetto triestino», i Tso, i talentuosi musicisti Franz Valente e Igor Rojas. E aspettando il ritorno sui palchi, in Spagna la situazione è lievemente differente dall’Italia: «Da inizio mese – conclude Martina –, certi locali possono riaprire al 30% della capienza e tenere spettacoli con il pubblico seduto e distanziato, ovviamente con le mascherine e non si può consumare bevande, solo assistere allo show e andare via appena finisce».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 22 Marzo 2021