Una fascinazione per il mare e i pirati unita a un metal potente: con questa ricetta, nel 2014, nascono gli Old Roger’s Revenge, oggi al loro debutto discografico “Vengeance of Blackbeard” per la statunitense Pavement Entertainment, disponibile negli store digitali, a breve uscirà il formato fisico e il video di “Dead Men Tell No Tales”. Il nucleo della band è un trio composto dai triestini Roberto Puissa (voci, basso, chitarre), Andrea Marchetti (chitarre) e Christian Leale (batteria) ma dal vivo si presentano in cinque (negli anni si sono alternati Jovanni Valmastri, Gabriele Giorgi, Federico Stock, Marco Boncompagno, Sirio Palese, Lorenzo Polli e Willer Donadoni), mescolano sludge, stoner, doom, hardcore, death metal e hanno condiviso il palco con Vintage Caravan, Methedras, Bad Blood, Glitter Wizard, Necrodeath.

«All’inizio volevo una band da battaglia – racconta Puissa – con un’immagine che crei la sua sfumatura stilistica dando quell’impronta che proviene dalle proprie terre. Trieste vanta una lunga storia di pirateria sin dall’epoca romana e niente è più rock’n’roll dello spirito piratesco, romanzato o vissuto. Quindi ho ripreso quei valori nella società odierna con un sound dettato dal mare». Dopo l’ep di debutto “The Sea lane” nel 2015, la band ha lavorato a lungo sul nuovo disco: «Ne è valsa la pena – riprende il frontman – perché la tecnica si è affinata, il lavoro sta ricevendo notevoli apprezzamenti, sia sul panorama estero che nazionale. Ho curato tutto l’aspetto dal songwriting all’immagine. Marchetti ha messo le sue parti nella musica, Leale ha registrato le batterie al Track Terminal Studio. L’album è stato mixato e masterizzato a New York da Lorenzo Gavinelli allo Zero Point Energy Recording. Il disegno della copertina è stato realizzato da Francesco Saverio Ferrara (Zhistorica); le foto da Andrea Stoppa, Pamela Depase, Claudio Stor. C’è un doppio legame tra le 12 canzoni, i titoli hanno tutti una tematica piratesca o affine, i testi parlano della società e dell’essere umano, della schiavitù, manipolazione delle masse, eguaglianza sociale, libertà e conoscenza di sé stessi. Praticamente un crossover tra i valori dell’epoca d’oro della pirateria e la società attuale». Il suono è internazionale ma la città d’origine li ispira: «Il mare di Trieste in qualche modo influenza la nostra musica. E poi Trieste da sempre è stata culla di artisti divenuti famosi a livello internazionale. La città ha offerto molti eventi musicali e molti altri ne offrirà, fa parte della cultura del posto. Vanta inoltre un nutrito numero di band locali invidiabili anche per il panorama estero». Lo stop forzato ha portato all’annullamento dei live degli Old Roger’s Revenge: «Credo che la musica dal vivo – conclude Puissa – ripartirà magari l’anno prossimo. Sicuramente il settore ne risente molto in questo periodo, soprattutto quello tecnico che sta dietro agli artisti. D’altra parte cominciano a nascere nuove realtà virtuali che potrebbero stravolgere tutto».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 7 Settembre 2020

Elisa Russo

Elisa Russo

Si occupa di musica e spettacoli su stampa, radio, tv e web. Dal 2004 collabora con il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Spesso lavora in coppia con il fratello Ricky. The Russos hanno ideato, scritto e condotto il programma musicale “In Orbita”, in onda su Tv Capodistria (Slovenia) e su Radio Capodistria.
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