Posted on: 1 Marzo 2021 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

L’etichetta Antieroi è una nuova realtà triestina in cui militano competenze già attive in altre riuscite esperienze musicali cittadine: ai più attenti non sfuggirà il marchio Sonicyut che firma i videoclip. Il filo conduttore delle produzioni è l’utilizzo esclusivo dell’italiano per i testi delle canzoni. Due uscite per ora, dopo il singolo di Wdoppia “Ultimo sguardo”, ora è il momento di un altro cantautore triestino, Pino, con “Tutto ok”. Pino, giocando con il suo cognome, è il nome d’arte che si è scelto Thomas Pinaffo. Classe ’99, studente di Psicologia, comincia a suonare la chitarra alle elementari, studia lo strumento alla Scuola di Musica 55 con Filippo Massa. «Quando mi sono accorto che mi sentivo libero scrivendo pezzi di chitarra – dice – ho cominciato a canticchiarci sopra e scrivere testi». Dopo alcune esperienze live (al Miela, al Polo Toti) con un duo acustico che si chiamava Keep, si mette in proprio: «Mio papà – prosegue – mi ha passato il suo vecchio walkman e le cassette dei Nirvana, Led Zeppelin, Pink Floyd e tanto rock anni ’60 e ’70, poi mi sono formato una mia cultura musicale; adesso ascolto molta musica italiana, sia indie recente che classici del passato come De André, Gaber, Battiato, Battisti che sono sempre un punto di riferimento per me». Il suo singolo di debutto “Tutto ok”, registrato da Igor Ambrosino, ha il sapore del miglior cantautorato indie pop di oggi: «Il brano rappresenta un vero e proprio flusso di coscienza dell’autore – aggiungono i ragazzi di Antieroi – che porta a riflettere sul profondo significato dell’amore. Inquadrare questo sentimento sembra impossibile anche per un antieroe come Pino. Va accettato come ci si presenta di fronte, un’esperienza soggettiva, multiforme, inspiegabile, che ci accomuna e ci distingue allo stesso tempo. Il videoclip ambientato nel Teatro di San Giovanni mette in scena una possibile esperienza dell’amore: quella della distanza e dell’attesa del ricongiungimento». Il provino di danza della protagonista è motivo di stress anche per il partner, che fuma aspettandola fuori dal teatro, questa condivisione, questo senso di attesa non è altro che un frammento di ciò che l’amore è capace di generare. «È una canzone scritta più di un anno fa – ricorda Pino – mi piaceva una ragazza che non contraccambiava il mio amore e la cosa mi faceva stare male ma mi ripetevo come un mantra “tutto ok”, che andava bene lo stesso: amare è una cosa bella, indipendentemente dal fatto di essere ricambiati».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 01 Marzo 2021