Posted on: 12 Dicembre 2009 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

Di questi tempi si parla di generazione boomerang.
Che è una variante educata dei “bamboccioni” di Brunetta.
In pratica, i giovani che si emancipano dalla famiglia di origine andando via di casa, poi ad un certo punto tornano
indietro come un boomerang sulle gengive dei genitori.
I giovani d’oggi, sembra stiano vivendo delle riserve delle generazioni precedenti.
In pratica faremo fuori il gruzzoletto messo da parte dai padri, dai nonni e dai bisnonni e ce lo sputtaneremo in una manciata di anni.
Lasciando ai nostri eventuali figli:
niente, se saranno fortunati.
I nostri debiti, se saranno sfortunati.
Quasi quasi c’è da sperare che i Maya abbiano visto giusto sul 2012…
Poi ci sono i casi estremi.
I figli d’arte.
I bamboccioni d’arte.
Io non li invidio.
Già l’eredità del padre medio
pesa sul figlio medio come un macigno.
Figuriamoci se uno e figlio chenesò…
di Mina.
Cosa potrai mai fare più di tua mamma?
Mina ha fatto un pezzo con gli Afterhours.
Nel videoclip del brano, Mina è interpretata dalla figlia, che offre un playback alla voce della madre. L’idea a qualcuno è piaciuta. A qualcun altro per niente. Insomma, un’Italia divisa.
Come sempre, sulle cose importanti.
Io non so bene cosa pensare, certo è che a leggere le parole di Benedetta Mazzini sul Corriere, qualche brivido mi viene.
«Non è che io voglia assomigliarle, il fatto è che siamo uguali. Se raccolgo i capelli poi…»
Non è tanto l’acconciatura che fa Mina eh…
Il commento di Mina alla figlia sarebbe stato: «Come ti sta bene quella voce!».
Continua poi Benedetta sul Corriere: «Ho potuto fare leva sull’amore incondizionato di mamma. A differenza degli altri che le chiedono le cose mille volte, fino a che lei dice no, io so come prenderla. Le ho fatto la proposta e l’ho lasciata cadere. Ho aspettato un mese per sentirmi dire che non aveva ancora deciso. Alla fine ha dato l’ok. Per me è stata una comunione di affetti: voglio un bene smisurato agli Afterhours e adoro mamma».
Da come la buttano giù, sembra un’operazione di terrorismo psicologico di una figlia sulla madre.
Insomma, tempi duri.
Generazione peter pan,
generazione panda,
generazione boomerang,
generazione bamboccione…
erano meglio i tempi della Generazione ics.