«Canzone dopo canzone, capitolo dopo capitolo, ci si ritrova a vivere una storia noir ambientata nella San Francisco degli anni ‘60, con alcuni salti temporali nei ‘40, ‘70 e ‘90, un racconto lungo quarantasei anni, che lascia l’ascoltatore con alcune domande». Doveva uscire già a maggio “Hidden Code” dei triestini Quiet is the new Loud ma il lockdown l’ha fatto slittare a oggi. Umberto Padovan alla chitarra, Dario Biagi alla batteria, Andrea Iannello al basso, Matteo Russo alle tastiere raccontano di essersi ispirati «alle sonorità post-rock più old school, il suono è un chiaro omaggio a dischi come “Spiderland” degli Slint, “Young Team” dei Mogwai e “One Step More And You Die” dei Mono». «Il nostro intento – aggiungono – era che non suonasse come un prodotto moderno. L’album è suddiviso in dieci tracce, dieci capitoli, ognuno dei quali è parte della storia che viene raccontata durante tutto il disco». Un concept album con un filo da seguire dall’inizio alla fine può sembrare una scelta in controtendenza con le abitudini d’ascolto attuali: «L’idea è nata proprio perché in pochi fanno questa scelta al giorno d’oggi. I concept album ci hanno sempre affascinato e abbiamo voluto intraprendere questa strada anche nella nostra produzione». Ciò non significa rinnegare totalmente il presente: «Siamo anche divoratori di musica digitale. Anzi, siamo molto contenti di avere tutto a portata di smartphone o mouse, ma quando vogliamo goderci un disco a pieno, lo ascoltiamo su supporto fisico, cd o vinile che sia. Per questo motivo mai abbiamo pensato di farlo uscire senza la possibilità di poterlo toccare materialmente. Siamo cresciuti ascoltando e maneggiando cassette, cd e vinili, ci sembrava assurdo non poter fare lo stesso con un nostro prodotto. Inoltre necessitavamo di poter fornire al nostro ascoltatore degli elementi fisici, importantissimi per vivere il concept dell’album a pieno, cosa impossibile se tali elementi non fossero tangibili. Per ora abbiamo riscontrato un entusiasmo che non ci aspettavamo da parte del pubblico. Abbiamo venduto un discreto quantitativo di copie dell’edizione limitata, specialmente all’estero e abbiamo ricevuto ottimi feedback. Abbiamo potuto appurare che vi è molto fermento online e proprio per questo ci stiamo impegnando nell’essere vicini e presenti nel mondo virtuale. Questo sia per dimostrare gratitudine e riconoscimento a chi apprezza e supporta il nostro lavoro artistico, sia per dimostrare che, nonostante se ne parli poco, la musica e l’arte continuano a esistere e c’è sempre qualcuno che ne produce di nuova». Quest’estate i Quiet is the New Loud hanno presentato il lavoro in anteprima ad Aquileia «Suonare sotto le stelle – concludono – al fianco di un pezzo di storia come la Basilica di Santa Maria Assunta è stato meraviglioso, non smetteremo mai di ringraziare gli organizzatori dell’evento Calici di Stelle 2020 – Aquileia e l’amministrazione Comunale della città che nonostante tutte le difficoltà ha voluto avere un piccolo assaggio di quello che sarà il Concretion Post-Rock Festival nel 2021. Ora ci manca molto suonare dal vivo, soprattutto perché è il modo più bello ed emozionante di vivere la musica, ma fino a quando non lo si potrà fare in sicurezza accettiamo di continuare a vivere la nostra passione in questa maniera. Qualche settimana fa abbiamo organizzato, assieme ai nostri grandi amici del Soundscape Recording Studio di Tezze (TV), una sessione live che sarà presto disponibile in formato video».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 29 Ottobre 2020

 

 

Elisa Russo

Elisa Russo

Si occupa di musica e spettacoli su stampa, radio, tv e web. Dal 2004 collabora con il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Spesso lavora in coppia con il fratello Ricky. The Russos hanno ideato, scritto e condotto il programma musicale “In Orbita”, in onda su Tv Capodistria (Slovenia) e su Radio Capodistria.
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